Sale la temperatura intorno alla vicenda Penati. Ricostruiamo l’evoluzione della storia attraverso le notizie e le dichiarazioni rilasciate in questi giorni.
20 LUGLIO 2011
Il sasso nello stagno. Il vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia, Filippo Penati (Pd), e altre persone, sono indagati a vario titolo per concussione, corruzione e illecito finanziamento ai partiti nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Monza sull’area ex Falk di Sesto San Giovanni.
Capezzone non perde la battuta. Daniele Capezzone, portavoce Pdl: ”Apprendo dalle agenzie la notizia di un’indagine che riguarderebbe Filippo Penati. In attesa di saperne di più, va però subito ribadito un punto di carattere generale, politicamente e ancor più culturalmente irrinunciabile: la presunzione di innocenza deve valere per tutti, amici o avversari che siano. Sarebbe bene che la lotta politica, pur nelle sue comprensibili asprezze, non dimenticasse la presunzione di non colpevolezza che è scolpita nella nostra Costituzione, e non avesse atteggiamenti differenziati a seconda del fatto che un’indagine riguardi un esponente del proprio schieramento o di quello avversario. La sinistra ha da sempre avuto un atteggiamento opposto: garantisti con gli amici, giustizialisti con gli avversari. Per noi vale invece la regola del garantismo verso tutti, che e’ naturale complemento di una difesa rigorosa della legalità”.
Idv chiede subito la gogna. Gabriele Sola, vice capogruppo regionale dell’Italia dei Valori: ”A seguito dell’apertura di un’indagine nei suoi confronti, auspichiamo che Filippo Penati voglia fare un passo indietro, lasciando l’incarico di vice presidente del Consiglio regionale lombardo. Oggi più che mai è importante che la politica dia segnali forti di etica, trasparenza e senso di responsabilità. Per questo è totalmente inopportuno che il Consiglio regionale della Lombardia sia rappresentato, in uno dei ruoli di maggior responsabilità, da una persona indagata per reati gravi come corruzione, concussione e finanziamento illecito ai partiti. Non è né tempo né il caso di lasciarsi andare a giudizi prematuri; bisogna rispettare la presunzione di innocenza e il lavoro della Procura di Monza. Tuttavia chiediamo serenamente a Penati un passo indietro. E con la stessa serenità e chiarezza auspichiamo che egli si riveli del tutto estraneo alle pesanti accuse per cui è attualmente indagato”.
La Lega tira in ballo Papa. Il capogruppo della Lega Marco Reguzzoni, replicando al presidente dei deputati del Pd Dario Franceschini: ”Mi ha offeso l’insinuazione del capogruppo Franceschini” su uno scambio tra Pdl e Lega perché i leghisti votino contro l’arresto di Alfonso Papa. ”In realtà Franceschini mette le mani avanti perché sta preparando il voto dei suoi parlamentari contro l’arresto. La posizione chiara della Lega è stata espressa oggi su tutti i giornali mentre voi state mettendo le mani avanti dopo l’avviso di garanzia ricevuto dal vostro Penati”.