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Stop-Loss parla di un’immane tragedia umana

Stop-Loss è un film del 2008 di Kimberly Pierce. Nel film c’è Ryan Phillippe nel ruolo di Brandon, Channing Tatum nel ruolo di Steve, Abbie Cornish nel ruolo di Michelle e Joseph Gordon-Levitt nel ruolo di Tommy.

Tommy, Steve e Brandon sono soldati in guerra in Iraq. Durante diversi scontri a fuoco diversi loro colleghi perdono la vita mentre altri rimangono mutilati o gravemente feriti. I ragazzi tornano in Texas e sono accolti dai loro concittadini come eroi. Brandon viene decorato e fa anche un discorso in una cerimonia. Dopo tale evento c’è una sorta di festa dove i ragazzi si ubriacano, festa nella quale c’è anche Michelle, che è la ragazza di Steve e grande amica di Brandon.

Giorni dopo Brandon viene richiamato dall’esercito per ripartire per l’Iraq ma il ragazzo si rifiuta aggredendo verbalmente un suo superiore. Brandon, allora, in compagnia di Michelle, scappa per non essere arrestato dato che è un disertore.

Intanto, sia Steve che Tommy dimostrano chiari segni di squilibrio mentale. La guerra ha cambiato la loro vita radicalmente ed essi non riescono più ad essere delle persone normali. La guerra per loro due assume la valenza di un forte trauma psicologico. Stessa cosa vale anche per Brandon che viene coinvolto in una rissa dove viene ferito al volto. Egli sembra fuori di sé e la cosa è molto evidente agli occhi di Michelle che non lo riconosce più.

In una scena del film Brandon ha come un’allucinazione: egli crede di vedere un soldato annegare in una piscina e si precipita a salvarlo. Michelle assiste a tutto questo ed è molto preoccupata per il suo amico. Poi arriva Steve che dice a Michelle che egli è intenzionato a ripartire per l’Iraq. Michelle non gradisce la cosa e lascia Steve mandandolo a quel paese. La donna, infatti vorrebbe sposarsi e vivere la sua vita insieme a Steve.

Michelle e Brandon visitano anche alcuni soldati che erano in Iraq con Brandon, soldati mutilati dalla loro esperienza di guerra. Successivamente, Tommy si spara perché profondamente depresso. Michelle, Steve e Brandon assistono al suo funerale e, dopo, Steve e Brandon litigano violentemente. Ancora dopo vediamo Brandon che arriva al confine con il Messico per lasciare gli Stati Uniti come disertore.

Stop-Loss finisce facendoci vedere Steve, Brandon e Tommy, con i loro colleghi, in partenza per la guerra in Iraq, esperienza che stravolgerà le loro vite per sempre, esperienza per la quale, all’inizio del film, costoro vengono elogiati e celebrati da tante persone.

Stop-Loss parla di un’immane tragedia umana: una guerra che traumatizza tante persone, una guerra che, come tante guerre, provoca miriadi di vittime. Brandon e Michelle si rendono conto dei danni mentali e psicologici che la guerra può provocare oltre ai danni fisici e materiali. Attraverso i loro sguardi persi nel vuoto avvertiamo l’atrocità della guerra e i suoi effetti nefasti sulle persone.

La regista, con sguardo lucido e razionale, confeziona un film verità, un film documentario su un universo spesso nascosto e celato, un universo infernale di plurime tribolazioni e sofferenze. Le vittime della guerra si contano sul campo di battaglia. Le vittime della guerra si intravedono anche dopo la battaglia…

I quattro protagonisti suddetti vengono rappresentati come dei gioiosi ribelli all’inizio del film. Poi, successivamente, appaiono come delle persone profondamente sofferenti e tormentate, persone che hanno visto crollare la loro vita davanti ai loro occhi. Gli attori citati all’inizio danno vita personaggi ruvidi e duri, personaggi che hanno perso l’innocenza dopo aver provato l’atrocità della guerra che è anche una sorta di metafora dell’atrocità della vita. In questo film si parla di disumanità, si parla di efferatezza, si parla dell’ingiusto…un film oltremodo complesso che colpisce lo spettatore con un pugno allo stomaco e lo costringe a riflettere.

Questo articolo è stato pubblicato qui

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