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di LucidaMente (sito) martedì 24 maggio 2011 - 0 commento oknotizie
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Sperimentazione animale: strage vana, crudele, infinita

La recente direttiva europea facilita il reperimento di “cavie” per la vivisezione, ma un uomo geneticamente non è un gattino
 
È un argomento complesso quello che riguarda la sperimentazione animale. Non tanto per la posizione di ricercatori, associazioni e cittadini che chiedono al 92% la cessazione degli esperimenti, quanto dal punto di vista legislativo. L’8 settembre 2010 è stata approvata la nuova Direttiva europea 2010/63/UE sulla sperimentazione animale che aggiorna le regole in vigore dal 1986. Molti stati membri dell’Unione europea non hanno mai legiferato in materia di vivisezione e, nel loro caso, sarà valida la normativa.

Ma in Italia le cose sono diverse: ben due leggi regolano la sperimentazione animale, stabilendo vincoli che ora entrano in collisione con le indicazioni comunitarie.

Le vere vittime
Ogni anno 12 milioni di animali sono sacrificati in Europa per fini sperimentali, statisticamente uno ogni tre secondi. Nei laboratori italiani ammontano a 900 mila: per la ricerca di base delle università, per lo studio di malattie umane e veterinarie, per le neuroscienze, per la verifica di nuovi farmaci. A questi settori vanno aggiunti il monitoraggio ambientale per sostanze che devono essere rilasciate nell’ambiente, come pesticidi, e l’industria bellica per il collaudo di nuove armi chimiche, nucleari e biologiche. Stiamo parlando di esseri viventi che, pur non sapendo parlare, provano dolore e gioia esattamente come noi.
Irritazione cutanea. Corrosione cutanea. Irritazione oculare. Sensibilizzazione cutanea. Tossicità acuta orale. Tossicità acuta cutanea o per inalazione. Tossicità cronica. Genotossicità/Mutagenicità. Cancerogenesi. Teratogenesi. Ecotossicità. Embriotossicità. Tossicocinetica. Questi sono tutti i test che vengono effettuati per ogni elemento chimico. Il numero degli animali tra roditori, pesci, scimmie e cani previsti per testare ogni singola sostanza ammonta a 2 mila.

Le integrazioni considerate “positive”
Dal 1991 l’Italia vieta l’utilizzo di randagi nei laboratori e, dal 2008, non si possono più impiegare animali nella didattica per esercitazioni di chirurgia e anatomia. La Direttiva europea, invece, permette di destinare bestie “vaganti” alla vivisezione: ogni animale senza microchip è carne da macello e basterà entrare in un canile per fare “spesa gratis” di cani e gatti da rinchiudere nei laboratori. Inoltre, sarà possibile utilizzare specie in via d’estinzione e catturate in natura come scimmie antropomorfe, condurre esperimenti didattici e non senza anestesia e riutilizzare gli stessi animali per più esperimenti.

Ma non disperate, perché tra le novità apportate vi è anche la classificazione del livello di dolore provocato dal test: “non risveglio, lieve, moderato, grave” sono gli stadi della sofferenza provata dall’animale. Se il livello è “lieve”, l’esperimento può essere eseguito senza chiedere autorizzazioni e può coinvolgere ogni tipo di cavia più e più volte. Finché, presumibilmente, non sarà talmente sfinita ed emaciata da doverla abbattere.

Ma abbattere come? L’intervento dei parlamentari ha apportato altre sostanziali “migliorie”: l’utilizzo di metodi di soppressione “umani” e il reinserimento degli animali “dismessi”. Una volta torturati, tagliuzzati, infettati, dissanguati e menomati possono essere assassinati creandogli meno angoscia possibile oppure affidati ai “fornitori di animali” dai quali provengono per seguire un programma di riabilitazione e socializzazione.

I must da non perdere
Gli animali più richiesti sono topi e i cagnolini di razza beagle. I primi perché sono economici, maneggevoli, facili da trasportare e manipolare geneticamente. I secondi perché sono socievoli, di piccola taglia, robusti e con un pelo corto atto a favorire iniezioni e prelievi. La sperimentazione animale alimenta un intenso giro d’affari tra allevamenti di animali da laboratorio e aziende che producono le attrezzature, come stabulari, per ingabbiare le cavie, e strumenti di contenzione, per tenerli fermi durante gli esperimenti.


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