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  Home page > Attualità > Cultura > "Sorella Toscana": la Spoon River italiana
di Angela Iantosca martedì 13 dicembre 2011 - 0 commento oknotizie
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"Sorella Toscana": la Spoon River italiana

Cento ritratti in versi per raccontare questi anni con gli occhi degli abitanti di un piccolo paese della Toscana: il libro e cd è curato da Nicola Costanti e Marco Brogi. Nel cd le voci di Pieraccioni, Benvenuti, Athina Cenci, Andrea Agresti, Cristiano Militello.

Due giorni fa, domenica 11 dicembre, a Roma presso il Caffè Letterario “N’importe Quoi” (via Beatrice Cenci, 10) si è svolta la presentazione della “Spoon River” italiana: “Sorella Toscana”, un’opera unica nel suo genere con 10 canzoni e 100 ritratti in versi, che raccontano l’Italia e il mondo visti con gli occhi degli abitanti di Buonconvento, un paesino della Toscana a 25 km da Siena e 200 da Roma.

A parlare la gente comune, "che non ha fatto il vaccino contro la normalità": dal benzinaio al fornaio, dalla contadina all’uomo della strada, al pensionato che non vota Lega, alla studentessa con l'ingegno della modernità, all'infermiere diventato un malato di Alzheimer che osservano il macrocosmo dal loro microcosmo fatto di consuetudine, riti, nonne che lavorano all'uncinetto, "giorni puliti, ordinati".

Il libro e cd sono stati curati da Marco Brogi e Nicola Costanti che ci hanno raccontato la nascita di questo progetto.

“L’idea di ritrarre in versi gli abitanti del mio paese – spiega Marco - è nata un paio di anni fa. Si tratta per lo più di persone che conosco e quindi non ho avuto difficoltà a fermarle su un foglio. Le incontro o le incontravo tutti i giorni al bar, per strada, in pizzeria. Le loro storie le avevo già dentro da tempo. Si sono scritte da sole. Si tratta di confessioni senza il prete, ognuna di queste persone racconta senza ipocrisie la sua vita, le sue paure, i suoi desideri, la sua visione delle cose. Ne è uscita una galleria di dolori, emozioni, rimpianti, desideri, che alla fine ha stupito anche me”.

Qual è l’obiettivo della raccolta?

“L’obiettivo, oltre a quello di regalare a queste persone un attimo di eternità, è raccontare il macrocosmo attraverso il microcosmo, raccontare i nostri anni e il mondo attraverso i personaggi unici e allo stesso tempo universali di un paese. Ero incerto all’inizio se riportare o meno nomi e cognomi dei protagonisti, poi ho deciso di riportarli. E' stato un gesto di affetto nei confronti dei miei compaesani. Come avrei potuto immortalarli senza fare nomi e cognomi? Sono molto contento che Nicola abbia trasformato in altrettante canzoni una decina di questi ritratti. L’album è molto bello e la bellezza allunga la vita”.

Cosa è la musica per Nicola Costanti?

“Ho sempre visto la musica come un bosco nel cui interno esistono vari giardini ordinati dagli odori ma pur sempre selvaggi. Gli odori che si intrecciano sono come le note sul pentagramma che si combinano in canzone. La musica è il linguaggio privilegiato per raccontare. E' il gioco in cui convoglio tutte le mie emozioni. La musica è l’unica cosa democratica al mondo e non parlo della parte commerciale legata a leggi e meccanismi più o meno artefatti. Ma del suonare in gruppo: cinque musicisti di lingua, religione, etnia e cultura diverse che dialogano e si imparano a conoscere nel profondo suonando.


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