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Sono mortificata. Una risposta a Max Bruschi, consigliere del Ministro Gelmini

Questo il commento di Max Bruschi (consigliere del Ministro Gelmini e presidente della cabina di regia preposta al coordinamento e all’indirizzo dei vari provvedimenti connessi con la riforma dei Licei) al mio post su Contaminazioni, post pubblicato anche qui su Agoravox. Segue la mia risposta.

"Gentilissima Floria, ci sono, nel suo giudizio, due commenti sui quali mi permetto di dissentire. Il primo. La Cabina di Regia è formata, in grandissima parte, da dirigenti scolastici e insegnanti che non godono (né hanno goduto) di alcun distacco sindacale o associativo. Se han fatto quel che hanno fatto (convegni, pubblicazioni, eccetera), lo hanno fatto stando in cattedra, esattamente come lei. Tengo particolarmente a questo aspetto, perché la decisione di affidarmi a gente di scuola e non ai cosiddetti "membri autorevoli" è stata presa senza tentennamenti. Il secondo: il Consiglio di stato non ha affatto bocciato la riforma. Ha chiesto chiarimenti, come si può evincere dal testo che ho pubblicato sul sito. Glieli abbiamo dati e, a quanto pare, il risultato è stato soddisfacente. Dubito, naturalmente, che chi ha strombazzato una notizia falsa faccia poi ammenda. Siamo un paese, da questo punto di vista, poco "etico" nei comportamenti.
Un cordiale saluto,
Max Bruschi"

Gentilissimo dott.Bruschi,
sono mortificata. Lei ha ragione, sono scivolata sulla buccia di banana delle approssimazioni giornalistiche. E’ vero quello che scrive: il Consiglio di Stato non ha affatto "bocciato" la riforma, ma ha solo espresso delle riserve alle quali il Miur, a quanto sembra, ha risposto in maniera soddisfacente. La riforma si farà, e non ci sarà nessun slittamento: d’altra parte non mi aspettavo niente di diverso, come si evince chiaramente dal mio post (laddove scrivevo che era chiara l’intenzione di farci inghiottire l’amara medicina più o meno come era stata presentata, a parte qualche aggiustamento minore). Ci adegueremo, ovviamente. Come abbiamo sempre fatto in questi anni, da Berlinguer in poi.

Mi permetta una piccola notazione personale. Riordinando i miei libri, ho riesaminato in modo approfondito la corposa bibliografia pedagogico - didattica che ho acquistato nel corso degli anni per mantenermi costantemente aggiornata sui cambiamenti che riguardavano la mia professione. Sono testi stampati a partire dagli anni Novanta in poi, dei quali mi sono ampiamente servita per stendere il Piano dell’Offerta Formativa della mia scuola e, in seguito, per migliorare la mia professionalità docente. E sono tutti, ahimé, testi superati.
 
Nell’arco di quindici anni, anno più anno meno, abbiamo assistito a tutto e al contrario di tutto: un diluvio di parole e di buone intenzioni che ci ha condotto nella confusa situazione attuale. Su questo, soprattutto, insisteva il mio intervento. Noi docenti, che fra compiti da correggere, adempimenti burocratici da espletare, lezioni da preparare, genitori da fronteggiare e, soprattutto, ragazzini da consolare, rimotivare, aiutare, redarguire, indirizzare, educare, formare, abbiamo avuto poco o nessun tempo per fare carriera d’altro genere (colpa nostra, di sicuro, e del nostro mediocre talento in quello che oggi pomposamente si definisce "multitasking") e ci siamo trovati ogni volta a rincorrere un po’ in affanno le pensate di qualche cabina di regia, faremo anche oggi la nostra parte, sebbene ci sembri che la confusione sia tanta: per ora lo schema di riordino è solo una scatola vuota, le indicazioni nazionali sugli obiettivi di apprendimento devono ancora essere scritte, i collegi docenti sono perplessi, per non dire altro.

Qualcuno
esorta il Ministro a rimandare, almeno di un anno, il riordino dei Licei: che venga pure approvato, ma che sia dato alle scuole e agli Enti locali il tempo e il modo di attrezzarsi. Si tratta di un consiglio di puro buon senso ma dubito che sarà ascoltato: questo, com’è noto, è il Governo del "fare". Se poi il "fare" in questo caso sarà pasticciato e caotico, con una nebulosa e incerta copertura economica, pazienza: l’impatto mediatico sarà comunque garantito sulla pelle di professori, famiglie e, soprattutto, studenti.

La ringrazio comunque per aver commentato il mio post così tempestivamente. Anche se resto convinta che l’attenzione sia più apparente che reale: una gentile concessione al dissenso da parte di chi sa che la partita è conclusa (tanto più che le ultime battute si giocano, guardacaso, proprio sotto Natale, e chi mai in questo clima festaiolo potrebbe interessarsi a questioncelle tanto marginali come i futuri destini dei Licei italiani?).

Cordiali saluti
Lorenza Boninu (aka Floria)

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