Fino al 1600 la storia e la scienza si divisero, un po' come due partiti o due fazioni politiche, tra Geocentrismo ed Eliocentrismo: da una parte si sono distinti i vari Aristotele, Tolomeo e Tycho Brahe, e dall'altra i vari Copernico, Galileo, Keplero e Bruno.
400 anni dopo, secondo inspiegabili ed anomali criteri di metempsicosi, il caso volle che la storia si ripeta: siamo negli anni 2000, ed un po' come due partiti o due fazioni politiche, la storia e la scienza si sono divise tra monnezzocentrismo e silviocentrismo: da una parte i vari cumuli, tra sacchetti, topi e diossina, e dall'altra i vari berlusconiani, tra Capezzone, Minzolini e Gasparri.
A cotal punto della narrazione, il lettore non si perda nei tortuosi meandri della teoria dell'uovo e della gallina, tipo "è nata prima la monnezza o il consenso per Silvio", anzi punti a qualcosa di molto più profondo, un pensiero di parallelismi e similitudini.
Due anni dopo la situazione non è cambiata di molto. "Napoli è invasa dai rifiuti e non ha ancora un piano per la differenziata": sembra abbia dichiarato ieri Pia Buccella, capo degli Ispettori dell'Unione Europea.
Ma due anni dopo, paradossalmente anche un bambino di due anni, come non potrebbe notare la grande assente ingiustificata: la parola emergenza.
Per quanto possa sembrare difficile o arzigogolato, il rapporto tra monnezzocentrismo e silviocentrismo è molto stupido e banale da spiegare: non esiste.
E non esiste secondo una mia astrusa teoria, da venticinquenne cittadino napoletano costretto a vivere l'"emergenza rifiuti" da più di 15 anni: la monnezza non è altro che l'unico (se non l'ultimo) escamotage che un gruppo di sistemi d'affari, che si chiami camorra o politica non importa, ha trovato per rendere ancora possibile l'arrivo di danari freschi dal Governo centrale, in una regione con una situazione economica pari a quella della Grecia o dell'Irlanda.
La differenza tra Napoli e la Grecia è solo una questione di coscienza paratelevisiva: fate in modo che l'Italia intera guardi tutti i giorni, solo ed esclusivamente, tg regionali campani e locali napoletani, e provate a notare se in Lombardia o Piemonte non si avrà la stessa sensazione di vivere a nord del Peloponneso.