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Shopping: solo 23 minuti per fare l’acquisto giusto poi il cervello va in tilt

Appassionato di shopping? Se vuoi lanciarti alla ricerca dell’affare devi essere deciso e veloce. 
Hai circa 23 minuti per fare l’acquisto giusto, poi il tuo cervello non sarà più in grado di scegliere l’offerta più conveniente.

Secondo quanto afferma uno studio realizzato dagli esperti di SBXL e dagli psicologi dell’Università di Bangor, in Galles, la corteccia pre-frontale del cervello (ove è collocata la parte razionale) svolge la sua funzione al meglio per un tempo molto limitato. A seguito di quel breve periodo prevale la corteccia insulare, cioè la parte più primitiva, che non è in grado di valutare al meglio le prospettive di lungo periodo.

Quando facciamo acquisti, queste parti lavorano costantemente. Se vuoi spendere una bella cifra per l’ultimo smartphone uscito in commercio, ma poi al negozio ne trovi un altro meno recente ma con caratteristiche più adatte, hai in realtà poco tempo per decidere: dopo qualche minuto infatti la decisione diventa annebbiata non solo dai dubbi, ma proprio dal passaggio di consegne tra le cortecce del cervello.

Nello studio, 40 persone sono state sottoposte a particolari test per valutare la durata delle capacità cognitive. Ai volontari sono state mostrate le immagini di una serie di prodotti di un negozio virtuale di alimentari, con tanto di promozioni e di offerte speciali. Nel frattempo, l’attività del cervello e il flusso di sangue sono stati controllati attraverso una risonanza magnetica.

Le scansioni hanno riscontrato che l’efficacia delle funzioni cerebrali negli acquisti commerciali diventa scarsa dopo poco più di 20 minuti, 23 per l’esattezza. Dopo quel momento la codifica delle informazioni diventa qualitativamente meno funzionale. Può capitare, dopo quel periodo, di confondere i colori di un cartellino con quello dei saldi, finendo per scegliere un prodotto anche quando non conviene.

Capito, Gente?

Essì, tocca saper prima di entrare cosa cacchio vi serve e quanto potete spendere. Giust'appunto, sapere è potere! Sapere, appunto, che lo smartphone che hai in tasca ha per l'80% le stesse prestazioni di quello ultimissimo che vorresti acquistare, aiuta. Aiuta pure sapere che, se lo acquisti, per quella stessa percentuale stai riacquistando quello che già avevi.

Beh, a questo punto potresti puntare i piedi e dire: o mi vendi solo il 20%, o te lo tieni. Il venditore ti prenderà per scemo; se lo fanno tutti, invece, i produttori verranno costretti a cambiare le strategie produttive. Tu/tutti, tutt'altro che scemi, avremo fatto domanda più acconcia. Così acconciati ci saranno restati in tasca denari per fare altra spesa acconcia.

Porc... detto fatto, forse troppo in fretta, se il principale produttore di elettronica per gli smartphone della Mela in Cina sta in sofferenza! Le conseguenze del calo delle vendite di iPhone, che hanno registrato ricavi per 51,98 milioni di dollari nel 2018 contro i 60,10 milioni del 2017, si fanno sentire soprattutto sulla filiera, e colpiscono Foxconn, la principale azienda di elettronica con cui lavora il colosso di Cupertino in Cina.

Ehi, non dicevo a tutti di farsi smart! Essì perché se invece non hai problemi di spesa, anzi, allora cazzeggia. Prendi l'ultimo de 'sti smart, metti mano al portafoglio, spendi quello che altrimenti non avresti speso per fare tutta la crescita economica che ti spetta: il Pil non si fa con quello che ti resta in tasca.

 

Mauro Artibani, l'economaio

 

Questo articolo è stato pubblicato qui

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