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Sesto Forum mondiale dell’Acqua: un’occasione sprecata

Il 17 marzo si è concluso a Marsiglia il Sesto Forum Mondiale dell’Acqua.

Insieme a Wash United, avevamo avanzato esplicite richieste ai ministri presenti al Forum per la modifica della bozza di Dichiarazione ministeriale del 7 febbraio, con particolare riguardo agli articoli 3 e 30, perché si distinguesse tra diritti umani genericamente intesi e lo specifico diritto all’acqua e ai servizi igienici.

Queste richieste sono purtroppo state disattese: sebbene leggermente modificati nella forma, questi articoli insistono sull’impegno a promuovere l’accesso all’acqua e ai servizi igienici all’interno degli obblighi assunti dai singoli stati in materia di diritti umani. Infatti dispongono: 

3. "Ribadendo il nostro impegno a realizzare pienamente gli obiettivi di sviluppo del millennio, e in seguito all'adozione di risoluzioni delle Nazioni Unite (A/RES/64/292, A/HRC/RES/15/9, A/HRC/RES/16/2 e A / HRC/RES/18/1) relative al riconoscimento del diritto umano all'acqua potabile sicura e pulita ed ai servizi igienico-sanitari, ci impegniamo ad accelerare la piena attuazione degli obblighi in materia di diritti umani per quanto riguarda l'accesso all'acqua potabile sicura e pulita ed ai servizi igienico-sanitari con tutti i mezzi appropriati, come parte dei nostri sforzi per superare la crisi idrica a tutti i livelli".

30. "[…]L'accelerazione dell'attuazione degli obblighi in materia di diritti umani riguardanti l’accesso ad acqua potabile sicura ed a servizi igienico-sanitari per il benessere e la salute di ognuno, in particolare per i più vulnerabili, e il miglioramento la gestione delle acque reflue[…]"

Il processo che ha portato a questo risultato è stato aperto soltanto a un piccolo numero di organizzazioni della società civile, e soprattutto non c’è stato l’auspicato confronto interministeriale che avrebbe sicuramente portato a una dichiarazione che rispecchiasse più accuratamente il diritto internazionale: limitarsi infatti a richiamare gli obblighi degli stati in materia di diritti umani sulla base delle risoluzioni adottate dall’Assemblea generale e dal Consiglio per i diritti umani dell’Onu e dall’Assemblea dell’Organizzazione mondiale del commercio, documenti sicuramente più autorevoli rispetto a quelli prodotti dal Forum, non promuove di fatto l’auspicata considerazione del diritto all’acqua ed ai servizi igienici come fondamentale per la sopravvivenza e quindi indipendente da qualsivoglia altro obbligo, ma confina tale diritto all’interno della più ampia legislazione internazionale sui diritti umani, che come sappiamo è applicata con importanti differenze da stato a stato.

Amnesty International sollecita i governi a garantire l’assunzione di una posizione coerente in tutte le sedi opportune e insiste affinché in futuro le dichiarazioni internazionali relative ad acqua e servizi igienico-sanitari, comprese quelle che saranno adottate in occasione della Conferenza di Rio del giugno 2012, e le future risoluzioni delle Nazioni Unite, esprimano un impegno esplicito verso la realizzazione dei diritti ad acqua e servizi igienici per tutti.

Per leggere il testo intero della Dichiarazione ministeriale, clicca qui

Questo articolo è stato pubblicato qui



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