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Servizio pubblico - Impresentabili

Che cos'è di destra e cosa è di sinistra, si chiedeva Gaber, facendo una colta ironia su un certo qualunquismo che cerca di annegare in un unico brodo idee di destra e di sinistra. Con questo esordio è iniziata la scorsa puntata di Servizio pubblico, che si è poi concentrata sullo sccandalo Mps e le sue ripercussioni politiche. Col confronto tra Ingroia e le deputate Comi e Carfagna del Pdl.

“Nel porcellum sta morendo i bipolarismo” cui speravamo di approdare 20 anni fa: bipolarismo oggi ucciso da Grillo, secondo cui le idee non sono di destra o di sinistra, e che vorrebbe portare al governo una casaliga come Lenin.

E Monti, che pensa che nessun governo è possibile senza i tecnici illuminati dal suo spirito santo.
Infine Berlusconi che, come nel passato dice votatemi e poi penserò io a risolvere i problemi.
In mezzo Bersani che sta fermo e che è convinto di prendere il 51%. Per poi aprire a Monti.
Con la fine del bipolarismo si sta aprendo il fossato che divide chi protesta contro le tasse, l'Europa e una elite di dirigenti.

Non siamo a Weimar ma poco ci manca.
Infine, Santoro si è rivolto a Scalfari, sempre per la puntata passata con Berlusconi.
Santoro e B. come Totò e Peppino. che poi, nel film Tototruffa 62, sono Totò e Nino Taranto.



Le interviste temerarie di Bertazzoni.



Lo scandalo Mps e le ripercussioni sulle prossime elezioni.
Sette anni dopo lo scandalo dei furbetti del quartierino, che coinvolse tutti i partiti, destra e sinistra, un altra storia di cattiva gestione di una banca irrompe nella campagna elettorale. La vicenda Mps, e dell'ex Ad Mussari rischia di avere un certo peso.

Grillo ieri era a Siena da dove ha tuonato contro tutti, da Ingroia al PD: "Noi andiamo oltre sinistra o destra", dice il comico, perché le idee non sono di sinistra o destra. Come se la difesa della scuola pubblica, della sanità per tutti, della difesa di chi non ha potere fossero concetti non più validi.
Un comico dovrebbe rimanere comico.


Della vicenda Mps hanno parlato gli ospiti in studio.
Ingroia ha puntato il dito sui controlli che in Italia non funzionano sulla finanza e sui 4 miilardi che il governo Monti ha dato al Monte Paschi di Siena, nel pieno della crisi (sono i soldi dell'Imu). La politica segue gli interessi bancari, e non gli interessi dei cittadini.

Lara Comi, invece, auspicava una unione bancaria piena, in Europa, anche se questo prevederà meno poteri per la Banca d'Italia. La banca che, come la BCE, non ha vigilato sulla banca di Siena.

Dragoni e lo scandalo derivati in Mps



Le liste di Ingroia.
Un nodo che Ingroia dovrà sciogliere è quello delle sue liste: una delle critiche che gli sono state rivolte in studio dall'ex ministro Carfagna riguardava proprio queste. La società civile che farebbe da foglia di fico ai maggiorenti dei partiti che stanno dietro "Rivoluzione civile".
Di Pietro, Diliberto, Ferrero.

Colpa del porcellum, vero, ma il messaggio del PDL (e anche di Grillo) è che Ingroia faccia da foglia di fico e che voglia così nascondere gli scandali di Di Pietro.

Ieri Lara Comi ha tirato poi fuori un presunto scandalo per il candidato in Calabria, Roberto Soffritti.
"Vedendo le liste della Calabria sono rimasta sorpresa per la presenza di Roberto Soffritti. Quando è stato sindaco di Ferrara ha fatto fallire la Coopcostruttori, legato a costruttori siciliani e criminalità mafiosa". Ma è stato lo stesso Ingroia a bollare le accuse come “chiacchiere di paese” sull’ex sindaco: “Sfido chiunque a dimostrare che ci sono candidati non puliti, da magistrato sono abituato a ragionare su elementi concreti”, ha replicato l’ex pm.

Questo è un antipasto di quanto ci dobbiamo aspettare per le prossime settimane.
Ed è anche per questo che Ingroia dovrebbe fare un minimo di autocritica sulla sua scelta di candidarsi alle elezioni, dopo aver accettato l'incarico (ben pagato) delle Nazioni Unite in Guatemala.



Perché questi argomenti saranno armi di campagna elettorale: la passione del centrosinistra per le banche (che nasconde gli scandali di BPM, dei casi Cosentino, degli impresentabili nel PDL e dei processi di B.), le liste di Ingroia, il suo ingresso in politica.

L'intervento di Travaglio: mal comune mezzo guadio 

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