Che cos'è di destra e cosa è di sinistra, si chiedeva Gaber, facendo una colta ironia su un certo qualunquismo che cerca di annegare in un unico brodo idee di destra e di sinistra. Con questo esordio è iniziata la scorsa puntata di Servizio pubblico, che si è poi concentrata sullo sccandalo Mps e le sue ripercussioni politiche. Col confronto tra Ingroia e le deputate Comi e Carfagna del Pdl.
“Nel porcellum sta morendo i bipolarismo” cui speravamo di approdare 20 anni fa: bipolarismo oggi ucciso da Grillo, secondo cui le idee non sono di destra o di sinistra, e che vorrebbe portare al governo una casaliga come Lenin.
E Monti, che pensa che nessun governo è possibile senza i tecnici illuminati dal suo spirito santo.
Infine Berlusconi che, come nel passato dice votatemi e poi penserò io a risolvere i problemi.
In mezzo Bersani che sta fermo e che è convinto di prendere il 51%. Per poi aprire a Monti.
Con la fine del bipolarismo si sta aprendo il fossato che divide chi protesta contro le tasse, l'Europa e una elite di dirigenti.
Non siamo a Weimar ma poco ci manca.
Infine, Santoro si è rivolto a Scalfari, sempre per la puntata passata con Berlusconi.
Santoro e B. come Totò e Peppino. che poi, nel film Tototruffa 62, sono Totò e Nino Taranto.
Le interviste temerarie di Bertazzoni.
Le liste di Ingroia.
Un nodo che Ingroia dovrà sciogliere è quello delle sue liste: una delle critiche che gli sono state rivolte in studio dall'ex ministro Carfagna riguardava proprio queste. La società civile che farebbe da foglia di fico ai maggiorenti dei partiti che stanno dietro "Rivoluzione civile".
Di Pietro, Diliberto, Ferrero.
Santoro Michele Ingroia Antonio Servizio Pubblico Rivoluzione Civile
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