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di Antonio Mazzeo (sito) giovedì 29 settembre 2011 - 1 commento oknotizie
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Selex Finmeccanica e i radar delle meraviglie

La società è al centro di alcune delle vicende giudiziarie più complesse degli ultimi mesi: l’inchiesta sulle presunte tangenti e le sovrafatturazioni negli appalti ENAV per l’ammodernamento dei radar dell’aeroporto di Palermo Punta Raisi; quella sul sistema Sistri per il tracciamento del trasporto dei rifiuti, o quella ancora sulla malagestione di appalti e commesse nella Protezione civile. Non è certo uno dei momenti migliori per Selex Sistemi Integrati, azienda del gruppo Finmeccanica specializzata nella produzione d’impianti radar per la difesa aerea, navale e terrestre.

Si respira inquietudine tra manager e dipendenti e preoccupata è pure l’amministratrice delegata Marina Grossi, nota tra i mercanti d’armi come Lady F, dove la F sta per Finmeccanica, holding presieduta dall’onnipotente consorte Pier Francesco Guarguaglini.

Gli affari però sono non si fermano certo a colpi di ordinanze e avvisi di garanzia. Così Selex Sistemi è pronta a festeggiare il completamento della rete più estesa di sorveglianza al mondo, un centinaio di radar per la copertura di 7.500 km di coste, come dire un impianto ogni 75 km, valore della commessa 400 milioni di euro. Si tratta del Vessel Traffic Management System (VTMS), sviluppato per conto del ministero dei Trasporti e della Guardia costiera italiana, una selva di antenne e centri di trasmissione a microonde che entro la fine del 2011 consentirà d’identificare l’esatta posizione di ogni imbarcazione che si avvicinerà alle coste italiane, tracciando e memorizzando le rotte di più di cinquemila unità al giorno.

Il piano, figlio della cronica sindrome da gigantismo di politici e forze armate nostrane, ha preso il via nel 1999 con l’assegnazione ad Alenia Marconi Systems (poi Selex) di un contratto di 90 milioni di euro per la progettazione e la costruzione dei primi radar del sistema. Dopo l’inserimento da parte dell’Unione Europea tra i progetti cofinanziati dai cosiddetti fondi PON Trasporti (il contributo Ue è stato di 71.469.000 euro), il VTMS è stato ufficialmente presentato nel 2004 dall’allora ministro dei Trasporti, Pietro Lunardi.

"Si tratta di un sistema fondamentale per garantire la gestione e la sicurezza del normale trasporto marittimo e delle rotte navali, per contrastare l’immigrazione clandestina e supportare la lotta al terrorismo", disse Lunardi. L’Italia era ancora sotto choc per gli attentati dell’11 Settembre e i programmi di "autodifesa" privilegiavano le missioni di guerra in Medio Oriente, le crociate anti-migranti e la proliferazione di radar e impianti d’intercettazione tra i reparti di esercito, marina, aeronautica, forze di polizia, Guardia di finanza e Guardia costiera. Obiettivo della prima tranche del sistema VTMS, la copertura delle regioni meridionali, prima fra tutte la Puglia, dove sono stati installati tra il 2004 e il 2006, cinque radar per "identificare le piccole e veloci imbarcazioni che giungono dall’Albania per trasportare migranti illegali", come dichiararono i manager di Selex. Peccato che il flusso dei gommoni da Valona e Durazzo era già crollato da tempo e che gli ingressi “illegali” da est si erano spostati ai confini di terra con la Slovenia.

La seconda tranche contrattuale, per un valore di 298 milioni di euro, fu sottoscritta nel 2006: Selex s’impegnò a realizzare ed installare altri novanta radar e a fornire tre sistemi mobili montati su velivoli leggeri multiruolo "Lince" per l’utilizzo in caso di "emergenze" o "eventi speciali" (sbarchi massicci di migranti, conferenze Nato e di capi di Stato, ecc.). Quando sarà completato, il VTMS italiano comprenderà un centro nazionale istallato presso la centrale del Comando generale delle Capitanerie di porto a Roma; quattordici centri d’area operativi nelle sedi delle direzioni marittime; ottantadue siti della Guardia costiera per la raccolta e l’elaborazione delle informazioni e cento siti sensori. I dati saranno integrati con quelli raccolti dall’Automatic Identification System (AIS), il sistema d’identificazione in dotazione alle unità navali. Sono in corso, inoltre, ricerche per integrare il VTMS con i centri militari che elaborano i dati provenienti dai velivoli senza pilota UAV in dotazione alle forze armate italiane e NATO, "particolarmente per la lotta alla pirateria", come spiegano i manager dell’industria militare. 


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di Antonio Mazzeo (sito) giovedì 29 settembre 2011 - 1 commento oknotizie
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