“Far in modo che si ponga fine a questa prigionia…”. Cosi Sandra Lonardo in una lettera indirizzata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con la speranza che il capo dello stato intervenga sul suo caso che la vede colpita da un divieto di dimora in Campania nell’ambito dell’inchiesta Arpac (Agenzia regionale per la protezione ambientale) fra le contestazioni degli inquirenti la gestione di appalti pubblici i concorsi finalizzati all’assunzione di personale e l’affidamento di incarichi professionali nella pubblica amministrazione.
“La misura restrittiva - dice la presidente del consiglio della Campania - è da ventennio fascista per allontanare i dissidenti”. La Lonardo ne parlerà, fra l’altro, in una trasmissione televisiva, della Rai- Radiotelevisione Italiana, intervistata da Klaus Davi nel programma “Klauscondicio”.
Il caso è reso pubblico nelle pagine del quotidiano il “Mattino" di Napoli con cui si rileva la forza interiore di questa donna che la induce ad affrontare momenti di sconforto: “Ho vissuto il buio nero specialmente all’inizio di questa vicenda giudiziaria. Io sono una persona perbene, estranea completamente ai fatti che si scrivono nell’ordinanza. Sto pagando una pena preventiva che non auguro a nessuno in un paese dove la presunzione dell’innocenza ti dovrebbe accompagnare”.