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 Home page > Tribuna Libera > Salone del Libro di Torino: cavalcare l’onda

Salone del Libro di Torino: cavalcare l’onda

L'ossequio del Salone del Libro di Torino alla nuova mentalità votante ed al nuovo governo dimostra, come se ce ne fosse ancora bisogno, quanto sia ritenuto opportuno da molti media salire rapidamente sul carro del vincitore; spiace solo che il direttore Lagioia, visto il protrarsi delle trattative fra la Lega ed i 5stelle nella formazione dell'attuale governo lo scorso anno, non abbia potuto allinearsi alla mentalità vigente già allora. 

Fragilissima la difesa ad oltranza della direzione del Salone con "sino alla condanna non esiste il fascismo". Sulla base di questo ragionamento Giacomo Matteotti cadde dalle scale, bene ha fatto il collegio giudicante ad assolvere tutti gli imputati della strage di Piazza Fontana e condannare i parenti delle vittime e le parti civili al pagamento delle spese processuali, Pinelli voleva solo prendere una boccata d'aria. E nulla contano nelle valutazioni le dichiarazioni del responsabile della casa editrice in questione, che professa il proprio credo ed i suoi punti di riferimento: la libertà di opinione deve essere difesa.
Ma la libertà di opinione non va confusa con la libertà di amplificare quel pensiero, ed infatti l'editore Altaforte continua e continuerà imperterrito a pubblicare i suoi libri. Ma va altresì difesa la libertà di molti librai di non tenere nei loro scaffali quei libri, insieme a quella di chi deciderà di non partecipare e questa controversa edizione del Salone. Quella stessa libertà sarebbe stata concessa a chi, proclamandosi antifascista, avesse preso decisioni diverse da quelle assunte invece di delegare, con una saggezza paragonabile a quella di Ponzio Pilato, ogni responsabilità sul comitato etico interno di controllo.

Dispiace che alla bellissima kermesse torinese mancheranno illustri personaggi e che forse il pubblico (ancora tutto da dimostrare: qualcuno, un anno fa, li ha votati) possa far mancare la sua presenza. Ogni assenza sarà sostituita da nuovi opinionisti vicini al nuovo (o vecchio?) pensiero ed ogni crisi del botteghino potrebbe essere coperta da corposi contributi governativi. Pagati quindi da noi, accidenti.

Gramsci scriveva: “Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti".

Partigiano, essere di parte, prendere una posizione, senza violare alcuna libertà altrui.
Sono partigiano. Ecco, l'ho detto.

Commenti all'articolo

  • Di sergio fissore (---.---.---.173) 8 maggio 17:09

    tks!

  • Di sergio fissore (---.---.---.173) 8 maggio 21:00

    Temo non abbia letto con cura il mio articolo. Altrimenti non avrebbe citato la minaccia alla libertà d’espressione, la cui assoluta sopravvivenza viene da me dimostrata nell’articolo stesso. Fazioso? Certo, mai negato ed anzi, ribadito nell’articolo (ma era alla fine, non l’avrà letto). Noi fascisti? Il "noi" proclamato così a vuoto indica scarse argomentazioni: meglio sparare nel mucchio: qualcosa si becca. Rispondendo alla sua domanda: non ho mai urlato in pubblico "TROIA, TI STUPRO!", gridato da un giovane italiano ad una madre con in braccio la sua bambina (che fosse un’emigrata è per me irrilevante, per lei?). Le assicuro, non sono fascista. A me avrebbero chiesto i documenti ed arrestato

  • Di Sacripante (---.---.---.144) 9 maggio 10:06

    Ho riportato una serie di miei interventi a cui l’autore dell’articolo aveva risposto. Noto con disappunto (e la reputo una cosa assolutamente vergognosa ed antidemocratica) che l’apparato censorio è sempre molto attivo ed efficiente in questo sito (essendo di sovietica memoria e scuola) nel cancellare i commenti in dissenso con le ideologie imperanti nello stesso. Quindi succede spesso che chi risponde risponda paradossalmente a se stesso. Effetto comico e tragico allo stesso tempo. Tragico perché indice della grettezza mentale e della malafede di chi lo mette in pratica.

    Bravi continuate così. Tanto ce ne facciamo un baffo. Siete un’infima minoranza.

    Poi, quando non ce la fate più (e gli insulti debordano) togliete la possibilità di commentare. Troppo comodo così.

    P. S. Chissà come mai gli articoli sui Rom e Sinti sono tutti moderati e non compare mai nessun commento?

    Ai lettori l’ovvia risposta.

  • Di sergio fissore (---.---.---.173) 13 maggio 08:06

    già risposto

  • Di La vera verità (---.---.---.35) 13 maggio 17:36

    Caro Fissore

    Non ci sta capendo più niente perché il buon Salvà imperversa su questo sito cancellando a destra e manca gli interventi degli altri senza che nessuno gli abbia dato il permesso. Ma tant’è, qui si usa così.

    L’apparato censorio è sempre molto attivo ed efficiente in questo sito (essendo di sovietica memoria e scuola) nel cancellare i commenti in dissenso con le ideologie imperanti nello stesso. Quindi succede spesso che chi risponde risponda paradossalmente a se stesso. Effetto comico e tragico allo stesso tempo. Tragico perché indice della grettezza mentale e della malafede di chi lo mette in pratica.

    Bravi continuate così. Tanto ce ne facciamo un baffo. Siete un’infima minoranza.

    Poi, quando non ce la fate più (e gli insulti debordano) togliete la possibilità di commentare. Troppo comodo così.

    P. S. Chissà come mai gli articoli sui Rom e Sinti sono tutti moderati e non compare mai nessun commento?

    Ai lettori l’ovvia risposta.

    • Di Redazione (---.---.---.115) 14 maggio 07:02
      Redazione

      Ripetiamo, per l’ultima volta: lei usa almeno cinque diversi pseudonimi e 3 o 4 IP. copia e incolla commenti, spesso razzisti o al limite dell’insulto e che nulla hanno a che fare con un dibattito. Ma invoca la difesa della "democrazia". 

      La redazione fa il suo lavoro di moderazione. Non gli autori, non l’apparato censorio sovietico, non i cattocomunisti, non Togliatti, non Topolino. La redazione di questo sito. 

      Le lasciamo spesso commenti pubblicati e, in generale, su AgoraVox le voci sono molto diverse. E i nostri autori ne sono una testimonianza continua. 

      Questo non vuol dire che diventeremo una tribuna per chi vomita astio, odio e insulti, né per chi usa pratiche non trasparenti, o per chi usa toni che vanno oltre il confronto civile. 

      Ci sono già abbastanza tribune aperte altrove. 

      Cordialmente. 

  • Di L’altra campana (---.---.---.55) 15 maggio 19:17

    Mi dispiace ma sarò costretto a fare rapporto alla direzione del sito internazionale perché è una cosa vergognosa che il sito italiano sia monopolizzato da soggetti appartenenti alla sinistra estrema e che il diritto di informazione obbiettiva e democratica sia negato.

    Vergognatevi.

    Avrete presto notizie.

  • Di L’altra campana (---.---.---.58) 16 maggio 06:49

    Perché non scrivete che sono anche un fascista così chiudiamo il cerchio e la facciamo finita?

    Vi dovete solo vergognare.

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