Chi vede in me un estremista rimarrà deluso, chi da sempre ritiene che, sotto sotto, sono un inguaribile borghese si confermerà nella propria opinione, ma la verità è che io non riesco ad apprezzare la violenza.
La violenza dello Stato, per cominciare, che è per forza di cose più forte di quella degli individui. E che, come la violenza individuale o dei gruppi, fornisce molto su cui riflettere. La violenza del sistema economico unico possibile, soprattutto, che sforna marginali e disperati, sempre meno parte della società "che conta", sempre più consapevoli di "non contare" niente, straordinariamente simili, per chi ha letto il libro, ai "prolets" di 1984 di Orwell.
Ma siamo qui a parlare dei "riots", i "disordini" delle città britanniche, scoppiati, come tutti i disordini, quando la misura era colma e bastava poco a far saltare tutto in aria. E allora lo dico subito: penso che quando gli individui si aggregano per saccheggiare e distruggere, senza rivendicazioni "politiche" vere e senza speranza di poterle in qualche modo conseguire, e per di più si accaniscono contro le proprietà (brutta parola, ma non parliamo di ville con piscina) e le attività di poveri cristi come loro, invece di dirigere una rabbia giusta, sbagliata, ma in ogni caso presente e difficilmente evitabile, contro le sedi e i centri del potere, quando tutto questo accade, io non approvo.
C'è un video, in rete (è in inglese ma è stato tradotto nel blog Femminismo a Sud, dal quale copio e incollo la versione italiana), nel quale una donna grida ai "rivoltosi" ciò che sono e ciò che stanno facendo:
"Questa è la fottuta realtà. Smettetela di bruciare le proprietà delle persone. Smettetela di dare fuoco ai negozi della gente che lavora duramente per aprire un’attività. Mi avete capito? Quella donna cerca di far funzionare la propria attività e voi volete andare lì e bruciargliela? Per quale motivo? Per dire che state combattendo e siete uomini duri e cattivi? Qui si sta parlando di un uomo a cui hanno sparato a Tottenham. Non si sta parlando di divertirsi in strada e dare alle fiamme tutto quanto. Svegliatevi neri, svegliatevi. Fatelo per una causa. Se state combattendo per una causa, allora combattete per una fottuta causa! Mi fate davvero incazzare! Mi vergogno di essere un’abitante di Hackney. Perché non ci stiamo riunendo per combattere per una causa, ma stiamo scappando da Footlocker con le mani piene di scarpe. Come sporchi ladri".
I "riots", questi "riots", non servono a niente di concreto, ma gridano forte un allarme. Sono il prodotto di una politica che da anni toglie ai ceti più poveri e marginali ogni struttura di promozione sociale (una scuola di qualità, centri sportivi e ricreativi accessibili a tutti), oltre naturalmente alla sicurezza del lavoro, e nel contempo convince i propri "figli" che ciò che conta davvero, per essere, è avere abiti firmati e smartphone (sono questi, non il pane, gli obiettivi dei saccheggi).
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http://crisis.blogosfere.it/2011/08/v-for-vetrine.html
10/08 21:35 -