Le authority sono enti previsti dalla Costituzione, con lo scopo di tutelare i cittadini dai soprusi, difendere la loro privacy, sanzionare le aziende che abusano del loro potere.
Sembra incredibile, nell'Italia di oggi, dei conflitti di interesse (non solo quello televisivo), dei consigli di amministrazione dove siedono le stesse persone, dei patti di sindacato, degli scandali Cirio, Parmalat, crac derivati, Alitalia...
Report ha mostrato chi guida questi enti, cosa fanno, che requisiti servirebbero (e che requisiti invece hanno) per i vari commissari e presidenti.
La Consob: dal 30 giugno, con le dimissioni di Cardia, è senza presidente. Non è una cosa saggia visti i tempi: “La mancata nomina può essere vista come una scarsa attenzione del governo ai mercati finanziari” afferma il presidente vicario Conti.
E non è solo l'attenzione ai mercati, ma anche per la tutela dei risparmiatori: a Montecchio un intero paese è stato truffato dall'ex sindaco (di centrodestra), anche operatore della banca Mediolanum. Cittadini truffati due volte: perché si fidavano della banca (“tutta intorno a te”) e anche del sindaco che conoscevano bene e a cui avevano affidati i propri risparmi.
Chi paga? La banca parla di corresponsabilità: l'avvocato Spadafora ai risparmiatori invita a non fidarsi ciecamente degli agenti: “controllate sempre la corrispondenza che vi invia la banca”. Sabbatini è stato radiato dall'ordine, ma la Consob non ha risposto alla richiesta dei risparmiatori, né ha sanzionato la banca (ha ritenuto che la responsabilità fosse del singolo operatore).
Nel 2008, per un caso analogo, Mediolanum fu multata con una sanzione di 300000 euro: poca roba se si tiene conto del patrimonio di Ennio Doris (si dice 2,5 miliardi).
E nel passato, ci sono stati altri episodi di truffa, di operatori della banca: a Sondrio e Pescara. Forse non si parla di casi sporadici e di responsabilità dei singoli: servirebbero sanzioni più salate, anche perché le persone truffate devono ogni volta aspettare i tempi della magistratura per riavere i soldi.
Questo ha a che fare col fatto che sono nomine politiche e parliamo di una banca collegata al presidente del consiglio?
Iovene ha raccontato della consulenza del figlio di Cardia (ex presidente) con la ex banca di Fiorani, e anche delle ispezioni aggiustate o concordate tra controllato e controllore, nei mesi delle scalate bancarie. “Fiorani mente” si difende Cardia. Eppure l'autorità sarebbe molto più credibile se mostrasse un comportamento più coerente: ha sanzionato Lanutti per alcune affermazioni su Unicredit (con l'accusa di manipolare il mercato) e non Berlusconi, per le sue dichiarazioni su Alitalia e sul gruppo Espresso.