L'inchiesta di Stefania Riminiparte dalla convention di CL a Rimini, dove Tremonti sfoggiando un braccialetto magnetico (su cui pende una pratica dell'antitrust) sfoggiava il suo consueto ottimismo, dopo la manovra correttiva da 25 miliardi, con i tagli lineari a scuola, pubblica amministrazione e sanità.
La linea di rigore, per evitare di fare la fine della Grecia. Contemporaneamente però, 50 milioni, presi dai fondi per la Social Card e dati ai comuni per una chiesa qua, un parco là. La scuola Bosina alla moglie di Bossi.
Per rimettere a posto i conti servirebbe affrontare il tema sprechi ed evasione (di cui Report ha tanto parlato), e magari anche qualche manovra di rilancio per l'economia (come il taglio delle tasse ai ceti medi, renderemeno stringente il patto di stabilità per i comuni che hanno i soldi). In che direzione sta andando l'azione di Tremonti, invece? "Tremonti è un buon amministratore del declino italiano", Mario Seminerio commenta così, il lavoro del ministro.
Sulla sua utilità fa fede il racconto di un viticultore che aveva chiesto un elenco di venditori per il canale estero. Per quanto riguarda enti inutili, l'ICE (116 uffici in 66 paesi) non è stata tagliata. Ma almeno a tutti gli enti pubblici sono state tagliate le auto di servizio (-20%).
Che impatto avranno i 25 miliardi di tagli? Serviranno a salvare il paese: dipende dall'andamento dei tassi di interesse. In ogni caso serve tagliare il debito.
Senza darsi la zappa sui piedi.
Senza fondi, i vigili del fuoco devono lavorare con mezzi vecchi, facendo debiti con i fornitori (le bollette, il carburante), senza pagare le riparazioni. Chiudono i commissariati, come a Centocelle (vi ricordate la campagna pubblicitaria sulla sicurezza nelle città del centrodestra e di Alemanno?). Il personale di polizia che ha arrestato Provenzano ancora deve prendere lo straordinario; la polizia e i vigili del fuoco non potranno assumere nuove persone.
Però ci sono le scorte: 4 persone a Taormina, a Dell'Utri, a Paolo Berlusconi. Una scorta non si nega a nessuno.
Tremonti aveva giurato che avrebbe portato il bilancio in pareggio nel 2003. Il periodo 2000-2001 era favorevole per il valore del cambio con cui siamo entrati nell'euro. Abbiamo sprecato l'occasione (e ci siamo bevuti l'ennesima promessa): perché prima si è dato la colpa all'11 settembre (per poi scoprire che gli altri paesi crescevano più di noi) e poi alla crisi globale (anche se si è detto che l'Italia era messa meglio e che noi ne eravamo fuori).
La riforma fiscale.
Se ne parla dal 1994 (con un Tremonti più giovane), così come dal 2002 che si parla di riduzione delle tasse. Quello che c'è di sicuro sono i tagli a comuni, province e regioni (di tagliare province e accorpare comuni non se ne parla più). Cosa succederà dopo i tagli di 4 miliardi alle regioni? Queste dovranno tagliare i servizi ai cittadini.
Prima bastava l’ottimismo del Cavaliere. Ora serve l’ambizione di non rinunciare (Tremonti). Però non si deve sapere che la "montagna" dell’evasione cresce molto di più degli sbandierati "successi" contro l’evasione. Tremonti ha sentenziato che sono i numeri a dettare la politica. Però i numeri dicono che il Debito è cresciuto di oltre 200 mld in 2 anni e che sta sfiorando i 1850 mld. Intanto una Tagliola Tributariacorrode il potere d’acquisto delle famiglie ...