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di francesco moratti mercoledì 1 febbraio 2012 - 0 commento oknotizie
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Reggio come Norbio, cementificazione e svalutazione del territorio

E' pressoché inevitabile, per qualsivoglia abitante autoctono o residente a Reggio Emilia da lungo tempo, avvertire come la città stia cambiando gradualmente il proprio volto.

E' questo il comune, situato nel cuore di una Pianura Padana sempre più interessata da un processo di ingente cementificazione, che nell'articolo di Matteo Incerti apparso sul Fatto Quotidiano il 28 marzo 2011 viene citato quale dententore del record di alloggi costruiti ex novo e rimasti invenduti. E' infatti sufficiente percorrere le zone al limite della campagna, un tempo note per le loro ampie aree verdi (via Manenti, Via Alessandro Tassoni, Via Settembrini), per rilevare i numerosi nuclei abitativi sorti e rimasti gusci di calcestruzzo vuoti e privi di padrone.

Nonostante i propositi stilati precedentemente alla redazione del piano regolatore del 1999 (consultabili nei “documenti d'intenti P.R.G.”), nei quali è ribadita come prima scelta da effettuarsi la “non espansione della città” ed è inserita la “deimpermeabilizzazione generalizzata del suolo urbano” tra le strategie da seguire, i dati emersi negli ultimi anni attestano esiti differenti.

Le cifre dell' Arpa pubblicatie da Ecoscienza (rivista dell'agenzia medesima) il 4 novembre 2011 palesano invece un'incremento del fenomeno di impermeabilizzazione, che dal 15,5 % del 1994 raggiunge il nel 17,7 % nel 2007. Nelle tabelle successive appare anche un aumento dei territori modellati artificialmente negli anni che intercorrono tra il 2003 e il 2008 del + 8,1%.

Nel “Rapporto 2011 sul consumo del suolo” (firmato da CRCS, dal Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo INU, dall'Istituto Nazionale di Urbanistica Legambiente Dipartimento di Archiettura e Pianificazione, dal Politecnico di Milano), Paolo Pileri si pronuncia affermando l'importanza di “frenare la perdita di suoli liberi”. Accogliere questo appello sarebbe anche un lenitivo alla ormai nota minaccia rappresentata dall'infiltrazione della 'ndrangheta nel territorio reggiano.

La relazione del prefetto di Reggio Emilia del 28 settembre 2010 sul tema recita:

Molti dei componenti della famiglia di 'ndrangheta sono titolari di imprese operanti nella costruzione e nella vendita di immobili ad uso abitativo e proprio le attività edili rappresentano il principale interesse della cosca in provincia.

L'argomento è stato anche sviluppato in modo esaustivo anche da Lirio Abbate nell'articolo “Emilia Nostra” del 12 gennaio 2011, ed emerge qui il connaturarsi del problema.

Vi è insomma chi trae profitti meramente personali dallo sfruttamento intensivo della zona, erodendo così il patrimonio territoriale e rendendo sterili ettari di superficie produttiva.

Questo bieco meccanismo di svalutazione del patrimonio verde viene esemplificato da Craig Thomson nella graphic novel Habibi, dove si narra la scriteriata condotta del Re Salomone che, mosso dal vorace desiserio di edificare la propria residenza, rade al suolo le foreste del Libano. Rendedole sterili.

Gli equilibri naturali devono essere preservati dalla sperequazione, e ciò non deve essere possibile solo grazie all'azione di qualche volenteroso cittadino che si spende per onorare la causa, bensì dovrebbe essere compito delle amministrazioni fare gli interessi dei cittadini. Vi è inoltre il rischio, come sostiene Gianni Mattioli nel dossier “Gigantismo e Autorità” (Italia Nostra, settembre 2011), che la macchia cementifera si espanda sempre più nel disinteresse e nel torpore generale degli abitanti ormai convinti di essere inermi, e che solo quelli direttamente interessati da dati interventi invasivi esprimano la loro contrarietà, diventando “quasi sempre capaci, costretti dai fatti, di dominare gli argomenti della controversia”. Ciò comporta ovviamente situazioni di squilibrio, in cui i rapporti di forza sono spesso sfavorevoli al singolo (o al comitato) che osteggia un sistema di imprese malsano, radicato e determinato. Esemplare è il caso di Giovanni Tizian, passato purtoppo alle cronache per aver subito intimidazioni in seguito alla pubblicazione delle sue inchieste inerenti le infiltrazioni mafiose al nord.

Si rivela allora necessaria costituzione di un dialogo costante tra attori politici e popolazione, giungendo alla stesura del “piano strategico” auspicato da Felicia Bottino (“Consumo di suolo, lo zeitgeist italiano, Ecoscienza, 4 novembre 2011) che getti le condizioni imprescindibili da rispettare nella progettazione del “piano urbanistico”.

Sarebbe infine giusto ricordare l'insegnamento di Giuseppe Dessì, noto scrittore di Cagliari, che nel romanzo “Paese d'ombre” (con cui vinse il Premio Strega del1972) descrive la figura di Angelo Uras: egli, ragazzo di Norbio, si avvia alla carriera politica per proteggere gli assetti ecologici del paese intaccatati dalle aziende provenienti dal Continente. L'autore, ritraendo un personaggio quantomai stoico, richiama una gamma di valori inalienabili, ovvero quelli che, se ottemperati, portano alla fiducia dei cittadini nell'amministrazione della giustizia.

 

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