In linea di massima, nessuno dovrebbe arrogarsi il diritto di indirizzare un'altra persona su quale scelta fare in vista di un ballottaggio. In linea di massima, nessuno dovrebbe essere ragguagliato da altri su chi sono i due candidati e quale sia il loro passato, le loro fatte e malefatte, essendo suo dovere e nell’interesse suo e della sua città informarsi autonomamente e con largo anticipo. In linea di massima, chi avverte l’uzzolo di dispensare consigli e pressioni sui suoi conoscenti più indecisi può a ragione essere tacciato di prevaricante sfacciataggine. Ma è pur vero che di questa sfacciataggine a Napoli ce n’è un disperato bisogno.
Laddove il confronto elettorale si ponesse tra Tizio e Caio, allora gli sfrontati tentativi di accaparrarsi i voti degli indecisi o dei disaffezionati della politica non avrebbero ragion d’esistere. Uno varrebbe l’altro. Ma trovandoci con Lettieri e De Magistris a contendersi il titolo di sindaco, il discorso diverge. Come diverge il loro passato. Non si dica – mettiamo le mani avanti – che la scelta elettorale debba essere ponderata e motivata dalla qualità dei programmi che i candidati si propongono di realizzare. Lo sanno anche i più grulli che i programmi vengono stesi, spesso, per essere disattesi. E questo, s’intende, può valere tanto per Lettieri quanto per De Magistris. Non potendo nessuno dei due vantare un passato di primo cittadino, bisogna allora giudicarli sulla base delle loro intenzioni. E le intenzioni non si misurano su quanto c’è di scritto nei loro programmi, ché probabilmente non è nemmeno frutto del loro pugno. Ma si pesano sulla base di quanto hanno fatto nel loro passato, nella fattispecie di imprenditore e di magistrato, e della reputazione che si sono guadagnati. La domanda da porsi è: Quali intenzioni potrà mai avere uno che in passato ha fatto questo e quello? È un processo alle intenzioni bell’e buono, ma non può essere altrimenti.
Iscritto alla facoltà di Economia nel 1975, Gianni Lettieri l’abbandona per diventare il direttore commerciale di un’azienda di
Napoli Grillo Beppe Mastella Clemente Cosentino Nicola Bassolino Antonio De Magistris Luigi Why Not Catanzaro Immunità Lettieri Gianni Ballottaggio
In calabria chi tocca la massoneria fa una brutta fine, De Magistris è riuscito a salvarsi a (...)
30/05 09:47 -eccellente il ritratto che ne hai fatto scaturito dalle tue ricerche, senza per altro lodare (...)
27/05 13:11 - fernanda cataldo