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Perché Pisapia

Perché un uomo “qualunque” come Pisapia (perché diciamolo, non ha certo il carisma di Obama!) ha saputo coinvolgere tante persone a Milano, fino a farle diventare un movimento spontaneo che continuamente ingrossava le sue fila? Milano si è risvegliata ma davvero dormiva? E perché proprio ora? Me lo chiedo da un po’ e oggi in questo giorno di silenzio elettorale provo a riflettere.

Milano non si è mai addormentata sotto Berlusconi e i suoi prodi. Se fino a qualche anno fa questi potevano ancora essere un modello per una città che ambiva ad essere la prima e più importante realtà industriale italiana ora questo non vale più. E non solo perché l’amministrazione della Moratti è stata disastrosa (vent’anni di Berlusconi ci hanno abituato a vedere che spesso non sono i risultati politici quelli che contano) ma perché ormai i modelli sono altri e le persone sono cambiate. I milanesi guardano Berlino, Parigi, Stoccolma ma non per i loro piani industriali ma perché sono città dove si va in giro in bicicletta, si vive nei parchi, si mangia guardando e conoscendo che cosa si ha nel piatto. Nei milanesi in questi anni (e un gran ruolo in questo lo hanno svolto le donne – che la Signora Moratti pur rivedicandone l’appartenenza di genere non ha saputo minimamente intercettare) è cresciuto forse proprio per la cattiva politica, un desiderio di associazionismo che si è unita alla già nota “voglia del fare”. Sempre più famiglie acquistano in gruppi di acquisto solidale, organizzano mercatini per vendere/scambiare i vestiti dei propri figli, partecipano come e quando possono a iniziative per promuovere una scuola che sempre di più ha bisogno dei loro soldi per sovvenzionare attività che il comune non fornisce più.

Questo desiderio di associazionismo è stato poi alimentato dalle nuove tecnologie. E non solo perché hanno favorito il contatto continuo tra le persone ma anche perché hanno diffuso un grado di consapevolezza che prima non c’era. Grazie a internet e in generale ai media digitali le persone sono più consapevoli, più autonome e più abituate a farsi un’idea personale. E questo significa che non si può trattarle – in politica come nel marketing – come le si trattava prima. Non si può affermare una cosa senza pensare che poi le persone su internet vadano a verficarne l’esattezza. Così parlare alle persone di Milano di oggi, dicendo che Pisapia avrebbe trasformato la città in una zingaropoli, piuttosto che promettere di togliere le multe ha sollevato uno sdegno che su internet si è trasformato in ironia, e in una serie di blog, post, tweet che hanno tra l’altro superato i confini milanesi. Questo “pubblicità indotta” ha saputo, poi, non solo dare il giusto peso a certe affermazioni ma anche dare una nuova immagine alla sinistra, più ironica e divertente, che ha portato anche a coinvolgere molti giovani che non a caso hanno riempito le manifestazioni in giro per la città. Ed infine Pisapia. Se anche c’erano le condizioni storiche e politiche tutto questo non sarebbe successo se qualcuno non avesse saputo capirle intercettarle. Pisapia prima di tutto ha eliminato il rosso e la falce e il martello. Se prima del ballottaggio qualche bandiera rossa ancora si vedeva in giro, dopo non c’era più. Sparite. E come quando finalmente si decide di liberarsi da un fidanzato che ormai non si vuole più ci si sente sollevati, così con quella stessa leggerezza la gente ha indossato felice tutti i bei gadget che Pisapia e C. ci hanno messo a disposizione e quando non si avevano si sono inventati. Sono così comparsi bambini vestiti di arancione, braccialetti, barchette di carta, e cartelli arancioni; e poi palloncini, spille e dagli armadi sono stati tirati fuori tutti i vestiti arancioni che si potevano indossare. Pisapia, poi, ha saputo riprendersi i temi della sinistra riproponendoli senza la retorica sessantottina, rendendoli moderni, attuali, necessari. Così, per esempio, il concetto di uguaglianza non evoca più Marx e Lenin ma una necessità che ti permette di integrare persone diverse accoglierne le ricchezze; così la cultura e le citazioni non sono più segno di una storia ormai passata e vecchia, stantia, ma un bisogno da cui ripartire dopo aver subito per anni un linguaggio sporco, ignorante e irriverente. Infine i modi pacati di Pisapia contro le urla e le scorrettezze degli avversari hanno ridato vigore e speranza verso una nuova dignità politica che sembrava estinta per sempre.

Davanti a tutto questo i visi di La Russa, della Santanchè, della Moratti in piazza del Duomo l’altra sera sono sembrati improvvisamente vecchi, passati, superati. L’immagine di persone che non rappresentano più Milano e quasi sicuramente neanche l’Italia, ammesso che si trovi da qualche parte un Pisapia nazionale.

Commenti all'articolo

  • Di Damiano Mazzotti (---.---.---.37) 30 maggio 2011 10:19
    Damiano Mazzotti


    Non esageriamo... A me sembra più la scelta del male minore.... E si vede che la Moratti aveva gestito in modo piuttosto approsimativo il Comune di Milano...

  • Di Damiano Mazzotti (---.---.---.37) 30 maggio 2011 10:42
    Damiano Mazzotti

    Vedremo se Pisapia saprà circondarsi da persone giovani o se è stato votato perchè l’elettorato milanese è molto invecchiato... Pisapia non rappresenta di certo la novità, ma il tipico elettore italiano: un pensionato o un vecchio giù di lì...

  • Di Damiano Mazzotti (---.---.---.37) 30 maggio 2011 10:48
    Damiano Mazzotti

    Vedremo se Pisapia saprà circondarsi di persone giovani... A mio parere è stato votato perché rappresenta l’elettorato medio invecchiato: il pensionato o il vecchio giù di lì...

    La vita politica italiana è falsata dai limiti di età per candidarsi al senato e alla camera e dal fatto che ci sono meno elettori giovani di anno in anno (calo della nascite) e più elettori anziani (aumento della sopravvivenza). Se non si porterà il diritto di voto a 16 anni, fra poco le rivoluzioni vere in piazza le vedremo anche in Europa e forse addirittura in Italia (sempre per ultimi però).

    • Di (---.---.---.19) 30 maggio 2011 12:58

      Non sono milanese da capire perchè i milanesi abbiano votato uno piuttosto dell’altro. Posso essere d’accordo sulla necessità di ringiovanire le schiere politiche italiane (ricordo una intervista a Casini dove diceva che quando è entrato in politica nessuno lo badava perchè era il più giovane, e dopo 10 o 15 anni lui ANCORA continuava ad esserlo.

      Pisapia sembra essersi accorto che i giovani sono una forza che è stata ignorata a lungo, non resta che sperare che sappia guidarli e crescerli politicamente bene, indipendentemente da come andranno i ballottaggi

      Ma prima di parlare di voto ai 16enni, vorrei che il sig. Mazzotti andasse per le strade, nelle scuole e nei nostri locali, e parlasse con i nostri 16enni. Che a malapena sanno scrivere senza fare errori di grammatica (ò invece di ho per dirne uno dei più frequenti, ma basta guardare un po’ di profili di facebook per vedere di cosa sono capaci i nostri giovani). Prima di qualsiasi cosa bisognerebbe fare qualcosa PER i giovani, che dimostrano di avere tanti ideali ma di capirne ben pochi. Spiegare loro che non si vive di slogan e che dare il proprio voto non ha lo stesso peso di cliccare "mi piace" sui facebook. Insegnare che "diritto" va a pari passo con "dovere". Altrimenti un voto del genere è una bomba innescata con una miccia difettosa che i nostri politici si dovranno rimpallare sperando di non averla in mano al momento dello scoppio

  • Di yepbo (---.---.---.128) 30 maggio 2011 12:24

    Articolo sfacciatamente di parte.

     
    Diciamo che per lei, sarebbe motivo di estrema gioia se, come probabile, Pisapia vincesse. Tanto felice, da cimentarsi nei più astrusi e fantasiosi voli pindarici per farci capire l’immensità di Pisapia e la pochezza dell’avversario.

    Ritengo che, più semplicemente, Pisapia sia un vecchio stoccafisso di "sinistra" contrapposto ad un vecchio stoccafisso di "destra" che, continuerà, con altri slogan, l’ eterna tragica tradizione di un amministrazione vecchia, fatta da vecchi, per i vecchi, vecchiume immobile e parassitario, determinato a mantenersi in tale beato stato.

    Ritorniamo con i piedi per terra, se Pisapia vince, vince esclusivamente perché la Moratti ha STANCATO (e vorrei ben vedere).

    Solo l’operato di Pisapia potrà confermare o speriamo,smentire la mia tesi. Al momento deve ancora iniziare, per scaramanzia, gli auguro buon lavoro, poi si vedrà.
    Saluti

  • Di Damiano Mazzotti (---.---.---.46) 30 maggio 2011 14:09
    Damiano Mazzotti

    se i sedicenni votassero... forse gli insegnabti di quei sedicenni non sarebbero dei vecchi burocrati o semplicemente dei vecchi che vivono mentalmente in altre epoche... E forse non avremmo certi ministri dell’istruzione... e quei sedicenni sono idioti perchè hanno una mentalità italiota e non perchè sono sedicenni... grazie alle famiglie che li lasciano davanti alla tv, grazie ai preti che non insegnano a pensare, grazie a giornalisti prezzolati, ecc.

  • Di Damiano Mazzotti (---.---.---.46) 30 maggio 2011 14:11
    Damiano Mazzotti


    i sedicenni figli di immigrati sono molto più svegli e volenterosi dei sedicenni italiani... un motiva ci sarà... la nostra cultura politica familista, narcisista, egoista non aiuta...

  • Di (---.---.---.16) 30 maggio 2011 14:35

    Non si capisce come, avendo questa concezione dei sedicenni italiani, tu possa auspicare che venga riconosciuto loro il diritto di voto. Pensi forse che, una volta investiti del suffragio, si responsabilizzino autonomamente, dacchè il ritratto delle generazioni adulte che tu fai non è dei più felici. Forse sarebbe il caso di porre un rimedio a quella mentalità italiota, come la chiami tu, prima nelle generazioni più grandi, e che si sono disaffezionati alla politica, piuttosto che in quelle giovani. Perchè, si sa, i giovani vengono educati dai più vecchi. La tua ricetta, assolutamente improduttiva se non controproducente, prescrive un intervento a valle per guarire un malanno che è a monte. Contro ogni legge della gravità, e del buon senso. 

  • Di Damiano Mazzotti (---.---.---.253) 30 maggio 2011 17:38
    Damiano Mazzotti

    Perchè fanno più danni i vecchi rincoglioniti che ci sono ora... tutto qui...

    Valle cosa? Ci vuole un bel prepensionamento di dirigenti scolastici e di insegnanti...

    basta guardare l’età media degli insegnanti nei paesi civili... Si vada a fare un giro in Olanda, Svezia, Finlandia, ecc..

  • Di (---.---.---.16) 30 maggio 2011 23:29

    Le chiedo scusa, ma il suo intervento proprio non lo capisco. Sono d’accordo con lei sul fatto che sia necessario svecchiare la società dirigente italiana, non tanto e non solo quella scolastica. Ma non vedo come possa essere una risposta a tale necessità la concessione del voto a degli sbarbatelli di 16 anni, la maggior parte dei quali passa il suo tempo a farsi foto nel bagno col telefonino assumendo pose che per loro sono tanto provocanti quanto per noi deprimenti. 


  • Di Aldo Visibelli (---.---.---.60) 31 maggio 2011 00:39
    Aldo Visibelli

    anonimo, lei generalizza un po’ denunciando l’atteggiamento di noi giovani dalle foto che pochi, forse pochissimi si fanno in bagno.Come Giuliano generalizza, molto forzatamente quando parla dei figli degli immigrati come esempi per noi ragazzi italiani. I figli degli immigrati sono come i figli degli italiani anche se forse un po’ meno viziati. Alcuni di loro sono criminali e non nascondiamolo, altri sono eccezionali a scuola, volenterosi e esempi per alcuni ragazzi italiani.Tuttavia ha ragione l’anonimo sul discorso di prima, sono pro il ringiovanimento della classe dirigente ma credo che dare il voto a noi sedicenni sarebbe come darsi un pugnalata nel cuore. Ottenere un voto da un ragazzino di 16 anni e’ spesso piu’ facile di quanto sembra...

  • Di Damiano Mazzotti (---.---.---.153) 31 maggio 2011 06:31
    Damiano Mazzotti

    il voto dei sedicenni vale quanto il voto di un cervello che ha superato gli ottantanni o i novantanni... è ora di finirla con la reverenza acritica nei confronti della terza e quarta età... anzi, a mio parere il cervello di un sedicenne, mediamente parlando, è molto meglio di tanti cervelli decotti... la realtà è che l’educazione l’insegnao in gran parte i vecchi e naturalmente tendono a fare i loro interessi... come in politica... e naturalmente ci sono i sedicenni delinquenti, sia italiani e stranieri, ma mediamente parlando o ragione io...è vero che i delinquenti vecchi non sono tanti, perchè le forze mancano e per molti il cervello è già all’altro mondo

  • Di (---.---.---.248) 31 maggio 2011 18:05

    Questo è un modo di ragionare da trattoria, di quelli che si fanno dopo aver bevuto 4 o 5 bicchieri di vino casereccio. A parte il fatto che la digressione sulla delinquenza non so da dove l’ha tirata fuori (come se ci fosse un collegamento tra l’età di una persona e la sua attitudine alla delinquenza, e non tra quest’ultima e l’educazione e varie circostanze contingenti) il fatto che stupisce è come possa un 16enne medio (medio), che ha uno spirito critico ancora acerbo, essere paragonato a un adulto. Cosa poi centri questa reverenza acritica alla quarta età? Ma chi ne ha parlato? Ma chi ce l’ha, soprattutto? Ma dove sono questi novantenni? Dove li vede? Io credevo che stessimo parlando della classe dirigente, la cui età si attesta su una MEDIA di 60 anni, al massimo, e che pure è necessario svecchiare. Ma il fatto che lei prenda dei casi estremi per generalizzare testimonia una carenza di argomenti. Non è che lei ha 90 anni? saluti

  • Di paolo (---.---.---.162) 5 giugno 2011 01:32

    Certo Damiano , hai ragione largo ai giovani . Però la gioventù è una condizione , non è un valore in assoluto . Capezzone è giovane ma non vale una cicca e non lo cambierei con molti ottantenni che tu vorresti rottamare .Sui cervelli fottuti poi sarei ancora più cauto visto che proprio tra i giovani sta diventando una piaga sociale.La teoria sulla delinquenza infine è disarmante , certo che un ottantenne ha qualche difficoltà in più a fare uno scippo in motorino , ma ho qualche dubbio che in quella fascia di età ci siano meno delinquenti . Forse cambiano i reati che , spesso e volentieri , sono molto più gravi , e potrei anche fare l’esempio eclatante che puoi facilmente immaginare .

    Il voto a 16 anni ? E perche’ non a 15 o a 14 , ci sarebbe qualche differenza? Poi se votano hanno diritto anche alla patente per l’auto , che facciamo , la diamo , cosi’ li facciamo ammazzare un po’ prima ?
    ciao 
     

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