Allora ora vi voglio raccontare una storia.
Appena uscì il film "Gomorra" andai subito, immediatamente, a vederlo.
A Saint-Cristophe. Al maxicinema "Cinelandia" di Aosta.
Era un pomeriggio, non potrò mai dimenticarlo. La sala era piena.
Io Napoletano di Napoli, a vedere il film Gomorra, ad Aosta. Parliamone.
Un uomo con i capelli brizzolati davanti a me ripeteva continuamente al suo vicino: "E’ proprio così. E’ proprio così!!! ". Un altro rimase sconvolto dalla scena dell’addestramento dei giovani nelle Vele, un altro diventò pallido, un altro ancora rimase seduto almeno 5 6 minuti dopo la fine del film, tanto era lo stupore.
A fine maggio, tornai a Napoli, e cosa potevo fare secondo voi?
Subito, immediatamente, mi ripiombai al Cinema.
Al Maxicinema Med di Fuorigrotta.
Io Napoletano di Napoli, a rivedere il film Gomorra, ma questa volta a Napoli. Nella mia città.
Un dieci quindici ragazzine dietro di me cantavano in coro a squarciagola le canzoncine di Alessio, Raffaello, e Rosario Miraggio che venivano proposte nel film tra una scena e l’altra. Alcuni, più avanti, urlavano: "Waaaaaa chill è Tonin, chill è Rafel, bastard! Pur lor hann fatt o film!" Altri ancora ridevano e scimmiottavano l’accento del boss dei Casalesi, quello che ordina alla fine l’uccisione dei due ragazzi.
Era solo un film, che in quel momento non diceva ma urlava, quasi pretendeva di far conoscere una realtà a troppi sconosciuta, ma purtroppo la realtà è una sola, il nostro modo di relazionarci ad essa sono tanti, anzi troppi.
Occorre una profonda riflessione. Ma una di quelle toste.
Diffondere un video del genere, per assicurare il killer alla giustizia, assicura solo a noi telespettatori quanto siamo fautori e non vittime di uno sciacallaggio mediatico che è diventato routine.
Diffondere un video per dimostrare a tutto il mondo che in realtà facciamo proprio schifo sul serio, e non solo a chiacchiere, bhè, è ancora peggio. Perchè è uno schifo fine a sè stesso. Perchè finisce lì. La settimana prossima rimarremo solo click, solo spettatori, solo share, solo pubblicità.
Lo sappiamo tutti bene come finisce la filastrocca dello scandalo ad orologeria.
Forse non conosco bene la realtà che mi circonda, non saprò descriverla bene,
e forse farò anche un tantino schifo a scrivere. Ma mi limito ad osservare. Come tutti voi.
Potrei dire che fagocitiamo tutto, tutto ciò che ci viene proposto quotidianamente, lo digeriamo, facciamo un bel ruttino, e ci scandalizziamo sempre solo dopo, quando qualcuno (che forse questa volta sono stato io, ma non importa) VOMITA.
Siamo diventati degli animali televisivi, delle bestie, bravi solo a cliccare e a fare zapping, e non ce ne accorgiamo. Passiamo dalla nuova tettona del GF, a Garlasco, a Bruno Vespa, a Media Shopping, come se niente fosse. Nessuno si scandalizza più oramai, è un fatto non grave, ma gravissimo.
Vedere le immagini di un uomo che muore, con un colpo alla nuca ci deve fare schifo.
Non è un nostro diritto. E’ proprio un nostro dovere.
Siamo assuefatti dalla cultura dello Showbiz, talmente tanto, che niente più ci scandalizza.
A prescindere dal degrado sociale, da tutte le masturbazioni mentali che vogliamo farci sulla camorra (io sono un esperto, basta leggere i miei post, prego accomodatevi pure) stiamo vedendo un uomo che muore dietro ad una che gratta un gratta e vinci! E dobbiamo ribellarci!
Questi fanno share, fanno audience, fanno introiti pubblicitari.
Le loro percentuali sono i nostri occhi e le nostre orecchie.
Ma pensate anche agli occhi e alle orecchie dei vostri figli! Vi tocca.
Come vi sentireste se un domani una vostra figlia potrebbe vedervi morire in un video del genere su Youtube? Ecco, voi questo non l’immaginereste mai.
Sareste sempre li, buoni per ogni momento, in ogni occasione.
Come quella signora. A grattare un gratta e vinci.
Io i gratta e vinci li schifo.