“Giornalisti e disintegrati” è un piacevole e prezioso saggio che prende in esame la crisi industriale dei giornali e la nascita del giornalismo multimediale e partecipativo (www.guaraldi.it).
“Fai quello che sai fare meglio e linka tutto il resto”. Jeff Jarvis (www.buzzmachine.com)
L’autrice di questo libro ricchissimo di esempi, link e riflessioni, è Valentina Volpini, una specialista che è riuscita a integrare e sintetizzare il pensiero di Marshall McLuhan, uno studioso e un personaggio abbastanza difficile da definire e da capire. Infatti il suo aforisma più noto, “il mezzo è il messaggio”, non significa che il mezzo è più importante del messaggio, ma stabilisce che ogni forma e contesto di comunicazione ha delle implicazioni interpersonali e sociali molto importanti.
Valentina Volpini descrive le principali teorie della comunicazione, compresa la poco nota “Teoria della Tecnica Sociale dell’Informazione”, ideata da Francesco Fattorello, che presuppone il filtro attivo della cultura del ricevente e che ha anticipato di circa 40 anni la nascita delle diverse realtà interattive del web (da questo potete capire che nascere in Italia porta una sfiga tremenda a tutte le persone più innovative, poiché rimangono perlopiù sconosciute anche nei paesi più innovativi).
In un certo senso la comunicazione è un fenomeno complesso tra promotore e recettore, che si può paragonare a un rapporto sessuale tra la fonte dell’informazione e chi la riceve. Ma tutti noi sappiamo che i rapporti sessuali tra gli esseri umani possono essere di vario genere: l’avventura, la relazione più o meno continuativa, il fidanzamento, il matrimonio, i rapporti a pagamento e lo stupro tra estranei o conoscenti. Nelle varie comunicazioni può accadere questo: l’informazione trasmessa può essere pagata, ignorata, rifiutata, pensata, elaborata, richiesta e ridiscussa con altri.
Però i padroni dei media tradizionali controllano i giornali in modo da fare uscire solo le notizie non sgradite a multinazionali e banche, che altrimenti toglierebbero pubblicità e finanziamenti. E siccome anche il lavoro di quasi tutti gli intellettuali dipende da amicizie più o meno altolocate, non esistono in realtà degli editori obiettivi e puri (Noam Chomsky). I principali media forniscono solo alcune notizie, con ordine e durata prestabilite, e così “la comprensione che la gente ha di gran parte della realtà sociale è mutuata dai media” (Shaw, 1979, Teoria dell’Agenda setting).
Il ruolo del classico direttore di giornale moderno, è ancora quello di filtrare e di manipolare la priorità delle notizie, ma il ruolo del vecchio giornalista è oramai un modello superato e fuori commercio. Il giornalista americano http://dangillmor.com ha affermato: il giornalismo innovativo è “una collaborazione tra professionisti e legioni di talentuosi amatori là fuori che possono aiutare noi – tutti noi – a scoprire le cose. È uno sviluppo positivo e stiamo ancora scoprendo come funziona”. E più l’osservazione si avvale di più punti di vista diversi, migliore sarà la conoscenza del mondo e maggiore sarà il controllo dei cittadini sulle maggiori fonti di potere pubblico e privato.
Buondì giovani... Dato che siete i testimoni del matrimonio tra il presente dell’economia e il (...)
27/09 10:11 - Damiano Mazzotti