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Omofobia: in Italia c’è ancora molto da fare

A pochi giorni dal 17 maggio, Giornata mondiale contro la omo-transfobia, molte iniziative ma poca volontà politica per approvare una legge...

Negli Stati Uniti Barack Obama ha dichiarato: «Le coppie dello stesso sesso dovrebbero potersi sposare», utilizzando quel verbo che in Italia fa venire l’orticaria anche a molti progressisti e “uomini” di sinistra; in Argentina il Senato ha approvato una legge che permetterà a ogni cittadino di essere identificato socialmente e legalmente in base al nome, all’immagine e al sesso che deciderà di avere.

E in Italia?

Nel nostro Paese le coppie dello stesso sesso non hanno diritti e sembra ancora molto lontano il giorno in cui ne potranno avere. Ma il nostri politici non sono nemmeno stati in grado di varare una legge contro l’omofobia. Il decreto è stato proposto più volte, ma i nostri politici hanno sempre trovato più opportuno rinviare o escogitare cavilli per evitarne l’approvazione.

E così in Italia ci ritroviamo a pochi giorni dal 17 maggio, Giornata mondiale contro l’omo e transfobia, con al nostro attivo molte aggressioni e poca voglia di affrontare seriamente il problema. Forse i nostri politici non hanno ben chiaro cosa significa subire un’aggressione omofoba e quali profonde ferite lasci nel corpo e nella mente. Dino Senigagliesi lo ha raccontato a Pianeta Queer.

Perché il 17 maggio? La data è scelta per ricordare la rimozione dell’omosessualità dalla lista delle malattie mentali, avvenuta appunto il 17 maggio 1990. La prima giornata Internazionale contro l’omofobia (o IDAHO acronimo di International Day Against Homophobia and Transphobia) si è tenuta nel 2005 e nel 2007 l’Unione Europea ha istituito ufficialmente la giornata sul suo territorio.

TANTE INIZIATIVE 
Tante le iniziative in programma in Italia per celebrare la Giornata mondiale contro l’omo-transfobia, impossibile elencarle tutte.

Per questo ne ho scelte due, quelle a mio parere, più significative: una presentazione alla Camera dei Deputati e l’iniziativa Dimmi di sì organizzata da LUSH e FRAME in collaborazione con Arcigay.

Giovedì 17 maggio alle ore 12 Vladimir Luxuria sarà alla Camera dei Deputati, per partecipare alla presentazione del Rapporto Istat “La popolazione omosessuale nella società italiana”. Vladimir Luxuria 


Iniziata a marzo del 2011, si candida ad essere la più importante ricerca sul mondo LBGT italiano e promette, tra le altre cose, di svelare il reale rapporto tra la popolazione eterosessuale e quella LGBT.

Speriamo che i dati della ricerca uniti alla grande capacità comunicativa di Vladimir Luxuria riescano a penetrare nelle sorde orecchie dei nostri politici.

DIMMI DI SI’
"We believe in the freedom to marry" è lo slogan di Dimmi di sì l'iniziativa a sostegno del diritto al matrimonio per tutte le coppie, ideata da LUSH - azienda che produce e commercializza cosmetici freschi, ecologici- e FRAME -associazione per la promozione e la tutela dei diritti dei minori e delle famiglie e la lotta ad ogni forma di discriminazione. 

Dimmi di sìE le coppie gay e lesbiche si scambieranno la loro promessa d'amore sabato19 maggio 2012 alle ore 15.00, in occasione della Giornata Internazionale Contro l'Omofobia, presso i negozi LUSH a Bologna, Firenze, Milano, Roma, Monza, Novara e Torino.
Per partecipare all'evento come coppia occorre mandare una email a dimmidisi@lush.it.

Ma non è tutto. L’iniziativa comprende anche una petizione e un progetto educativo contro il bullismo omofobico.

Durante la settimana del 17 maggio 2012, in una qualunque delle botteghe LUSH sarà possibile firmare una petizione realizzata da FRAME a favore del'estensione del diritto di matrimonio per tutte le coppie. La petizione è già sottoscrivibile online sul sito dell’Associazione FRAME.

A partire dal 17 maggio tutto il ricavato dalla vendita della crema corpo LUSH Sua Bontà andrà a sostegno del progetto educativo "BYE BYE BULLI"contro il bullismo omofobico dedicato ai ragazzi dai 13 ai 19 anni e ai loro insegnanti, realizzato dall'Associazione FRAME nelle scuole secondarie di sei città italiane (Milano, Bologna, Firenze o Pisa, Roma, Salerno e Caltanissetta).

LEGGI ANCHE: 17 maggio, giornata mondiale contro l’omofobia. Intervista a Paola Concia (Pd)

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.63) 15 maggio 2012 12:47

    Certo che il tuo articolo invita a riflettere:

    ma che fanno i cosiddetti Partiti di Sinistra in merito?
    Bersani, ad esempio, che si oppone al "matrimonio" omosessuale...
    Ma non si vergogna? Come può ancora immaginare di rappresentare la Sinistra?
    Forse PD sta per Papato Democratico!!!
    Grazie, ciao
    Marina
  • Di (---.---.---.37) 16 maggio 2012 09:59

    Ciao Marina,

    bella battuta sul Pd, peccato che sia molto vicino alla realtà.
    E’ difficile accettare che il Pd strizzi l’occhio ai moderati e non riesca a
    dire e fare "cose di sinistra". Ma siamo in Italia e siamo costretti
    a convivere con la mano longa del Vaticano.
    Marinella

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