I biotecnologi ed i naturalisti si alleano con gli agrotecnici: nasce l'Albo dei "Collettivi verdi".
L’Albo professionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati ha già dimostrato di voler pienamente utilizzare le potenzialità contenute nelle norme di collegamento dei nuovi percorsi di studio della riforma universitaria con le attività libero-professionali, promuovendo convenzioni per lo svolgimento del tirocinio professionale direttamente nel corso di studi universitario.
Alla data attuale sono ben 105 i corsi di studio convenzionati, svolti in 29 Facoltà universitarie; i giovani laureati possono quindi immediatamente affrontare gli esami abilitanti alla professione, guadagnando almeno un anno di tempo rispetto ai loro coetanei che provengono da corsi non convenzionati e che debbono invece svolgere un ulteriore percorso di tirocinio prima di poter accedere agli esami.
In tal modo, inoltre, viene dato un colpo mortale a quelle forme di lavoro non pagato che spesso si celano dietro i percorsi di tirocinio.
Forte dei risultati raggiunti, ora l’Albo compie un passo ulteriore verso la multidisciplinarietà e l’integrazione con percorsi formativi complementari con quelli tipicamente agrari.
Fra il Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati, l’A.I.N.-l’Associazione Italiana Naturalisti (la principale organizzazione di questa categoria) e la F.I.Bio.-Federazione Italiana dei Biotecnologi-sono infatti stati siglati separati accordi di collaborazione in base al quale entrambe queste Associazioni individuano come Albo di “riferimento” quello degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati ed ivi faranno confluire le iscrizioni dei propri associati in possesso di adeguato titolo di studio.
La scelta dell’A.I.N. è di particolare significato in quanto i laureati in Scienze Naturali sin dal 2001 possono scegliere di iscriversi in ben quattro distinti Albi professionali (e precisamente alla Sezione B dell’Albo degli Architetti-Sezione pianificatori; alla Sezione B dell’Albo dei Biologi, all’Albo dei Periti agrari ed infine all’Albo degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati), laddove l’individuazione come “categoria di riferimento” è il riconoscimento del faticoso processo di trasformazione dell’Albo tradizionale in Albo multidisciplinare.
Al Collegio degli Agrotecnici infatti possono iscriversi (oltreché i soggetti in possesso di un Diploma Universitario coerente ed i diplomati in agraria con un biennio di tirocinio) i laureati di ben sette Classi di laurea (Biotecnologie; Scienze della pianificazione territoriale ed ambientale, Ingegneria civile ed ambientale; Scienze dell’economia e gestione aziendale; Scienze e tecnologie agrarie e forestali; Scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura; Scienze delle produzioni animali).
Non di minor valore è la scelta della F.I.Bio., seppur di minore impatto numerico (i laureati in biotecnologie agrarie sono di numero ridotto), posto che anche per questi laureati erano già aperte da tempo le porte di diversi Albi professionali (potendo accedere alla Sezione B dell’Albo dei Biologi, alla Sezione B dell’Albo degli Agronomi, all’Albo dei Periti agrari ed infine all’Albo degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati).
Addetta stampa free lance, giornalista pubblicista
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