• domenica 27 maggio 2012
  • Agoravox France Agoravox Italia Agoravox TV Naturavox
  • Fai di AgoraVox la tua homepage
  • Contatti
AgoraVox Italia
NOVITÀ
Agoravox TV
  Home page > Attualità > Cultura > Morta la poetessa Szymborska, lucidissima ed ironica interprete della (...)
di Alvin Vent giovedì 2 febbraio 2012 - 3 commenti oknotizie
0%
Articolo interessante?
 
100%
(11 Voti) Votate quest'articolo
  • Fare una donazione
  • Stampa
  • Lasciare un commento
  • Marquer et partager

Morta la poetessa Szymborska, lucidissima ed ironica interprete della realtà

Nulla è in regalo, tutto è in prestito.
Sono indebitata fino al collo.
Sarò costretta a pagare per me
con me stessa,

a rendere la vita in cambio della vita.

(da Nulla è in regalo! 1998)

Ha pagato il suo debito con l'esistenza, mercoledì scorso, Wisława Szymborska, poetessa. Aveva 88 anni, si è spenta nella sua Cracovia (vi si era trasferita con la sua famiglia a soli 8 anni e non l'ha mai lasciata).

Poetessa semi sconosciuta in Italia (anche se bisogna sottolineare la prestigiosa e appassionata traduzione di Pietro Marchesani) Wisława Szymborska era in Polonia una scrittrice di culto, quasi pop se si pensa alla diffusione che hanno avuto, ed hanno, le sue liriche che raggiungono in maniera assolutamente trasversale lettori di ogni formazione e condizione sociale; è questo uno dei punti di forza e maggiore brillantezza dei suoi versi, un linguaggio semplice (a volte semplicissimo), carico di ironia, che non esprime sentenze, non giudica, ma suggerisce interpretazioni e sguardi "di sbiego" sulla realtà.

Una realtà che è sempre pretesto per evasioni metaforiche, che è contemporaneamente cornice e oggetto della poesia: Wisława Szymborska ai capziosi ermetismi preferiva la leggerezza mimetica di parole "semplici" sapientemente scelte e giustapposte (più Saba che Montale, se si vuol fare un paragone nostrano):

 Dopo ogni guerra
 c'e' chi deve ripulire.
 In fondo un po' d'ordine
 da solo non si fa.

 C'e' chi deve spingere le macerie
 ai bordi delle strade
 per far passare
 i carri pieni di cadaveri.
(da La fine e l'inizio)

Wisława Szymborska era una donna riservata, sobria, queste le sue parole in occasione del Nobel per la letteratura nel 1996:

Ai poeti piaceva stupire con un abbigliamento bizzarro e un comportamento eccentrico. Si trattava però sempre di uno spettacolo destinato al pubblico. Arrivava il momento in cui il poeta si chiudeva la porta alle spalle, si liberava di tutti quei mantelli, orpelli e altri accessori poetici, e rimaneva in silenzio, in attesa di se stesso, davanti a un foglio di carta ancora non scritto. Perché, a dire il vero, solo questo conta.

Scrittrice "di mestiere" si dedicava con metodo e costanza alla pratica poetica:

Il poeta, se è vero poeta, deve ripetere di continuo a se stesso “non so”. Con ogni sua opera cerca di dare una risposta, ma non appena ha finito di scrivere già lo invade il dubbio e comincia a rendersi conto che si tratta d'una risposta provvisoria e del tutto insufficiente. Perciò prova ancora una volta e un'altra ancora, finché gli storici della letteratura non legheranno insieme prove della sua insoddisfazione di sé, chiamandole “patrimonio artistico”.

Persona ironica e comprensiva, ma anche critico spietato se si tratta di letteratura, ad un suo lettore che le aveva inviato un manoscritto così rispose la poetessa di Cracovia: "Nei suoi racconti si sta stretti, si soffoca, non ci sono problemi. Non c'è una finestra sul mondo e quindi nessuna prospettiva potrà aprirsi allo sguardo. Non va affatto bene, in questo caso lo stile elegante non serve a niente".

Sempre sincera, sempre diretta, sempre conscia del fatto che non esiste una verità, ma una pluralità di sguardi sul mondo, la Szymborska ha passato tutta la sua vita ad insegnarci che la poesia è un'interrogativo sull'esistenza, ma anche antidoto alla morte, ed in tale paradosso risiede il senso dell'immensa ricchezza che ci lascia:

La saggezza non poteva aspettare i capelli bianchi.
Doveva vedere con chiarezza, prima che fosse chiaro,
e udire ogni voce, prima che risonasse.
Il bene e il male
ne sapevano poco, ma tutto:
quando il male trionfa, il bene si cela;
quando il bene si mostra, il male attende nascosto.
Nessuno dei due si può vincere
o allontanare a una distanza definitiva.
Ecco il perché d'una gioia sempre tinta di terrore,
d'una disperazione mai disgiunta da tacita speranza.
La vita, per quanto lunga, sarà sempre breve.
Troppo breve per aggiungere qualcosa.

(da La breve vita dei nostri antenati)

 


di Alvin Vent giovedì 2 febbraio 2012 - 3 commenti oknotizie
0%
Articolo interessante?
 
100%
(11 Voti) Votate quest'articolo
  • Fare una donazione
  • Stampa
  • Lasciare un commento
  • Marquer et partager

Commenti all'articolo

Lasciare un commento


(Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.)

Attenzione : questo forum è uno spazio di dibattito civile che ha per obiettivo la crescita dell’articolo. Non esitate a segnalare gli abusi cliccando sul link in fondo ai commenti per segnalare qualsiai contenuto diffamatorio, ingiurioso, promozionale, razzista… Affinché sia soppresso nel minor tempo possibile.

Sappiate anche che alcune informazioni sulla vostra connessione (come quelle sul vostro IP) saranno memorizzate e in parte pubblicate.

I 5 commenti che ricevono più voti appariranno direttamente sotto l’articolo nello spazio I commenti migliori

Un codice colorato permette di riconoscere :

  • I nuovi iscritti
  • I reporter che hanno già pubblicato un articolo
  • L’autore dell’aritcolo

Se notate un bug non esitate a contattarci.

Pubblicità


Pubblicità

Sondaggio

Sei favorevole alla possibilità che una coppia omosessuale adotti dei bambini?


Voter

Palmares

Pubblicità

  • Groupe Agoravox sur Facebook
  • Agoravox sur Twitter
  • Agoravox sur Twitter
  • Agoravox Mobile

AgoraVox utilizza software libero: SPIP, Apache, Debian, PHP, Mysql, FckEditor.


Sito ottimizzato per Firefox.