Kabul brucia mentre continuano le guerre “preventive” scatenate da Bush e soci in Medio Oriente.
A quasi dieci anni dal loro inizio, è tempo di fare un bilancio per capire quali altri disastri ci riserva il futuro e soprattutto se e come uscire dal micidiale pantano nel quale si continuano a bruciare decine, centinaia di migliaia di vite umane ed enormi risorse finanziarie pubbliche.
I cittadini hanno diritto di chiederne conto e ragione ai governanti e questi hanno il dovere d’informare e provvedere alle necessarie correzioni.
Un bilancio da fare, in primo luogo, in Parlamento che, davvero, non può continuare a tacere e a pagare il conto della crescente spesa per missioni impossibili e comunque dagli esiti deludenti. Mentre in Italia si chiudono fabbriche, scuole, ospedali, ecc.
Le guerre continuano e non s’intravvede una conclusione.
Anzi, in Afghanistan la coalizione Nato ha deciso d’inviare altri 40 mila uomini di rinforzo per “finire il lavoro”, come ha carinamente chiamato la guerra anche il presidente Barak Obama, neo premio Nobel per la Pace.
Eppure, in queste ore, la capitale afghana è nella morsa dei micidiali attentati suicidi, sotto il tiro dei taleban cha pare abbiano raggiunto anche il palazzo presidenziale.
In realtà, da tutte le parti si punta ad un’escalation del conflitto che, di fatto, coinvolge anche il Pakistan e potrebbe, da un momento all’altro, estendersi ad altri Paesi della regione.
Nella lista nera c’è sempre l’Iran e, da qualche settimana, anche lo Yemen, a causa di un ragazzo nigeriano che non si sa bene come sia salito e cosa abbia combinato sopra quell’aereo per Detroit, il giorno di Natale.
Nell’attesa di scoprirlo, è stata avviata la vendita di nuove, costose apparecchiature per la sicurezza aerea. Tutto ok? Non credo proprio. Se il pericolo è così grave e diffuso, la gente si chiede: perché metterle solo negli aeroporti e non anche sulle navi, sui treni, sugli autobus?
Nessuno può escludere attentati contro questi altri mezzi di trasporto.
A parte gli effetti nocivi sulla salute (da non sottovalutare), queste apparecchiature, se applicate su larga scala, potrebbero paralizzare i sistemi di trasporto, con tutte le conseguenze del caso.
La storiella dell’islamista cattivo e delle bombe buone della Nato.
Ma dove si vuole arrivare? Quando finirà tutto questo?
La faccenda è troppo seria per essere gestita sulla base dell’intrigo e della propaganda ingannevole.
Anche perché non si possono più trattare i cittadini come bambini cui raccontare la storiella dell’islamista terrorista e cattivo e delle bombe buone, “intelligenti”, talvolta fin’anco “umanitarie”, della Nato che metteranno le cose a posto, in ogni parte del mondo.