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Maturità: ennesimo scivolone del MIUR

Anche quest’anno sono iniziate le prove per i giovani liceali che affrontano l’esame di stato. Nelle tracce del tema di italiano però è presente l’ennesimo grave scivolone che è passato pressoché inosservato. Ancora una volta il Ministero dell’Istruzione dimostra la sua inadeguatezza dopo una lunga serie di errori.

Questa volta lo scivolone ha due ordini di problemi: il madornale errore nella traccia storica e di metodo, cioè la presenza di tracce incentrate su temi completamente ignorati dai programmi ministeriali. Gravi errori che non ci si dovrebbe aspettare dal Ministero dell’Istruzione.

Ma vediamo di entrare nel merito, il primo gravissimo errore all’interno della traccia storica è che si cerca di attribuire a De Gasperi un ruolo di alfiere nelle politiche di distensione tra i due blocchi, cosa pressoché impossibile, perché egli morirà nel 1954 (pur considerando le personali idee dello statista decisamente favorevoli alla distensione), a solo un anno dalla guerra di Corea che configurerà l’emersione del contendente Cinese, ma che metteva sul piatto l’impossibilità di una reale guerra fra i due blocchi, pena la collegiale distruzione atomica. De Gasperi visse gli anni che potremmo definire “fase acuta” (con l’annuncio delle testate atomiche russe nel 1949) della guerra fredda e vide l’inizio della politica chiamata del rollback, di cui l’esempio è il caso coreano, finito in una posticcia parità.

Pertanto quando mai De Gasperi avrebbe potuto effettuare politiche attive per la distensione all’interno di un contesto internazionale così sfavorevole alle “politiche di distensione” che verranno si effettuate ma non prima dell’arrivo di Kennedy alla casa bianca, in cui comunque ci saranno varie crisi, e che saranno sempre affiancate da politiche di contenimento dell’URSS e di rollback. Quantomeno fino al 1973 dove si paleserà l’effettivo insuccesso di tali politiche e si tenderà davvero a concrete politiche di distensione e vanno letti in questa chiave le cadute dei tre principali regimi in territorio europeo: Portogallo, Spagna e Grecia, avvenute poco dopo. La traccia assume contorni ancora più insensati quando si avvicina la presunta responsabilità della distensione a De Gasperi con un discorso di Aldo Moro tenuto alla conferenza di Helsinki del 1975, in cui il contesto internazionale era completamente mutato, e realmente la distensione fu praticata, questo però non ha nessun collegamento con lo statista italiano che fu il primo presidente del consiglio della nostra repubblica e morto ben 21 anni prima.

Il secondo problema riguarda l’insensatezza di proporre svariate tracce senza la reale preparazione per essere in grado di affrontarle. I programmi ministeriali se va bene raggiungono la fine della seconda guerra mondiale e solo in rari casi la guerra fredda viene accennata. Come si può pertanto al ministero pensare che i ragazzi abbiano gli strumenti per affrontare temi di questa portata che nemmeno sono presenti nei programmi. Per di più temi complessi ed enormi come la distensione tra i due blocchi, il focus sulle masse e sulla propaganda, ma anche l’uguaglianza formale all’interno della Costituzione. L’ultimo esempio merita un approfondimento per il doppio errore commesso: non solo nelle ore di storia quasi mai si arriva alla fine della seconda guerra mondiale e quindi alla proclamazione della Repubblica Italiana e alla scrittura della Costituzione da parte della costituente, ma in nessun liceo sono presenti ore di diritto pubblico o di educazione civile (che per lo meno né da una infarinatura generale). Entrambe sono state incorporate nelle ore di italiano, filosofia e storia, il che vuol dire che alla fine vista l’enormità dei programmi di italiano, filosofia e storia e la mancanza di tempo, sono cose che non verranno affrontate. Dunque come può un ragazzo che non ha alcuna dimestichezza con i principi del diritto (o di storia della costituente) poter affrontare il principio di enorme vastità dell’uguaglianza formale e sostanziale nella nostra Costituzione, senza scrivere delle banalità lette qua e là su qualche libro o ascoltate in tv?

Insomma ancora una volta il MIUR si è dimostrato completamente inadeguato al ruolo che ricopre, costringendo i ragazzi a sforzi che non possono compiere e addirittura sbagliando egli stesso nella stilatura delle tracce. Confermando quella che è una parabola totalmente discendente (iniziata con i tagli di Prodi negli anni novanta) della qualità dell’istruzione. Il giudizio che ne consegue è impietoso.

Ivan Giovi

Questo articolo è stato pubblicato qui

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