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Marittimi rapiti: i procidani non si fermano, "Liberi subito"

Procida, 16 agosto 2011 - Corteo di barche per i marittimi italiani sequestrati dai Pirati somali.

Sono trascorsi più di sei mesi dal giorno in cui la nave italiana Savina Caylyn, il cui equipaggio è composto da 5 marittimi italiani e 17 indiani, è stata sequestrata dai pirati somali.

Da quel giorno si sono susseguite speranze e delusioni, paure ed angosce sia tra i marittimi sequestrati che tra le famiglie degli stessi. Lo Stato resta in silenzio, fa promesse e qualche volta elargisce alle famiglie speranze, ma la reltà, al termine di questi terribili sei mesi, è che quegli uomini sono ancora prigionieri e rischiano anche di prendersi qualche malattia immersi nel caldo torrido della Somalia ed in presenza di condizioni igieniche molto poco confortanti, come ammesso dallo stesso Comandante della nave durante una straziante telefonata fatta alla famiglia: circa 50 persone tra sequestrati e pirati dividono un solo bagno, ed acqua e cibo nutriente cominciano a scarseggiare.

Inoltre questi lavoratori del mare sono continuamente minacciati e costretti dai pirati a rendere noto la loro condizione facendo così aumentare i timori delle famiglie. Durante una delle ultime telefonate, a cui ha risposto la moglie, il Comandante ha anche detto: "Non ci abbandonate... Non possiamo più aspettare, il rischio è che può succedere qualcosa di irreparabile, violenze che non meritiamo… Questi mangiano erba, possono avere reazioni particolari… Noi preghiamo il Signore, ma non ce la facciamo più, fate presto. E se non riuscissi più a tornare, Nunzia, ricorda che ti ho amato sempre".

Alcuni di questi marittimi risiedono a Procida e tra questi il Comandante della nave. In tutta questa tragedia esiste però una cosa positiva: un popolo, quello procidano, che si è stretto intorno alle famiglie di questi poveri marittimi e che vuole lottare affinché essi vengano liberati al più presto possibile.

E' di questi giorni la notizia che il popolo procidano, dopo una prima fiaccolata, è ritornato in piazza per chiedere nuovamente e con più forza la liberazione di questi figli della sua terra. Il popolo di Procida a viva voce chiede "liberi subito!". Ed il primo cittadino Vincenzo Capezzuto, con la frase “Procida non si ferma", ha salutato il corteo di barche che ha fatto il periplo dell’Isola, il 16 agosto scorso, al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla situazione di questi marittimi.

 

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