Nuclei composti da 5 fucilieri del Reggimento San Marco da imbarcare nelle unità mercantili italiane e proteggerle dagli attacchi dei pirati a largo delle coste della Somalia.
È quanto prevede il progetto elaborato in gran segreto dalla Marina militare in collaborazione con
L’inedita partnership armatori-forze armate è stata annunciata da Stefano Messina, amministratore delegato del gruppo genovese “Ignazio Messina e C.” e vicepresidente di Confitarma. “Abbiamo spinto noi perché, a fronte di un primo atteggiamento più prudente che prevedeva solo modalità passive per difendersi dagli attacchi dei pirati (l’uso di filo spinato, ultrasuoni, idranti, ecc.), si arrivasse ad una presa di posizione più decisa”, ha dichiarato Messina. “Abbiamo così condiviso questa azione con
Le nuove modalità d’impiego di uomini, mezzi e tecnologie “per sconfiggere i pirati del mare” sono state al centro di un convegno organizzato nei giorni scorsi a Roma dall’Istituto Italiano di Navigazione e da Confitarma, presenti gli alti comandi di Marina militare, Guardia costiera, Guardia di finanza ed Arma dei carabinieri più alcuni manager di Finmeccanica, la holding a capo del complesso militare-industriale italiano. E se l’ammiraglio Fabio Caffio, ispettore dello Stato Maggiore della Marina, ha ribadito la disponibilità ad impiegare i marines del San Marco su navi e petroliere, armatori e militari si sono detti pronti a studiare ulteriori iniziative di contrasto alla pirateria, a partire dell’utilizzo dei più recenti sistemi tecnologici prodotti da Selex Sistemi Integrati, società presente al meeting di Roma. “Da sempre Selex Sistemi Integrati si occupa di contrastare le minacce in mare e la pirateria è certamente una di queste”, ha spiegato l’ingegnere Marina Grossi, amministratrice delegata della società e moglie di Pier Francesco Guarguaglini, presidente di Finmeccanica. “Sinora abbiamo realizzato con le forze che operano per la sicurezza e la difesa a mare, come