Il fatto che Tremonti si stia tanto preoccupando di Nichi da cercare di
impastoiarlo negandogli i (dovuti) contributi al piano per la sanità in
Puglia mi fa ben sperare... Appena si cominceranno a preoccupare i
signori del PD ne avrò la certezza!
In ogni caso, se c’è qualcun’altro di credibile all’orizzonte, mi farebbe piacere conoscerlo. Io, ad oggi, non vedo nessuno...
Un amico di penna ha risposto alla domanda fatale: "Secondo me SI, grande politico con idee nuove e soprattutto giuste.
L’Italia credo sia pronta la nomenclatura politica NO".
Concordo, soprattutto con la necessità di portare la politica su un
campo di discussione nuovo: nessuno degli attori pare si sia accorto che
di simil-dittatori e di simil-politbureau ne abbiam piene le tasche noi
"vecchi", figuriamoci chi non ha vissuto i tempi delle diatribe (e delle battaglie) ideologiche...
Berlusconi
ci ha (di)mostrato come l’elettore possa essere condizionato - Pavlov
docet - con una dose di fiction frammezzata da una dose di comicità (o
pseudo-satira, se preferite). Non ha importanza neanche se di destra o
di sinistra, l’importante è che si rimanga incollati al mezzo
televisivo, e che ci si limiti a ricevere senza la possibilità di
scambiare idee con chicchessia, e - se dovesse malauguratamente capitare
- poco importa, perché tanto la dipendenza dal media farà sì che ci si
reincolli allo schermo per continuare ad indignarsi un po’ con un
programma di "approfondimento", poi una dose di fiction, telefilm,
reality, serial, etc, per anestetizzare i neuroni, poi uno spruzzo di
satira per tornare ad indignarsi sorridendo, un bel quiz al quale anche
da ignorante ti puoi far coinvolgere, ed infine un TG pilotato ad hoc e
che finisca con una massiccia dose di calcio, non quello che serve a
rinforzare le ossa, ma quello che ci rammollisce, perchè devia tutta
l’aggressività verso discussioni veramente inconsistenti ed inutili: una
vera anestesia cerebrale, insomma...
Non critico nessuno, sono
io il primo a caderci, e, pur consapevole, a continuare a farlo. Ma non
posso non constatare che, pur uscendo da casa ogni giorno, ed ogni
giorno sedendomi con persone pur interessanti, non mi imbatto in una
discussione politica, culturale, o che comunque ti lasci qualcosa dentro
su cui riflettere e lavorare, da tempo ormai, ahimé, immemore... Siamo
tornati, siamo gli uomini morti, gli uomini vuoti del nuovo millennio...
Ma
torniamo a capo della discussione: mettiamo che un qualunque politico -
chiamiamolo ad esempio Nichi - si accorga che c’è una strada, che è
la nostra stessa necessità di comunicare, e che ribalti totalmente
l’idea di politica che si è radicata nella cosiddetta prima repubblica, e
che contemporaneamente si è accorta del mascheramento che si cela nella
seconda, più subdola perchè più populista e sorridente e fintamente
vicina al "sentire comune"...
Bene, ci siamo dentro adesso, e si
chiama social network. Non che sia una via facile, ha le sue trappole, e
milioni di contraddizioni, ma è una strada, un possibile percorso di
scambio di idee ed informazione. Quel che più importa, è il fatto che
comunque sia difficile da controllare.
I blog e le testate di
controinformazione rappresentano l’approfondimento di questo nuovo modo
di informare. Grillo, Travaglio ed altri sanno bene quanto del loro
pubblico si diriga verso i loro siti tramite il naturale tam tam di
Facebook. Ed anche a me, che non scrivo di politica da almeno dieci
anni, son bastate una domanda di Lina ed un intervento di Francesco per
attivare un paio di sinapsi incartapecorite. A riprova di come il mezzo
funzioni, e sia in grado di risvegliar coscienze.
Se Nichi saprà
davvero usare il gran potere di risvegliare quando tutti gli altri si
concentrano nell’addormentare, e saprà raccogliere attorno a sé il
consenso degli altri grandi movimentatori di coscienze in rete, Grillo
in primis, avrà - ed avremo - delle buone possibilità di portare un po’
d’acqua corrente nello stagno in cui ci dibattiamo da decenni.
Altro è chiedere all’establichement politico "progressista" di dimostrarsi tale per davvero...