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 Home page > Attualità > Istruzione > Lettera aperta al Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini

Lettera aperta al Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini

Cosa serve per limitare la crisi in cui versa la scuola oltre i provvedimenti allo studio del parlamento: il grembiule, il voto in condotta, la valutazione numerica decimale, il maestro unico.

Gentile Ministro,
chi Le scrive è un vecchio maestro che è entrato nella scuola il primo ottobre del 1963 ed è andato in pensione il trentuno agosto del 2008. Le scrivo per congratularmi con Lei per tutti i provvedimenti assunti in favore della nostra scuola ed in discussione presso il parlamento:il voto in condotta, la valutazione numerica decimale, il maestro unico. Tutti provvedimenti certamente importanti ed utili per risollevare le sorti della nostra scuola, ma sicuramente non risolutivi. Di tutto, poi, si parla, fuorchè degli insegnanti, se non per deplorare il loro numero eccessivo e i loro stipendi da fame.

Gli insegnanti, gentile Ministro, sono la scuola e se la sua qualità, a quel che dicono le agenzie internazionali, è scadente, il motivo principale, se non l’unico, è che la qualità degli insegnanti non è adeguata. Questa mia affermazione potrà sembrarle molto cruda, ma questa è la dura realtà e solo un maestro con quarantacinque anni di servizio può dirlo, non certo i politici o i sindacalisti, che sono i principali, se non gli unici, responsabili dello sfascio della nostra scuola e che hanno a cuore più i voti e le tessere che non il prestigio della scuola.


Lo sa, signor Ministro, che, quando sono stato assunto nei ruoli della scuola elementare, la commissione del concorso era formata da cinque membri: il presidente era un docente universitario, un professore di italiano, uno di storia e filosofia, un direttore didattico ed un maestro elementare? I concorsi erano banditi regolarmente ogni due anni. Ora, invece, quando si bandiscono,, ad ogni morte di papa, la commissione esaminatrice è formata da un dirigente scolastico e da due maestri. Lascio a Lei giudicare quale preparazione poteva accertare la prima commissione e quale la seconda. Per non parlare dei concorsi speciali che erano speciali solo nel promuovere persone che non avrebbero mai superato un concorso ordinario. E le graduatorie permanenti che assicurano l’entrata nei ruoli anche subito prima di andare in pensione?

Se proprio desidera bloccare il degrado della scuola, signor Ministro, non permetta più a nessuno, che non abbia una laurea specialistica e non abbia superato un concorso serio e selettivo, di essere immesso nel ruolo della scuola di ogni ordine e grado. La serietà, la severità ed il merito possono rientrare nella scuola solo se si comincia ad usarle per la scelta degli insegnanti.
Forza, signor Ministro! Un altro piccolo decreto e il più sarà fatto!
Con stima 
Giovanni 10541

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