In politica, se vuoi che qualcosa venga detto, chiedi ad un uomo. Se vuoi che qualcosa venga fatto, chiedi ad una donna.
Margaret Thatcher
Dopo la nomina dei sottosegretari, analizziamo la presenza femminile nel governo Monti, alla luce non solo del dato numerico, ma guardando anche all’importanza dei ruoli assegnati alle donne.
È tempo di crisi ed è tempo di donne in politica. A luglio, il Tar del Lazio ha azzerato la Giunta di Roma perché troppo “maschile”: questa, infatti, comprendeva una sola donna su un totale di 11 assessori, violando così un articolo dello Statuto del Comune che parla di una «rappresentanza equa» dei generi. Solo due mesi più tardi, in tutt’altra parte del mondo, dove le donne vengono arrestate se trovate alla guida di un auto, la svolta: a settembre l’Arabia Saudita apre alle donne la possibilità di entrare a far parte della Shura, il Consiglio consultivo del regno, e di candidarsi alle elezioni.
Del resto, da Angela Merkel a Hillary Clinton, non mancano esempi virtuosi di donne a lavoro nel mondo politico e lo stesso può dirsi per quanto riguarda la sfera economica. Ma se tutto ciò è vero, non bisogna dimenticare che, rispetto a paesi come USA e Regno Unito, le donne italiane hanno conquistato alcuni diritti fondamentali con evidente ritardo: si pensi che un diritto così coessenziale ad ogni sistema democratico come quello di voto, fu esercitato per la prima volta in Italia a livello universale, ovvero da uomini e donne insieme, solo il 2 giugno 1946, in occasione della scelta costituente tra Repubblica e Monarchia. Una conquista difficile, inseguita fin dai primi movimenti femministi a cavallo del Novecento, di cui usufruirono alla prima occasione utile oltre 12 milioni di italiane. Da allora, il femminismo nostrano ha di fatto iniziato una nuova e intesa lotta, che non si è ancora conclusa, volta alla conquista del “politico” declinato al femminile.
Così, se dalla nascita della Repubblica sono dovuti trascorrere 30 anni prima di vedere un ministro donna al governo, oggi, dell’esecutivo del nuovo Governo Monti, fanno parte, in termini assoluti, solo 3 donne, ovvero il 16,6% del numero complessivo dei Ministri, e 3 Sottosegretari di Stato su 28, ovvero il 10,7%.
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Ministri con portafoglio |
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Ministero |
Età |
Professione |
Nascita |
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Annamaria Cancellieri |
Interni |
67 |
Funzionario pubblico |
Roma
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Elsa Fornero |
Lavoro, e Politiche sociali delega alle Pari opportunità |
63 |
Professore, economista |
Torino
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Paola Severino |
Giustizia |
62 |
Professore |
Napoli
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Sottosegretari di Stato | ||||
Era una battuta.. .per una volta che piangono i potenti... c’è forse bisogno di difenderli? (...)
05/12 19:47 - Damiano Mazzotti