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Le 6 mosse della Juve del futuro

La Juve è allo sbando: una squadra fatta male con tanti doppioni di medio valore inutili se si vuol lottare contro l’Inter e in Champions (basta vedere l’out sinistro di difesa conteso da Molinaro e De Ceglie e quello destro conteso da Salihamidzic, un corridore senza mezzi tecnici, e Grygera, un arcigno tuttofare poco propenso ad agire in proiezione offensiva), i senatori che non vogliono mollare i loro privilegi e il fregio più importante di tutti, l’essere rimasti in serie B, e un allenatore che un giorno dà conto ai vecchietti, un altro si piega alle voglie dei giovani. Mettiamoci anche Buffon infortunato, Camoranesi che può fare 20 partite buone all’anno, Trezeguet che non appare per non dire la sua e Del Piero annoiato e questo porta alla disastrosa situazione che c’è in casa Juve.

Le soluzioni che la dirigenza prenderà, seguendo gli ordini degli Elkann sono:

 

1) Continuare a ringiovanire la rosa, con gli innesti di altri tre giovani di valore, che possono essere Santacroce del Napoli, Fiorillo della Sampdoria e Bonaventura dell’Atalanta.

 

2) Impegno economico mirato in questo momento a costruire uno stadio di proprietà sul terreno del Delle Alpi. Sviluppare così un villaggio bianconero che viva 360 giorni all’anno. Questo dovrebbe portare liquidi importanti e soprattutto darebbe la possibilità al settore marketing, supervisionato da Lapo, di muoversi con maggiore scioltezza e possibilità nell’organizzare eventi.

 

3) L’inserimento nel gruppo dirigenziale di un ex giocatore che si inserisca perfettamente nel progetto “Smile”. L’unico nome davvero possibile che soddisferebbe queste condizioni è Roberto Baggio.

 

4) Un nuovo allenatore giovane e ben voluto dalla piazza e dal giornale di “partito”, Tuttosport. Anche qui l’unico nome plausibile, tra quelli che hanno un po’ di esperienza nel gestire il gruppo (quindi niente Ferrara, che continuerà a lavorare in Nazionale, né Ravanelli), è il capitano degli anni ’90 Antonio Conte.

 

5) Progetto a medio termine su Alessandro Del Piero. In questi ultimi tre anni di attività, Del Piero deve ammantare il suo personaggio-atleta del massimo favore possibile. Alla fine, con questo tesoretto di simpatia globale di cui si doterà, diventare uomo-immagine della Juve, da far intervenire nelle situazioni delicate con i media.

 

6) Riannodare i vecchi fili con squadre-satellite come l’Atalanta, il Siena e il Lecce.

 

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