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La vera missione della destra: evadere le tasse

E' proprio vero che questa è una valle di lacrime. Sono passate appena due settimane dalle dimissioni di Berlusconi ed eccolo di nuovo qui fra noi, ammaccato ma non domo. A volte ritornano, si potrebbe dire. Occasione per il rientro nella politica ufficiale il convegno dei Popolari liberali, lo sconosciuto partitino personale dell'ex sottosegretario Carlo Giovanardi, il bigottone dal sorriso alla don Camillo, uscito - il partitino, non lui - dalla clandestinità per l'occasione. Davanti a una folla enorme ed entusiasta di qualche decina di persone (l'ex sottosegretario dice 800), Berlusconi ha fatto un discorso basato su due idee tratte dal suo clownesco repertorio: i comunisti e le tasse. Vecchie storie, si potrebbe dire. Sì, ma rivedute, corrette e adattate all'oggi. E su questo il vecchio imbonitore ha seguito le orme di un suo predecessore di recente entrato nel Guiness dei primati delle scemenze, il deputato leghista Gianluca Buonanno, quello del grana padano, che dalle parti di Arcore sta evidentemente facendo scuola. Vediamo un po' la sequenza dei sillogismi demenziali che sono stati enunciati nel giro di una settimana da parte dei due.

Qual è la prova dell'esistenza della padania? L'esistenza del grana padano (copyright Gianluca Buonanno deputato leghista, non più di una settimana fa).


Qual è la prova del pericolo comunista? L'esistenza del Pd (copyright Silvio Berlusconi, da 17 anni a questa parte).

Qual è la prova dell'esistenza del prossimo stato di polizia tributaria, "il contrario dello stato di diritto nel quale vogliamo continuare a vivere", come dice l'omuncolo di Arcore? Il previsto divieto del pagamento in contanti per cifre superiori a qualche centinaio di euro (copyright Silvio Berlusconi, due giorni fa).

Per quanto riguarda le tasse, il vero hard core di tutta la faccenda, ci sono precedenti significativi. Nel 2004 Berlusconi intervenendo alla cerimonia in occasione dei 230 anni della Guardia di Finanza, esordì dicendo che se le tasse sono troppo alte (a giudizio di chi? suo?), è comprensibile che il cittadino cerchi di evadere. Qualche anno dopo, durante una delle sue memorabili telefonate a Ballarò, l'illustre recidivo era ritornato sull'argomento ribadendo lo stesso concetto. E oggi ci riprova, seguito dalla Lega che ogni tanto strepita per le vessazioni a cui sarebbero sottoposte le aziendine "del Nord" (delle altre chi se ne frega). E' proprio vero che la destra ha una missione: quella di non pagare le tasse.

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