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di Alessandro Tauro (sito) lunedì 1 febbraio 2010 - 0 commento oknotizie
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La "questione campana", Vincenzo De Luca e quel PD che non vuole imparare

La "questione campana", Vincenzo De Luca e quel PD che non vuole imparare

Quella che in tanti in questi giorni hanno rinominato la "lezione pugliese" non sembra aver scalfito troppo le strategie politiche del Partito Democratico.
L’approccio politico costruito attorno al fine supremo del "benessere del partito", quel sistema strutturato sulla vittoria elettorale intesa come traguardo fine a sé stesso e non come mezzo per giungere a determinare grandi mutazioni del sistema sociale ed economico, quella concezione della politica universalmente conosciuta come "dalemismo", sembra rappresentare ancora oggi la bussola del PD.

Dopo il "caso pugliese", terminato con la scottante vittoria di Nichi Vendola alle primarie di coalizione contro il prescelto del PD, Francesco Boccia, emerge in queste ore il ben più scottante "caso campano", cucito addosso alla discussa eredità del governatore Bassolino e ad una classe politica affetta dalla emergente tendenza all’immoralità politica trasversale.

L’ipotesi di primarie di coalizione aperte e l’intenzione di rafforzamento dell’unità delle forze progressiste si sono sgretolate nelle ultime ore con la decisione intrapresa dagli organi dirigenti democratici (sostenuti da Alleanza per l’Italia e Verdi) di annullare le primarie ed investire ufficialmente il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, della carica di candidato governatore campano per il centrosinistra.
 
Una scelta che ha generato uno strappo repentino e potenzialmente fatale con il terzetto Italia dei Valori, Sinistra Ecologia Libertà, Federazione della Sinistra, che vedono la candidatura di De Luca come un oltraggio alle ripetute richieste di dare un segnale di profonda pulizia e trasparenza da parte della classe politica.

La sua storia politica è segnata da luci abbaglianti ed ombre nere mai rimosse.
Vincenzo De Luca è il sindaco ribelle che ha sfidato gli apparati nelle tre elezioni amministrative che lo hanno promosso sindaco, il riqualificatore del centro urbano di Salerno, l’uomo del 71,3% dei voti del 1997 e del 75% di raccolta differenziata, un dato che, se rappresenta un’anomalia in Italia, possiamo solo immaginare cosa significhi nella regione delle discariche.
 
L’altro Vincenzo De Luca è l’uomo che traghettò l’ex ministro socialista Carmelo Conte, condannato per concussione a 4 anni e 10 mesi di reclusione, nei DS, prima del suo abbandono verso il Nuovo-PSI di De Michelis, è il sindaco della condanna a 6 mesi di reclusione per violazione delle norme igienico-sanitarie per la discarica di Ostaglio, è il sindaco dell’affare Seapark, un’indagine chiusa a forza dalla politica anziché dalla magistratura, e del processo in corso sull’affare MCM.

E’ proprio quest’ultimo l’elemento-chiave che ha fatto saltare sulle sedie gli esponenti della sinistra campana. Il suo rinvio a giudizio è ritenuto incompatibile col segnale di moralità che si desidera dare all’elettorato progressista campano così spesso abituato ad amministratori eletti in odore di processo.

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di Alessandro Tauro (sito) lunedì 1 febbraio 2010 - 0 commento oknotizie
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