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 Home page > Tribuna Libera > La legge del taglione

La legge del taglione

Trascorso qualche giorno dall'approvazione del decreto legge sul taglio del parlamentari, la notizia è scomparsa. Sul perché di questa improvvisa dipartita di interesse si possono formulare diverse ipotesi:

 

  • la notizia è stata sostituita da fatti ed argomenti di maggior pregnanza ed attualità sia a livello nazionale che internazionale, politico o sportivo (sul cambio cromatico dell'italica maglia calcistica ad esempio) e cronaca (bianca e nera)
  • il decreto richiede alcune fasi per la sua piena attuazione; tempo e punti di contrappeso che posticipano in futuro adeguate considerazioni
  • il voto alla Camera ha raggiunto percentuali di approvazione "bulgare" con 533 sì, 14 no e 2 astenuti: per forza di numeri andava fatta.

Forse queste giustificazioni possono apparire plausibili, o almeno in parte. Manca però un aspetto importante e fondamentale: il reale interesse sull'argomento. Credo siano poche le persone che possano affermare di aver partecipato a reali (non virtuali) discussioni sull'argomento ed anche l'interesse dei politici sul decreto legge si è rapidamente dissolto.
Forse la risposta è proprio questa: questa riforma non interessa realmente nessuno.

Che fosse uno dei capisaldi elettorali del M5S è risaputo e che, dopo le batoste politiche subite nella precedente alleanza con la Lega, il Movimento volesse affermare con una prova di forza il suo potere nelle aule parlamentari scegliendo questo come argomento bandiera è ugualmente noto.

Non si capisce la passiva sottomissione delle altre forze politiche. Difendere l'attuale governo da possibili beghe? Probabile. le flebili resistenze del PD si sono sciolte come neve al sole di fronte alle promesse di adeguate riformulazioni e del rispetto della rappresentanza dell'elettorato e la sua corrispondenza con gli eletti. Promesse, occhio, solo promesse al momento.

Come sia stato possibile che i padri costituenti, autori di una delle più belle Costituzioni al mondo, possano aver preso una cantonata del genere su un particolare così importante resta un mistero, ma forse svelarla non è così difficile: stabiliti a priori i parametri di calcolo sono stati determinati i collegi elettorali, nominanti ognuno il numero di futuri parlamentari adeguato alla popolazione del collegio stesso. Sembra tutto meno che bislacco. E se questo parametro fosse ritenuto corretto, non si spiega come per una popolazione di 60 milioni sia necessario un taglio dei parlamentari rispetto a quelli previsti per una popolazione di 46 milioni, gli italiani nel 1948.

Verrebbe da dire: rappresentanza elettorale degli italiani, questa sconosciuta.


Difficile altrimenti credere che l'intera compagine politica italiana ed in modo assolutamente trasversale abbia deciso di delegare al movimento pentastellato la riformulazione dei contrappesi al drastico taglio parlamentare. Per inciso questo taglio ha solo un esempio nella storia italiana, le due legislature fasciste il cui taglio dei parlamentari portò allo stesso identico numero pensato oggi, 400.
Non fatevi ingannare dalle cifre sbandierate sul risparmio dello Stato. Conti attendibili, dati alla mano, quantificano il risparmio reale della riforma nello 0,007% della spesa pubblica, ben lontano dai 500 milioni a legislatura.

 
Il M5S, il movimento che ha portato nelle aule parlamentari illustri sconosciuti (spesso incapaci) scelti attraverso video online di qualche minuto da qualche migliaio di cittadini attraverso una piattaforma privata (Di Maio scelto alle Parlamentarie da 189 persone) deciderà di fatto il futuro elettorale del nostro paese.
A chi obbietta che la riformulazione dei collegi e della legge elettorale riguarderà l'intero parlamento e non solo una parte, basterà ricordare l'attuale forza politica di questa parte e quanto questa conti numericamente sia alla Camera che al Senato.
Sono le idee che disegnano le leggi ma sono i numeri che le approvano.

Poveri noi. Povera Italia.

Foto: Wikimedia

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