Altro che le previsioni di Berlusconi e Tremonti (che mettevano il segno +1 per la crescita del PIL); le stime del governo e della Confindustria e dell'Istat hanno il segno meno davanti.
Che vuol dire recessione.
Ma a Genova è difficile manifestare dubbi come questo. “Il Terzo Valico costa 6,2 miliardi, cioè 115 milioni a chilometro, dieci volte più che in Spagna. Una spesa lievitata dell’800 per cento”, racconta Stefano Lenzi, responsabile relazioni istituzionali del Wwf.
Non solo: c’è la preoccupazione per lo smaltimento delle sostanze estratte dalle montagne nella costruzione della galleria. E ci sono dubbi sulla reale utilità del progetto: l’opera infatti prevede la realizzazione di 53 chilometri di ferrovia, fino a Tortona. Dopo, però, i treni tornerebbero sulla vecchia linea. Ancora: le previsioni di traffico per la linea tra Genova e Milano erano di 5 milioni di teu (l’unità di misura dei container) per il 2006, ma oggi siamo ancora a 1,8 milioni. E la linea attuale ne regge 3 milioni. Infine il nodo della sicurezza ambientale: i materiali di scavo, 800mila metri cubi, dovrebbero essere riversati nella discarica genovese di Scarpino già al collasso. È stato lo stesso Lupi ad avanzare dubbi:
“Visto quello che è appena successo a Genova, mezzo metro di pioggia in quattro ore, credo che questa decisione vada rivista”. Una questione non secondaria. Non è, però, del tutto chiaro nemmeno se la linea sarà utilizzata per le sole merci o per il traffico passeggeri. Dubbi, tanti, che andrebbero chiariti prima di costruire
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