La Calabria dei rifiuti, Sua eccellenza la Commissaria
Fuori corso. Regolarmente bocciato ad ogni scadenza e metodicamente ripetente. Un tormentone che dura ormai da quattordici lunghi anni. Eppure, pare che non se ne possa fare a meno. È l’Ufficio del Commissario per l’emergenza dei rifiuti in Calabria. Il guaio più grosso è che ad ammetterlo è lo stesso Commissario, Graziano Melandri. Dopo due mesi dal suo insediamento è sbottato: “Raccogliamo oggi i frutti, anzi i cocci - sentenzia - di una strategia politica nata male e attuata peggio. L'errore in partenza è stato fondamentalmente quello di non aver pensato a soluzioni emergenziali immediate, da attuare a breve termine, ma di aver concepito un percorso virtuoso, particolarmente complesso ed oltremodo oneroso che, a distanza di un decennio, ancora tarda a completarsi e ha determinato l'attuale stato di crisi”. Allora, la domanda è: “Ma che ci sta a fare?” “Che ci sta a fare un Ufficio che non è riuscito a porre fine all’emergenza dei rifiuti in Calabria che fino ad adesso è costato circa due miliardi di euro?”
Sbagliare, si sa, è umano, ma perseverare è diabolico, diceva un dottore della Chiesa. Se le scelte amministrative sono state sempre fallimentari, se gli accordi sublimali tra l’Ufficio e le diverse società di trattamento non si conoscono, se non è diabolico il motivo, poco ci manca. O meglio, possibile che saranno tutti devoti del dio Denaro? Probabile. La notizia è che la Calabria si sta avvicinando alla Campania di due anni fa. Dei giorni funesti dell’immondizia incendiata per le vie dei paesi dell’hinterland partenopeo.La Calabria sta prendendo la forma di una grande pattumiera.
Il Commissario è su tutte le furie. “Mi rendo conto del particolare momento storico che stanno vivendo molte municipalità calabresi, con l'approssimarsi della scadenza elettorale. Sono altresì conscio del valore simbolico che assume, in questa delicata fase il sacchetto della spazzatura abbandonato per strada, spesso sventolato come una clava contro l'avversario politico”. Eh sì, il 15 e 16 maggio prossimi i cittadini di Cosenza e Catanzaro si recheranno alle urne per eleggere il nuovo civico consesso. Un sacchetto può valere una clava. Ma è lo stesso Melandri a mettere in guardia gli elettori: “Chi oggi sventola il sacchetto buttato per strada come il fallimento di un sistema, dovrà prima chiedersi chi ha provocato questo fallimento”. Tuttavia, la domanda indugia irremovibile: “Ma che ci sta a fare allora?”
Dunque, la crisi. La Calabria, per chi ancora non lo sapesse, è in piena emergenza. Con l’acqua alla gola. Pardon: con i rifiuti. Se non ci fosse già l’organo deputato alle emergenze se ne dovrebbe creare uno ad hoc.
Quando si abusa tanto di un nome è grammaticalmente impossibile trovare un sinonimo. Emergenza & contratti privati bay passando la normativa sui lavori pubblici. Emergenza & affari. Chi paga? I cittadini. Normale, no? Cornuti e mazziati due volte. La seconda ad essere mazziato è anche tutto il territorio. Tutto l’ambiente. E fu così che la bella Calabria si trasformò nel negativo di sé stessa.