Buondì… Oggi vi segnalerò una biografia snella e provocatoria sul personaggio chiave dell’Antipolitica italiana: Beppe Grillo. In “Beppe Grillo. La biografia non autorizzata del comico che fa tremare la Casta” (www.alibertieditore.it, 2007, www.blogaliberti.it), si può ripercorrere la carriera del provocatore e del populista con l’aspirazione ripulista (gli autori sono Paolo Crecchi e Giorgio Rinaldi). La biografia autorizzata è invece questa: “Tutte le battaglie di Beppe Grillo”.
Inizio col parlare di una delle "guerre" di Grillo più dimenticate, quella contro la pubblicità: “I misfatti più grandi di molti uomini Fininvest e dei loro amici sono proprio quelli commessi in modo legale… Il peggiore è stato il prelievo di decine di miliardi di euro in un paio di decenni “dalle tasche degli italiani” – anche di quelli che non guardano le loro televisioni – che hanno comprato e comprano i prodotti della pubblicità. Del prezzo pagato dal consumatore infatti una percentuale consistente è risucchiata dal prelievo per finanziare la macchina pubblicitaria, la più iniqua delle “tassazioni” sui consumi”. Poi c’è la guerra contro l’informazione pilotata dai finanziamenti di Stato, che ha ignorato il suo Vaffanculo Day dell’8 settembre 2007 a Bologna: di cui sono stato testimone dell’imponenza e della disciplina della massa dei presenti.
E ancora c’è la guerra contro i politici condannati e non solo. Così Grillo si è deciso a fondare le proprie liste civiche attraverso la rete: i Meet Up (ho partecipato proprio l’altroieri ad un loro affollato incontro dove avevano invitato Marco Travaglio). Ma visti le precedenti invettive contro i computer, chi è l’uomo che ha convertito Grillo alla fede Internettiana? Il responsabile è un esperto delle tecnologie internet, Gianroberto Casaleggio, che gli cura tutta “la sua produzione”: libri, video e Web (che oscilla tra la nona e la dodicesima posizione dei blog più visitati al mondo, con un indotto economico notevole).
Che dire: Grillo “dando l’assalto ai comuni, sembra ignorare che gioca su un terreno sfavorevole: in trasferta e non in casa. Si, perché il ceto politico locale è il più immune dalle colpe che Grillo attribuisce al palazzo…” (forse era vero in passato, ma io oggigiorno non ci metterei la mano sul fuoco). Di certo le leggi elettorali per le consultazioni locali non lasciano scampo: il sistema maggioritario che riguarda le città sopra i quindicimila abitanti aumenta la vittoria della lista più forte, con un maggior numero di consiglieri per il premio di maggioranza, che va a danno del secondo e di tutti gli altri, che sono quindi ridotti all’insignificanza. Forse “il capocomico Grillo adotta la tattica dell’impresario di Broadway che ha sempre provato il suo allestimento sui palcoscenici di provincia prima di affrontare i critici e il pubblico della Quarantaduesima Strada”.
Caro Giorgio, mi scusi, ma quanti anni ha? Io non faccio parte di nessun consiglio comunale, (...)
29/01 15:07 - Damiano MazzottiEh già.. mezza Italia vive di politica... E lei sembra proprio rientrare in questa metà dottor (...)
29/01 12:48 - GiorgioUn difetto molto italiano e molto comune a quanto sembra....
23/01 15:11 - Damiano Mazzotti