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L’interruzione volontaria di gravidanza

Il concepimento di un figlio costituisce una svolta importante e radicale per la vita di molte coppie e di tante donne. Questo momento può essere vissuto in maniera completamente positiva da chi una gravidanza la desidera. Purtroppo, ci sono svariate circostanze per cui una donna non può e/o non se la sente di portare a termine una gravidanza e quindi decide di ricorrere all’IVG.

In Italia, l’Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG) è attualmente regolamentata dalla legge n. 194 del 22 maggio 1978. Di principio, tale legge fonda la sua ragion d’essere nel garantire una procreazione basata su una scelta ponderata e responsabile, nel sostenere il valore sociale della maternità e tutelare la saluta fisica e psicologica della donna, fornendole un supporto grazie ai consultori ed un servizio sanitario adeguato.

Confrontando i dati ufficiali ISTAT dell’anno 2018 e dell’anno 2019 si evidenzia un calo del numero di IVG eseguiti sul territorio nazionale, infatti, abbiamo come valore assoluto 80.497 nel 2018, mentre nel 2019 sono 76.517. Resta simile il rapporto di IVG circa 174, ogni 1.000 bambini nati vivi.

Come riportato dal ministero della salute, prima di considerare l’attuazione del IVG gli enti preposti devono valutare se le motivazioni della donna richiedente siano adeguate e se le problematicità esposte possono essere compensate o supportate dai servizi pubblici. Tale pratica può essere attuata entro i primi 90 giorni di gestazione, se non ci sono situazioni di gravità che potrebbero compromettere la vita della donna e, infine, s’invita ad aspettare una settimana per darle la possibilità di riflettere se ha dei ripensamenti o se è determinata nel proseguire con l’IVG.

Si può procedere all’interruzione volontaria di gravidanza attraverso la modalità chirurgica o la modalità farmacologica:

-Il metodo chirurgico è quello più utilizzato, l’intervento viene effettuato sia nelle strutture pubbliche del Servizio Sanitario Nazionale e sia nelle strutture private convenzionate e autorizzate dalle Regioni;

-Il metodo farmacologico consiste nella somministrazione di due farmaci, a distanza di 48 ore l’uno dall’altro, il primo ha come principio attivo il Mifepristone e il secondo è una prostaglandina.

L’interruzione volontaria di gravidanza può avere un forte impatto sul benessere psicologico della donna ed essere inevitabilmente influenzato da fattori socioculturali complessi in cui la donna è immersa, dalla sua resilienza e dalle sue strategie di coping. Genericamente lo spettro di sintomi postumi al IVG è ampio e differente da ogni donna che sceglie di attuarlo, poiché essa può appartenere a diversi livelli sociali, culturali ed economici o vivere un momento particolare nella propria vita. Pertanto, gli effetti psicologici di tale perdita rischiano di non venire vissuti, mentalizzati ed elaborati in modo adeguato, mettendo a repentaglio la salute psicologica della persona. Alcuni esempi di sintomi clinici sono: bassa autostima, senso di colpa, episodi di pianto incontrollato, episodi di flashback del momento dell’intervento, difficoltà nell’intimità (Brier N. 2008)

Concludendo, il tema dell’aborto è sempre stato uno dei grandi argomenti che ha dato seguito alla nascita di gruppi con visioni opposte sull’uso o meno di questa pratica, e ad ognuno di questi gruppi fa seguito una propria corrente di pensiero avvalorata da personali principi morali ed opinioni individuali.

Con l’uso del IVG non si vuole negare il diritto alla vita, ma si vuole dare anche il diritto di una buona qualità della vita. Pertanto, attraverso una rete sociale a più livelli si può intervenire per cercare di ridurre ai minimi termini tale pratica.

È necessario promuovere in modo propositivo l’uso di anticoncezionali; fornire un’adeguata educazione sessuale, nel modo giusto a tutte le età; sottolineare l’impatto che può avere tale intervento, onde evitare che per superficialità l’IVG possa essere pensato come un metodo contraccettivo, quindi dare informazioni anche sulle problematiche psicologiche che possono manifestarsi post-intervento o nel futuro prossimo.

 

Tirocinante: Angelo Greco

Tutor: Fabiana Salucci

 

Bibliografia:

Brier N. “Grief following miscarriage: A comprehensive review of the literature.” J Women’s Health: (2008)

 

Sitografia:

ISTAT: (https://www.istat.it/it/cerca?q=IVG)

Ministero della salute: Interruzione volontaria di gravidanza (2019) (http://www.salute.gov.it/portale/donna/dettaglioContenutiDonna.jsp?id=4476&area=Salute%20donna&menu=societa)

Ministero della Salute: Legge del 22 maggio 1978, n. 194 (http://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/dettaglioAtto?id=22302&articolo=1)

Foto:Pixabay

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