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L’attempata Rivoluzione Sessuale di Sorokin

“La rivoluzione sessuale americana” è un saggio che è stato dimenticato per troppo tempo. Nel 2021 è stato dato il giusto risalto a un’opera fondamentale (Pitirim Sorokin, Cantagalli, 261 pagine, euro 18; è presente una lunga introduzione di Leonardo Allodi dell’Università di Bologna).

In Italia si fanno pochi figli. Dal 1920 al 2020 le cose sono cambiate notevolmente. Se nel lontano passato si facevano cinque o sei figli a coppia ora la situazione è molto diversa, e ci aggiriamo intorno alla media di 1,3 figli a coppia, con l’età media della donna al primo figlio di ben 31,4 anni (più di 3 anni rispetto al 1995). In realtà è già molto difficile accoppiarsi, ma questa è tutta un’altra situazione. Le italiane sono molto brave a guardare al loro interesse a breve o medio termine (https://www.ilgiorno.it/cronaca/natalit%C3%A0-italia-2021-crollo-nascite-1.7148638). .

Dopotutto “se la società liberale perde di vista un minimo di comuni orizzonti morali, il liberalismo rischia di diventare una dottrina che sovverte se stessa” (Michael Walzer, p. 11). Devono rimanere le basi delle principali relazioni reciproche tra i cittadini. La società liberale deve restare “la dimora della coerenza, della connessione reciproca e della capacità narrativa” (Robert Bellah, p. 10).

La vita pubblica in società non è semplice. In effetti una vita felice è impossibile senza un buon amico (Epicuro), “ma un buon amico possiamo averlo soltanto se siamo buoni amici noi stessi. Un amico davvero buono, tuttavia è quello che è disposto a dare la vita per i suoi amici” (Sorokin).

Il grande pensatore russo non aveva dubbi: ogni vita vale. Per lui “La vita, anche la più dura, è il bene più prezioso, bello, meraviglioso e miracoloso del mondo. Il compimento del proprio dovere è un’altra cosa stupenda che rende felice la vita, questa è la mia seconda convinzione. La terza è che la crudeltà, l’odio, la violenza e l’ingiustizia non possono mai, e mai potranno, portare a una rinascita psicologica, morale o materiale. L’unica via per raggiungerla è la nobile via dell’amore creativo e generoso, non solo predicato ma anche coerentemente vissuto” (p. 35).

Per il grande studioso di origine russa “La forza che sostiene questo carattere assoluto delle norme sociali non è, appunto, la natura biologica: è la potenza sociale, la potenza morale, anzi per lo più la potenza religiosa di una società” (p. 42). A mio parere le società occidentali di oggi sono diventate troppo individualiste e la reazione individuale deve essere più ricercata e più meditata.

Probabilmente Sorokin era un “anarchico cristiano conservatore” (p. 38) che ha scoperto che il “il sesso non risolve neanche i problemi sessuali”, e che “nel vestirsi, non nello spogliarsi si rivela da sempre la cultura” (p. 40). Forse alla fine dei conti “la personalità è l’istituzione nel caso singolo” (p. 71), e “I tabù e le norme di una civiltà ci aiutano a non dimenticare questa esperienza genuina del volto dell’altro” (Leonardo Allodi, p. 71).

Infine possiamo aggiungere che “in questa collettività le interpretazioni teoretiche dell’uomo, dei valori culturali e delle istituzioni riducono l’uomo a un organismo che vive per il sesso… La storia umana è vista come un processo controllato dal sesso” (p. 163 e p. 164). Di sicuro non dobbiamo dimenticare che da giovane Pitirim Sorokin rischiò la vita per alcuni anni, imprigionato all’interno di un gulag sovietico, poiché era stato arrestato per motivi politici e doveva essere giustiziato.

Pitirim Sorokin è stato un grande sociologo americano nato in Russia (fu naturalizzato nel 1930). Studiò a San Pietroburgo dove ebbe come maestro Pavlov. Fu un grande membro dell’Assemblea costituente russa e divenne segretario di Kerenskij. Nel 1923 lasciò l’Unione Sovietica per la sua opposizione al bolscevismo. Dal 1930 insegnò presso la Harvard University e nel 1964 divenne presidente dell’American Sociological Association. Morì nel 1968. Questa è la prima edizione italiana (https://www.ilfoglio.it/cultura/2021/12/11/news/sorokin-la-cassandra-russa-3459761).

Nota generale – Di solito, ma non sempre, “Qualunque siano i vantaggi dell’età, essi non possono compensare la vitalità, il vigore, il coraggio, la capacità di osare, l’elasticità e la creatività dei giovani” (p. 155). Però più la società si fa evoluta con il tempo, più le persone hanno bisogno di tempo per capire le cose.

Nota di aggiornamento – Tra le innumerevoli segnalazioni consiglio queste quattro cose molto documentate: https://roundingtheearth.substack.com/p/vaccine-induced-mortality-part-8https://www.youtube.com/watch?v=c3ygmMAsJ0I (Dr. David Martin e la prospettiva americana);

https://www.radioradio.it/2022/02/piaga-tremenda-italia-vulnerabile-meluzzi-rimarremo-unico-paese-prigioniero (panoramica illustre); https://www.youtube.com/watch?v=iIbfs9S7ho8 (ottima sintesi scientifica del dottor Stefano Vendrame).

 

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