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 Home page > Tempo Libero > Recensioni > L’arte di essere liberi. La libertà secondo Mancuso

L’arte di essere liberi. La libertà secondo Mancuso

Lo studioso Vito Mancuso ha pubblicato un saggio molto agile e limpido: Il coraggio di essere liberi (Garzanti, 2016, pagine 148, euro 16).

Nell’essere umano il bisogno di sicurezza prevale spesso sul bisogno di libertà: pensiamo alle garanzie di un posto di lavoro che però non ci piace molto. In ogni caso Mancuso crede molto nel valore della libertà e sembra apprezzare la posizione di Einstein, che condivideva il pensiero di Schopenhauer: “L’uomo può si fare ciò che vuole, ma non può volere ciò che vuole”.

Einstein ci ha indicato “a non fare dell’intelletto il nostro dio”: “Esso ha naturalmente, muscoli possenti, ma non è dotato di alcuna personalità. Non può guidare, può solo servire; e non è esigente nella sua scelta di un capo. Questa caratteristica si riflette nella qualità dei sacerdoti, gli intellettuali. L’intelletto ha la vista lunga in fatto di metodi e strumenti, ma è cieco rispetto ai fini e ai valori… la meta è una società di essere umani liberi e felici che si prodighino con costante sforzo interiore per liberarsi dal retaggio degli istinti antisociali e distruttivi” (intervento radio, 11 aprile 1943).

Per Mancuso l’esistenza è un percorso di maturazione spirituale e “il concetto di libertà esprime il caos che in parte abita la nostra mente. Dicendo libertà si rimanda a quella dimensione del nostro essere che, per usare un’espressione del mondo della fisica, è possibile denominare “principio di indeterminazione”… soprattutto la condizione del nostro cuore, di cui possiamo nominare la posizione solo se esso nel suo battito non procede troppo veloce” (p. 84).

Il futuro è inconoscibile e “Se si vuole la libertà, la possibilità del male è il prezzo da pagare. Se noi, che siamo un prodotto del mondo, siamo (almeno in parte) capaci di libertà, allora già il mondo in se stesso deve contenere una tensione o tendenza verso la libertà, il che è possibile solo se esso ospita il caos e l’indeterminazione, ed è da qui che scaturisce inevitabilmente il doloroso disordine che noi chiamiamo male” (p. 123 e 124).

Comunque pure io condivido il pensiero di Schopenhauer: il destino è implacabile e ci fornisce le sue carte. Noi abbiamo solo la libertà di giocarle, oltretutto in base al quoziente intellettivo che abbiamo ereditato ed educato. E nascere ricco o povero in Europa o in Africa fa una grande differenza. In ogni caso è meglio vivere e pensare sulla base dell’esistenza del libero arbitrio quasi totale, altrimenti cadrebbero le fondamenta della società; quasi tutti perderebbero la fiducia negli altri e il sistema legale non potrebbe funzionare. Cosa diventerebbe un mondo senza l’utopia della giustizia?

Vito Mancuso ha insegnato teologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e l’Università di Padova. Ha pubblicato numerosi saggi e dal 2009 è editorialista del quotidiano “la Repubblica”. Per approfondimenti: www.vitomancuso.it.

 

Nota – Gli scritti esistenziali di Einstein si possono visionare qui: http://einstein-website.de (Il significato della relatività. Il mondo come io lo vedo, Newton Compton, 2014).

Nota linguistica – “Quanto più una parola è vecchia, tanto più va a fondo” (Ludwig Wittgenstein).

Nota spirituale – “Se ci consideriamo in quanto corpo e in quanto psiche, noi esseri umani non siamo per nulla liberi; è solo se ci consideriamo in quanto spirito che possiamo giungere a esserlo. Solo nel dominio dello spirito, là dove siamo indeterminati, ha senso parlare di libertà, intesa anzitutto come possibilità di scelta ed effettiva autodeterminazione” (p. 56).

Nota relazionale – Per quanto riguarda i rapporti personali è vero che di solito “Nulla c’è di privato tra gli amici, se sono amici, ma tutto è comune” (Euripide), però “Bisogna riservarsi un retrobottega tutto nostro, del tutto indipendente, nel quale stabilire la nostra vera libertà, il nostro principale ritiro e la nostra solitudine” (Montaigne).

Nota aforistica – “È dentro noi stessi che dobbiamo cercare l’avversario” (Immanuel Kant); “Le persone bene educate contraddicono gli altri; i saggi contraddicono se stessi” (Oscar Wilde); La vita è fluida e inafferrabile e “Il bene più alto è simile all’acqua” (Tao Te Ching, 2500 anni fa); Il vero saggio sa di non sapere (Socrate); “Ci sono due tipi di verità: le verità semplici, dove gli opposti sono chiaramente assurdi, e le verità profonde, riconoscibili dal fatto che l’opposto è a sua volta una profonda verità” (Niels Bohr, fisico); “Esercitare liberamente il proprio ingegno, ecco la vera felicità” (Aristotele); “Giustizia? Otterrai giustizia nell’altro mondo” (William Gaddis).

Nota economica e riflessione sul libero mercato – “Forse niente ha arrecato più danno alla causa liberale quanto l’ottusa insistenza di alcuni liberali su certe rozze regole empiriche, soprattutto sul principio del laissez faire” (Friederich von Hayek, citato in Matchmaking, Alvin. E. Roth, a p. 245, Einaudi, 2017). In un giardino quasi tutte le piante hanno bisogno di un piccolo intervento o controllo, altre hanno bisogno di aiuti più importanti, altre piante vanno tolte prima che crescano troppo perché sono piante infestanti (brutte o dannose). Anche un finanziere plurimilionario a un convegno si è trovato a fare questa riflessione nei confronti di un regolatore: “Non mi sarei mai aspettato di dirlo, ma lei non è un comunista. Ai mercati servono delle regole, e lei non vuole che ne esistano di più: vuole solo delle regole diverse” (Roth, 2017, penultima nota a pag. 262). Dopo queste riflessioni possiamo ben capire che circa il 50 per cento dei problemi dell’Italia e dell’economia italiana derivano semplicemente da un eccesso di regole. L’altro 50 per cento dei problemi dipende naturalmente dalle regole improvvisate, mal progettate o socialmente sbagliate. Ma non siamo i soli ad avere dei grossi problemi da affrontare. L’intero sistema finanziario mondiale è l’evoluzione malata di un gigantesco sistema truffaldino alla Ponzi, e sta diventando un grosso cancro in grado di abbattere il sistema economico internazionale in pochi giorni fatali.

Inoltre senza autosufficienza economica nessun cittadino può essere veramente libero. Per questo motivo molti pensatori e molti economisti hanno pensato a un reddito di base disponibile per tutti i cittadini che non riescono a superare un livello di reddito minimo, stabilito nazione per nazione (www.bin-italia.org, Basic Income Network).

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