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L’Italia di periferia all’arrembaggio di una Champions impossibile

Il bello del calcio non abita più qui. Ormai l’hanno capito tutti, tranne quelli di Sky che cercano di venderci per Bulgari una bigiotteria da parrucchiera. In Inghilterra arrivano i calciatori più forti con gli ingaggi pesanti e il codazzo mediatico, in Spagna i calciatori più belli con il gusto del gesto più dolce, addirittura in Germania arrivano i calciatori più concreti con la volontà e la potenza degli obiettivi dichiarati. Da noi restano gli italiani attaccati alla mamma e arrivano le carte false ben nascoste dalle squadre europee nel momento delle trattative.

 

Da queste premesse di fine impero, parte domani una Champions League in cui dovremmo essere periferia pittoresca e nulla più. L’unica squadra attrezzata per sfidare i colossi europei è un’Inter ancora non decifrata dal suo tecnico che lentamente sta costruendo il gruppo, la cosa che meglio sa fare. Le altre, nonostante i rinforzi estivi, sono chiamate ad assistere allo spettacolo di una corsa tra bolidi irraggiungibili. La Roma oppone allo spaventoso menu del centrocampo del Chelsea la pastasciutta di De Rossi e Aquilani, la Juve è incastrata in un girone rebus tra le scintille bianche del Real Madrid e le droghe tattiche dello Zenit di San Pietroburgo e la Fiorentina, da ultima arrivata, si è buttata nella mischia contro il figliuol vendico Toni e l’astro elastico Benzema.

 

Diciamoci la realtà: arrivare ai quarti di finale con due squadre sarebbe un bel risultato. Una semifinale per l’Inter è una nota di orgoglio nazionale.

 

Per il resto, la sfida resta tra inglesi e spagnole; da una parte il Manchester United con la saggezza nell’area di rigore di Berbatov in più ma, si è ormai capito, il piglio di Cristiano Ronaldo in meno, un Chelsea incazzato nero a cui si è aggiunto il tetragono Deco, il Liverpool corazzata scorazzante su tutti campi d’Europa e l’Arsenal imberbe che gioca troppo per vincere le partite importanti.

Dall’altra il Real Madrid ricco dell’etica dei commercianti olandesi e dell’estetica dei mezzosangue argetini, il Barcellona sulle spalle cadenti di Messi, il Villareal squadrato che gira sui progetti di Senna e l’Atletico Madrid che ha una squadra così caotica che potrebbe essere la vera sorpresa.

 

Fuori dall’asse Anglo-Spagnolo, non c’è molto: un Bayern con un anno di collaudo ma un po’ di ruggine, un Lione che ha capito che vincere un altro campionato in Francia è sempre meglio che uscire comunque ai quarti di Champions League e ci metterei anche uno Zenit di San Pietroburgo che, se gioca al meccano, può sconvolgere ogni gerarchia. Continueremo a fare il tifo per le squadre che non vinceranno (quasi) mai come Celtic, Porto, Bordeaux e Fenerbache, che avranno le loro notti di gloria da raccontare ai nipoti.  

Commenti all'articolo

  • Di Francesco Piccinini (---.---.---.119) 16 settembre 2008 13:02
    Francesco Piccinini

    io tifo Bordeaux!

  • Di Francesco Raiola (---.---.---.117) 16 settembre 2008 13:05
    Francesco Raiola

    bordeaux? vabbè...
    Io la Fiorentina e la Roma, anche se le speranze sono veramente poche. Intanto mi consolo con un campionato, per ora, divertente, sperando che continui così e l’Inter non ammazzi tutto (le altre non se lo possono permettere, anche se starei attento alla Juve). E mi consolo soprattutto con il Napoli, aspettando Denis e il Benfica

  • Di Jvan Sica (---.---.---.166) 16 settembre 2008 13:10
    Jvan Sica

    Io personalmente tifo Celtic, perché qualsiasi altra squadra è offuscata dalla zebratura orrizontale bianco-verde delle magliette.

  • Di (---.---.---.31) 16 settembre 2008 15:51

    io tifo Roma. E chi vincerà la coppa dei campioni lo vedremo alla fine.
    Certo gli inglesi sono bene attrezzati ma anche le squadre italiane, secondo me, sono piuttosto forti.

  • Di (---.---.---.31) 16 settembre 2008 16:34

    non dimenticare che solo due anni fa il Milan arrivò in semifinale con 3 suqadre inglesi e vinse la coppa dei campioni, dopo aver fatto un campionato pessimo, semplicemente perchè entrò in forma proprio in quel periodo.
    Quest’anno, secondo me, Inter e Roma sono partite male, nel campionato, perchè hanno appreso la lezione della champion. Chi parte a razzo crolla nella fase finale.
    Sopravvivere nei gironi eliminatori, sperando di passare e poi menare forte quando il gioco vero comincia.
    Questo va fatto e potrebbe funzionare. Ecco perchè sono ottimista per gli italiani, soprattutto per Inter e Roma, avendo Fiorentina e Iuve dovuto superare la qualificazione.

  • Di (---.---.---.31) 16 settembre 2008 16:37

    Per l’autore
    Quanto alla pastasciutta di De Rossi ed Aquilani, il nostro scrittore sarà anche un amante dello sport ma di calcio non capisce un ...
    Sono due tra i centrocampisti più forti al mondo, sono giovani e la Roma, qualore volesse venderli, potrebbe farci tanti soldi.

  • Di Jvan Sica (---.---.---.128) 16 settembre 2008 16:41
    Jvan Sica

    Le squadre inglesi non hanno solo i calciatori perché hanno più soldi, ma perché scelgono i calciatori giusti per la situazione ambientale-culturale in cui bisogna giocare. Si scelgono i calciatori capaci di giocare d’impatto e non d’attesa. Fateci caso se gli italiani riescono a sfondare. Solo Zola che sembra sempre un very british che ha sempre giocato di volontà. 
    Scusate se la butto sempre sul razionale ma così mi piace di più.

  • Di Jvan Sica (---.---.---.39) 16 settembre 2008 16:53
    Jvan Sica

    Se uno scrive, ovviamente il problema è capirsi. Chiaramente non volevo sminuire la bravura di De Rossi e Aquilani, ma sottolineare che ci vuole tantissima buona volontà per contrastare il fenomenale centrocampo del Chelsea formato da Ballack, Deco, Lampard ed Essien. Non so se mi spiego.

    Volevo solamente dire che di fronte a queste quintalate di aragoste umane, la pastasciutta di De Rossi e Aquilani non so fino a che possono anche volendo. E la domanda presuppone proprio la loro bravura, altrimenti il risultato sarebbe già scritto.

    E comunque se Aquilani è uno dei migliori centrocampisti del mondo, Gerrard chi è? Dobbiamo tirare in ballo la Via Lattea.

    • Di (---.---.---.31) 16 settembre 2008 17:45

      l’unico vero punto debole del centro campo della Roma, secondo me, è Pizzarro perchè è un giocatore barocco, non stupido ma troppo involuto nel suo continuo girarsi su se stesso col risultato penoso di perdere spesso la palla mentre la squadra sale, cioè nella più drammatica delle situazioni.
      Quanto ad Aquilani, secondo me, è un giocatore straordinario che gioca sempre di prima, vede il gioco, recupera, partecipa costantemente alla fase difensiva recuprerando tanti palloni ed ha un ottimo tiro in porta. Ha, ancora, un difetto di personalità: quando la squadra affonda non è un cuor di leone, ma se riuscirà a giocare con continuità potrà senz’altro risolvere anche questo limite. 
      Su De Rossi non c’è nessuno che ne discute la grande qualità e preziosità. Ha carattere da vendere e grazie all’esperienza in nazionale diventa sempre più autorevole
      Ballack a me non piace. E’ un buon giocatore, senz’altro, ma è più fumo che arrosto.
      Da quando lui è l’uomo squadra della Germania i tedeschi non vincono più.
      Lampard è un fuoriclasse, non c’è dubbio.
      Gli altri due dipende dalle giornate. A volte molto forti, altree volte meno.
      Dunque, lo vedremo presto, anche se la Roma la qualificazione agli ottavi potrebbe conquistarsela anche perdendo col Chelsea due volte, se il centrocampo della Roma potrà reggere quello della squadra inglese.
      Certamente se avrà dei problemi non dipenderà da De Rossi ed Aquilani che sono stati i giocatori più richiesti nella campagna acquisti. Tra gli altri dalla Iuventus, dall’Inter, dal Real Madrid.
      Tutto qui.
      Ecco perchè il tuo argomento mi è sembrato un pò "fuori luogo".

  • Di Jvan Sica (---.---.---.3) 16 settembre 2008 18:18
    Jvan Sica

    Su De Rossi poco da dire, mette insieme Tardelli e Oriali. Giocatore totale. Aquilani, mi spiace, non mi fa impazzire. Forse è ancora giovane, ma De Rossi è solo un anno più giovane.

    Contro la Spagna ad esempio poteva soltanto lui dare ordine alla manovra italiana per far salire di più i terzini e dare palloni decenti a Toni. Invece si è limitato a coprire Silva e far muovere il pallone in orizzontale. Troppo poco.

    Sono sicuro e spero che la Roma passi il turno facilmente, però la differenza con questi squadroni è troppo netta secondo me. Un Deco che gioca di tocco e un Ballack che si inserisce sono davvero troppo. Almeno credo, poi il calcio è bello perché fai figure di merda quando pronostici.

  • Di Francesco Raiola (---.---.---.17) 17 settembre 2008 01:08
    Francesco Raiola

    La Roma affonda in un disegno tattico che non ritrova più e prende una batosta dalla quale non sarà facile riprendersi.
    L’inter fa il suo compitino, ringraziando anche un po’ il fato e quel gran giocatore di Ibra.
    Gerrard, da par suo azzecca un gran gol.
    e domani? oggi ormai...

  • Di Jvan Sica (---.---.---.113) 17 settembre 2008 11:33
    Jvan Sica

    Che noia aver ragione poche ore dopo aver profetizzato.

  • Di (---.---.---.102) 18 settembre 2008 10:58

    Delle volte succede che ci fai. Tu segui agoravox e potrai cogliermi in fallo quando sparerò vaccate.

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