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L’Italia affoga in un oceano di chiacchiere

Silvio Berlusconi chiede l’abolizione dell’IMU, pena la caduta del governo, tentando di far dimenticare, soprattutto ai suoi elettori dalla memoria corta, che, dopo aver abolito l’ICI, fu costretto a concedere ai comuni in grave crisi finanziaria altre forme di tassazione.

Finge d’ignorare che in seguito l’IMU fu una nuova imposta studiata e varata dal governo Berlusconi-Tremonti, applicata dal Governo Monti, ma solo perché nel frattempo lui era stato costretto a farsi da parte per il rischio di una bancarotta finanziaria.

Ora L’OCSE ci avverte che se l’Italia non farà le riforme sarà necessaria una nuova manovra finanziaria e che la crescita forse la vedremo solo nel 2014.

Intanto Moody’s, società di rating, avverte che senza riforme il nostro debito sarà degradato a spazzatura.

La Confindustria chiede il pagamento dei crediti che le aziende vantano nei confronti della Pubblica Amministrazione, i sindacati reclamano il rifinanziamento della Cassa integrazione, gli esodati aspettano il riconoscimento dei loro sacrosanti diritti.

Entro la fine dell’anno la TARSU (tassa sui rifiuti solidi urbani) sarà trasformata in TARES e comprenderà oltre che i rifiuti altri servizi pubblici forniti dai Comuni e quindi maggiorata.

Inoltre entro giugno i Comuni senza la prima rata IMU, rimandata a data da destinarsi, e senza la prima rata della TARSU o TARES che dir si voglia, rischiano gravi difficoltà di cassa e di non poter fornire servizi o pagare gli stipendi.

Il presidente del consiglio Letta, nel suo primo giro in Europa, ha ricevuto accoglienza cortese, ma fredda e le raccomandazioni di prammatica a fare i compiti a casa, cioè a coniugare conti in ordine con il conseguimento della crescita tramite il taglio della spesa, il rilancio della competitività e le tanto invocate ma mai realizzate riforme, a cominciare da quelle istituzionali.

Le opposizioni, ignare dei seri rischi di declino irreversibile del Paese, sognano politiche irrealistiche o inesistenti.

Grillo e la sua pattuglia non danno ancora alcun segnale di rinsavimento politico, se ne stanno sull’Aventino, e s’illudono per ignoranza e stupidità di poter di là partecipare al governo del paese.

Al di là delle solite, generiche e vuote declamazioni non si va. Nessuno ragiona sui fatti o dice dove prendere le risorse necessarie alle più urgenti e prioritarie politiche di sviluppo e di salvataggio.

Aveva ragione Flaiano quando ironicamente sentenziava che in Italia "la situazione è grave ma non… seria".

Continuiamo ad annegare in un oceano di chiacchiere.

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