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di Francesco Zanfardino (sito) giovedì 22 gennaio 2009 - 2 commenti oknotizie
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L’Abruzzo s’è fatto fregare ... e la Sardegna?

L'Abruzzo s'è fatto fregare ... e la Sardegna?

Ma andiamo al dunque. Dopo la pesante sconfitta elettorale in Trentino, nelle cui elezioni il democratico Dellai ha stracciato il leghista Divina, Berlusconi ha capito che non bastava campare del vento delle elezioni che lo hanno visto trionfatore su un centrosinistra in palese difficoltà, ma bisognava cambiare strategia. O meglio, ha capito che bisognava tornare alla vecchia strategia: "sostituirsi" de facto ai candidati locali nelle campagne elettorali (persino nei simboli elettorali: quello del PDL e della lista del candidato presidente non riportano la scritta "Tizio Presidente", come vorrebbe la prassi e la logica, ma "Berlusconi" a caratteri cubitali ... "presidente" no perchè sarebbe un affronto troppo grosso), sfruttare al massimo l’onda mediatica che "spontaneamente" gli viene offerta da TV e giornali e agganciare Governo ed elezioni locali per fare promesse da marinaio puntualmente disattese.

E’ successo così in Abruzzo. Berlusconi ha candidato un "prestanome", Gianni Chiodi, messo lì giusto perchè c’era bisogno di candidare qualcuno che non desse "fastidio" politico e non, dopodichè si è presentato più e più volte in Abruzzo per fare comizi, ovviamente ripresi sempre "spontaneamente" da tutti i circuiti mediatici a differenza di quelli degli avversari, in cui ha dispensato promesse di tutti i tipi, promettendo fondi stanziati dal Governo per l’Abruzzo se avesse vinto Chiodi (perchè giustamente, se vinceva la sinistra, gli Abruzzesi andavano puniti, no?). Lo stesso sta accadendo in Sardegna, dove per sconfiggere Soru Berlusconi ha candidato un perfetto sconosciuto, Cappellacci, di cui tra l’altro ancora non c’è traccia di programmi nè di suoi discorsi concreti, al di là di una sfilza di chiacchiere e tanti "sorrisi" distribuiti a mani larghe e sul suo slogan elettorale ("La Sardegna torna a sorridere"). E ora si sta presentando più volte nell’isola, con comizi che, come potete notare in questi giorni, sono puntualmente ripresi in tutti i TG (quelli di Soru no, però), dispensando altre promesse, chiedendo ai Sardi di votare Cappellacci perchè così ci sarà più "sintonia" fra regione e Governo. Una sintonia che porterebbe ad un "piano Marshall per la Sardegna", come definito da Berlusconi, ovvero tanti soldi che pioverebbero sull’isola da un capitolo apposito del federalismo fiscale. 

Ma che fine fanno queste promesse? Ce lo spiega molto incisivamente Claudio Messora, gestore del noto video-blog www.byoblu.com, in uno dei suoi post, chiamato significativamente "La grande balla di Berlusconi", dove Messora smaschera la principale promessa fatta da Berlusconi, ovvero miliardi di euro stanziati per le infrastutture dell’Abruzzo. Ecco il testo integrale di una delle tante affermazioni fatte in proposito da Berlusconi in un comizio in Abruzzo:

"Il programma per l’Abruzzo lo conoscete. Il Governo sarà vicino a Gianni e alla sua squadra di governo della Regione. E qui, noi garantiamo anche che nel rilancio delle infrastutture, a cui daremo vita dal giorno 18 prossimo, in cui approveremo, nel Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, il CIPE, 16 miliardi e 600 milioni di euro destinati tutti alla realizzazione di infrastutture, e fra queste le infrastutture di cui avete bisogno, le opere manutentive di cui avete bisogno, ci sarà la velocizzazione della Pescara-Roma con il raddoppio di alcune situazioni di questa linea"
(Silvio Berlusconi, Chieti, 12 Dicembre 2008)

Arriva il 15 Dicembre, e Chiodi vince le elezioni. Appena tre giorni dopo, il 18 Dicembre, il CIPE si riunisce davvero: eccone il verbale di seduta. Ma, da una attenta lettura, ci accorgiamo non solo che i miliardi stanziati sono 7.4 e non 16.6, ma che per la Pescara-Roma, e l’Abruzzo in generale, non c’è un solo euro. Ovviamente i circuti mediatici, prima così "spontaneamente" interessati alla politica abruzzese, non hanno sentito la necessità di riportare la notizia. 

Insomma, gli Abruzzesi si sono fatti fregare. Anche i Sardi? Speriamo di no. Renato Soru sembra essere più forte della propaganda di Berlusconi.


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