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Jurg Wickihalder, Chris Wiesendanger, "A feeling for someone"

Jürg Wickihalder, sax soprano; Chris Wiesendanger, piano. Suonare in duo significa esporsi, rischiare molto di più che se si fosse in quartetto.

Wickihalder, giovane sassofonista svizzero, originario di Glarnerland, a circa 70 chilometri da Zurigo (all’epoca dell’incisione aveva 34 anni), conserva ancora l’ingenuità e la curiosità di quando diciannovenne decise di conoscere di persona Steve Lacy, recandosi nella sua casa di Parigi, dopo esser rimasto stupefatto dall’ascolto dell’album "Clangs", registrato insieme al percussionista italiano Andrea Centazzo.

E dunque dopo tre anni e mezzo passati a studiare e a suonare – chiunque avesse bisogno di un sax soprano, subito lo chiamava – al "Berklee College of Music" di Boston, Wickihalder si è sentito pronto a duettare con un pianista, come fece a suo tempo Lacy con Mal Waldron.

La scelta del partner è caduta su un musicista zurighese che, guarda caso, aveva anche lui fatto visita a Lacy nella sua dimora parigina. Gli otto pezzi, tutti originali e composti dal leader, sembrano dei piccolo ritratti legati tra loro in poco più di 42 minuti. Elegiaco, triste, malinconico, può apparire il brano iniziale "The last Breath", a seconda dello stato d’animo in cui lo si ascolta.

Sarà forse a causa della sonorità del soprano e dell’assenza di colori e timbri diversi, ma l’atmosfera iniziale continua sino alla fine in una scaletta di 3/4, ballads e blues. Ottima la resa acustica e buono l’affiatamento tra due musicisti che si ascoltano l’un l’altro con attenzione. Il risultato finale è un disco intimista, a tratti cameristico, con temi esposti elegantemente e con assolo ben congegnati.

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