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Italiani alla BCE. Draghi più vicino, ma...

In vista del rinnovo ai vertici della BCE sembrano ormai felicemente concluse le manovre iniziate da parte italiana in favore del governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, alla successione di Trichet. I giornali riferiscono che, dopo Sarkozy, anche Angela Merkel si sarebbe espressa per questa candidatura, e già si comincia a festeggiare, certi che gli orientamenti degli altri paesi dell’euro non potranno comunque fornire sorprese. Per farla breve, si conferma ancora una volta, la tendenza, anche in materia monetaria, a sostenere gli interessi di un’Europa delle patrie, piuttosto che a studiare e a proporre orientamenti favorevoli, almeno in prospettiva, alle aspirazioni di una comunità di popoli.

Viste sotto questo aspetto, la candidatura Draghi non ha rivali. Il Governatore della Banca d’Italia agisce praticamente al guinzaglio delle forze che governano il paese. E’ nominato dalla politica, l’ente che dirige è di proprietà delle forze che per statuto è chiamato a sorvegliare, le posizioni che esprime riflettono una logica attenta a non contrastare gli interessi dei cosiddetti di quanti comandano nel paese.

Bastino come esempio, restando su quest’ultimo punto, le posizioni assunte dalla Banca centrale nei casi di presunte anomalie poste in essere dagli intermediari, vale a dire dai soggetti sottoposti al suo controllo. In questi casi, il comportamento dell’istituto previsto a tutela dei nostri risparmi prevede che le segnalazioni in proposito formino oggetto di valutazione per i soli profili riguardanti le funzioni di vigilanza.

Stando così le cose, qualora vengano accertate irregolarità, la Banca d’Italia non si pone il problema di intervenire sulle persone che hanno dato origine a tali anomalie. Si verifica allora che, una volta risolto il caso, le persone, di regola esponenti di spicco dei “poteri forti”, mantengano indisturbati le stesse posizioni, o vadano ad assumere posizioni analoghe, sempre sotto il “controllo” della Banca d’Italia, mentre magari quanti hanno segnalato i fatti siano stati messi alla porta.

Qualcuno, in ambito comunitario, aveva auspicato per il vertice BCE la nomina di un candidato sufficientemente “non italiano”. A prescindere da ogni considerazione di carattere personale, appare evidente come il governatore della Banca d’Italia, aduso ad operare nell’osservanza di siffatte regole, difficilmente possa essere considerato tale.

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