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  Home page > Attualità > Mondo > Israele, 2000 detenuti palestinesi in sciopero della fame
di Riccardo Noury - Amnesty International (sito) venerdì 11 maggio 2012 - 1 commento oknotizie
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Israele, 2000 detenuti palestinesi in sciopero della fame

Lo sciopero della fame come forma di protesta nei confronti di un’ingiusta detenzione si sta diffondendo in molti paesi del Medio Oriente, tra questi anche Israele. 

 

Dal 17 aprile, 2000 prigionieri palestinesi rifiutano il cibo contro le condizioni detentive delle carceri israeliane, l’isolamento e il divieto di ricevere visite delle famiglie. Dieci sono stati ricoverati in ospedale. Quasi nessuno degli altri è stato, finora, visitato da un medico indipendente e la Direzione delle carceri israeliane (Israel Prison Service, Ips), sostengono gli avvocati difensori e le organizzazioni per i diritti umani, ha dato il via a un regime di punizioni e pressioni per far cessare gli scioperi della fame. Più recentemente, l’Ips sembra aver cambiato tattica, offrendo alcune concessioni e mostrandosi disponibile ad accogliere parte delle richieste dei prigionieri (nella foto alcuni familiari mostrano le foto dei loro parenti detenuti).

 

Molti dei prigionieri in sciopero della fame sono sottoposti a detenzione amministrativa.

In base alla detenzione amministrativa, le autorità militari israeliane possono imprigionare palestinesi della Cisgiordania senza processo e a tempo indeterminato, qualora siano sospettati di costituire una “minaccia alla sicurezza”, giudizio basato su prove segrete che non vengono rese note né ai detenuti né ai loro avvocati. I palestinesi sottoposti a detenzione amministrativa possono restare in carcere per sei mesi, trascorsi i quali il periodo può essere rinnovato a tempo indeterminato. Non vengono formalmente incriminati, poiché non vi è l’intenzione di sottoporli a processo. Al 31 marzo, erano 320. Amnesty International chiede che la detenzione amministrativa sia abolita, che i prigionieri siano sottoposti a processo oppure rilasciati.

Ancor prima che iniziasse la protesta collettiva del 17 aprile, alcuni prigionieri sottoposti a detenzione amministrativa avevano iniziato a scioperare individualmente. 

Bilal Diab e Tha’er Halahleh hanno smesso di mangiare cibo il 29 febbraio.

Diab è stato arrestato a Jenin il 17 agosto 2011 e il suo ordine di detenzione amministrativa è stato rinnovato il 14 febbraio. Halahleh è stato arrestato nella zona di Hebron il 26 giugno 2010 e il rinnovo più recente della detenzione amministrativa risale al 5 marzo. 

Il 1° maggio Diab è stato trasferito dal reparto sanitario della prigione di Ramleh all’ospedale Assaf HaRofeh, tenuto costantemente ammanettato al letto. Gli operatori di Physician for Human Rights-Israel hanno denunciato che la sua vita è in pericolo: soffre di aritmia e ha avuto emorragie interne. Tha’er Halahleh ha un’infiammazione ai polmoni. Anche lui avrebbe bisogno di cure urgenti che nel carcere di Ramleh non può ricevere. La Corte suprema ha aperto uno spiraglio a questa possibilità, pur non pronunciandosi sul merito della detenzione amministrativa.

Nel reparto clinico della prigione di Ramleh si trovano anche Hassan Safadi (luogo e data d’arresto: Nablus, 29 giugno 2011; ultimo rinnovo della detenzione amministrativa: 29 gennaio 2012; inizio dello sciopero della fame: 2 marzo 2012); Omar Abu Shalah (luogo e data d’arresto: confine con la Giordania, 15 agosto 2011; ultimo rinnovo della detenzione amministrativa: 15 febbraio 2012; inizio dello sciopero della fame: 4 marzo 2012) e Ja’afar Izz al-Din (luogo e data d’arresto: Jenin, 21 marzo 2012; inizio dello sciopero della fame: 27 marzo 2012). Anche a loro viene negato un esame medico indipendente.

In sciopero della fame è anche l’unico detenuto sottoposto alla Legge sui combattenti illegali, Mahmoud al-Sarsak, calciatore della nazionale palestinese. Arrestato il 22 luglio 2009 al valico di Erez, la sua detenzione è stata rinnovata il 1° marzo di quest’anno. Rifiuta il cibo dal 24 marzo.

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