In Iowa, per i caucus che aprono la stagione delle primarie repubblicane, è stata una battaglia fino all’ultimo scrutinio. Mitt Romney supera Rick Santorum per soli otto voti: 30.015 contro 30.007, 24,6% contro 24,5%.
Mai nella storia dell’Iowa si era vista un caucus più combattuto di quello di stanotte. Romney batte Santorum sul filo di lana per soli otto voti, 30.015 a 30.007, spaccando letteralmente in due lo Stato del Midwest americano in due tronconi: i moderati, che stanno con Romney, e i conservatori più tradizionalisti che stanno con Santorum. Un risultato questo che potrebbe perfino sconvolgere le dinamiche stesse delle primarie repubblicane. Infatti, se fino a pochi giorni fa i sondaggi davano per vincitore certo l’ex governatore del Massachusetts dividendo il Gop, oggi la partita si fa più aspra e aperta che mai.
Le seconde linee non sono affatto spacciate: Ron Paul, arrivato terzo con il 21%, rimane ancora in gara, così come Newt Gingrich, che si è piazzato quarto con il 13%, potrebbe avere qualche speranza negli altri Stati. Invece il governatore del Texas Rick Perry, finito quinto, ha detto che valuterà nei prossimi giorni se ritirarsi, mentre Michele Bachmann e Jon Huntsman sono virtualmente fuori, anche se quest’ultimo inizierà ufficialmente la sua corsa dal New Hampshire settimana prossima.
E’ stata una notte lunghissima a Des Moines, con i primi risultati che davano vincitore prima l’uno poi l’altro. Fino a metà scrutinio i contendenti alla vittoria erano i primi tre piazzati, dalla metà in poi si è capito che il testa a testa si sarebbe ridotto a Romney e Santorum. Ron Paul, pur piazzandosi terzo, si è detto felice del risultato perché lo considera una vittoria delle idee libertarie e che continuerà fino alla convention di Tampa. Il dato importante riguarda il conteggio dei voti: ogni volta che arrivavano i voti di una contea, iniziava una snervante odissea nel conteggiare le schede che, inesorabilmente, assegnavano la vittoria a Santorum o Romney per una manciata di voti. E così fino alle 2 di stanotte (le 9 italiane) quando si è concluso lo spoglio con la vittoria di misura di Romney.
Il risultato è stato immenso soprattutto per Rick Santorum: figlio di un immigrato trentino scappato dal fascismo, Rick senza grossi finanziamenti ha fatto una campagna porta a porta in tutte le 99 contee che lo ha portato al raggiungimento di un risultato a dir poco sbalorditivo che lo potrebbe rilanciare anche negli altri Stati (e ad altri finanziatori). Puntando principalmente su quei conservatori che non si vedono in Romney, Santorum si è visto aprire tutte le porte soprattutto dopo il fallimento degli altri estremisti del Gop Bachmann, Perry, Cain e Gingrich.
Su Ron Paul il discorso è leggermente diverso: il deputato texano gode del fatto di aver attirato l’attenzione di tutti sulle proprie idee, e già questo potrebbe rilanciarlo nelle prossime settimane. Gingrich invece è ancora adirato per il trattamento ricevuto da Romney negli spot, ma anche lui è contento di essere arrivato a tal punto.