• giovedì 17 aprile 2014
  • Agoravox France Agoravox Italia Agoravox TV Naturavox
  • Fai di AgoraVox la tua homepage
  • Contatti
AgoraVox Italia
  Home page > Attualità > Cronaca > "Io e la giustizia italiana: dalla condanna per pedofilia all’assoluzione"
di lunedì 5 dicembre 2011 - 3 commenti oknotizie
0%
Articolo interessante?
 
100%
(6 Voti) Votate quest'articolo
  • Fare una donazione
  • Stampa
  • Lasciare un commento
  • Marquer et partager

"Io e la giustizia italiana: dalla condanna per pedofilia all’assoluzione"

Il caso di R.S. da Como. Le accuse della moglie nella causa di divorzio. Psicologhe, poliziotte e giudici – tutte donne – un po’ “superficiali”, o forse con qualche pregiudizio “di genere”. Risultato: quindici anni tra carcere e sofferenze senza alcun adeguato indennizzo.

Lo stato non è mai colpevole. Ed eventuali oneri economici spettano sempre e solo al popolo italiano. Mai a quegli operatori che non sono all’altezza dei loro compiti. Cosa mi è successo? Ve lo racconto.

Mi chiamo R.S., ho 48 anni, una vicenda in sospeso con il sistema “giustizia” italiano che è iniziata quando ne avevo 33, con l’avvio della separazione giudiziaria dalla mia ormai ex moglie. Non so se la vicenda che sto per raccontarvi riuscirò a vederla giudizialmente chiusa, prima di "chiudere gli occhi".

Inizio 1997: la separazione da mia moglie – Prendo atto che è inevitabile separarmi da mia moglie (ma non certo da mia figlia di quasi cinque anni). Rifiuto il tentativo di riconciliazione, le richieste economiche di mia moglie vengono drasticamente ridimensionate e, come conseguenza, non riesco mai più a rivedere la mia cara bambina. Vi domanderete: "Come è potuto accadere questo?". La risposta può apparire sconvolgente: la mia bambina di punto in bianco ha detto di aver ricevuto “attenzioni sessuali” da parte del papà.

Ma andiamo con ordine: per tutto il 1997 la vicenda che segue alla separazione viene gestita dalla mia ex moglie in maniera tortuosa, ma senza che nessuno allerti il sistema giudiziario: nel frattempo non sono già più nella casa coniugale e – ogni volta con scuse diverse – mi viene impedito, di fatto, di vedere mia figlia negli orari stabiliti.

Fine giugno 1997: prima valutazione di un perito su mia figlia  La bambina – sempre a mia completa insaputa – viene ricoverata nell’ospedale di Cantù (Como), nel reparto pediatria, dove viene sottoposta a visita ginecologica (dalla quale, come spiegherò più avanti, non emerge alcuna traccia di abusi). I sanitari, prima di dimetterla, annotano in cartella clinica che chiedono il "permesso" di farlo all’avvocatessa della madre e al capitano della locale caserma dei Carabinieri (!).

Io vengo lasciato fuori, nessuno mi informa, scopro tutto questo solo dopo parecchio tempo e con grandi difficoltà riesco a ottenere una copia della cartella clinica (l’ospedale ha preteso per darmela un atto notorio in cui dichiaravo di avere ancora la patria potestà). Sempre a metà del ’97 l’avvocatessa della madre fa valutare la bambina da un loro perito di fiducia privato, un neuropsichiatra infantile, il quale non si limita ad esaminare la bambina, ma prende in esame tutto il contesto familiare, tra cui anche il “presunto abusante”, il papà.

Fine 1997: vengo denunciato al Tribunale dei minori – Il perito si pronuncia dicendo che la bambina non era assolutamente attendibile nei suoi racconti, esprimendo non soltanto valutazioni positive sul papà, ma indicando altresì gravi patologie comportamentali della madre (nonostante fosse proprio lei la committente), anche relative alla sfera sessuale, e raccomandando di non interrompere le visite tra papà e figlia. Madre e zie materne non accettano questo “verdetto” e si rivolgono al consultorio di Cantù, denunciando ciò che la bambina diceva.


pagina successiva >>

Casa originale di questo articolo



di lunedì 5 dicembre 2011 - 3 commenti oknotizie
0%
Articolo interessante?
 
100%
(6 Voti) Votate quest'articolo
  • Fare una donazione
  • Stampa
  • Lasciare un commento
  • Marquer et partager

Lasciare un commento


(Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.)

Attenzione : questo forum è uno spazio di dibattito civile che ha per obiettivo la crescita dell’articolo. Non esitate a segnalare gli abusi cliccando sul link in fondo ai commenti per segnalare qualsiai contenuto diffamatorio, ingiurioso, promozionale, razzista… Affinché sia soppresso nel minor tempo possibile.

Sappiate anche che alcune informazioni sulla vostra connessione (come quelle sul vostro IP) saranno memorizzate e in parte pubblicate.

I 5 commenti che ricevono più voti appariranno direttamente sotto l’articolo nello spazio I commenti migliori

Un codice colorato permette di riconoscere :

  • I nuovi iscritti
  • I reporter che hanno già pubblicato un articolo
  • L’autore dell’aritcolo

Se notate un bug non esitate a contattarci.

Pubblicità

Sondaggio

Dal palco del V-Day Beppe Grillo ha proposto di indire un referendum per uscire dall’Euro. Secondo voi


Vota

Palmares

Pubblicità


  • Groupe Agoravox sur Facebook
  • Agoravox sur Twitter
  • Agoravox sur Twitter
  • Agoravox Mobile

AgoraVox utilizza software libero: SPIP, Apache, Debian, PHP, Mysql, FckEditor.


Sito ottimizzato per Firefox.


Avvertenza Legale Carte di moderazione