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Intervista ad Andrea Santagata di Intervistato.com

Durante quest'intervista con Andrea Santagata abbiamo parlato delle origini di Liquida, di Splinder e di quelle che secondo Andrea sono le prospettive per l'evoluzione dei blog e la loro integrazione con i social media.

La prima domanda che abbiamo fatto ad Andrea è stata naturalmente come ha avuto origine Liquida. In un periodo in cui il fenomeno della creazione di blog e di produzione di contenuti era in pieno sviluppo, l'idea di creare dei sistemi che aiutassero a organizzare l'incredibile mole di contenuti prodotti e far emergere quelli più interessanti e rilevanti è stata subito presa in considerazione.

L'obiettivo era di creare un entry point che potesse aiutare l'utente medio, che non sa districarsi da solo nella ricerca di contenuti tra le fonti alternative, quindi un sistema che organizzasse le informazioni generate dagli utenti cercando di selezionare il contenuto di qualità. Per quanto riguarda la selezione, il filtro è doppio: redazionale e automatico. Dopo il primo passaggio di valutazione "umana", il contenuto viene analizzato con degli algoritmi proprietari, specialmente semantici, per categorizzarlo in maniera adeguata.

Abbiamo chiesto ad Andrea se a suo avviso gli aggregatori abbiano ancora senso di esistere, considerando le modalità ormai mutate di fruizione dei contenuti in rete. Secondo lui la risposta è sì, hanno sempre più senso specialmente ora che la mole di contenuti è molto maggiore rispetto agli inizi.

Per quanto riguarda invece l'integrazione dei blog con i social media, Andrea ha evidenziato una variazione di trend importante, avvenuta in questi ultimi anni: se prima sui blog venivano pubblicate anche piccole segnalazioni, pensieri pillolari o semplicemente suggerimenti di lettura, ora questa tipologia di attività è diventata senz'altro più idonea per i social media. 

I blog, dall'altra parte, sono rimasti un ottimo strumento per esprimere la propria opinione su un argomento verticale. Questo è fondamentalmente il motivo per cui i social media non possono sostituire i blog: si arriva quindi a parlare di una valorizzazione non quantitativa, ma qualitativa del fenomeno dei blog. Viene eliminata la componente personale e di segnalazione, ma c'è il valore aggiunto dell'integrazione forte con i social, che diventano uno strumento di diffusione del proprio messaggio, permettendo di raggiungere molti più lettori rispetto a prima.


Abbiamo chiesto ad Andrea anche quale era l'idea dietro Splinder, la nota piattaforma di blogging italiana che è stata recentemente chiusa: il periodo in cui è stata fondata Splinder era uno di grande crescita per il fenomeno dei blog, specialmente nei paesi anglofoni. Mancava però uno strumento semplice, in italiano, che accellerasse il processo di diffusione dei blog anche in Italia. Non c'era alcun obiettivo specifico e il tutto era mosso da pura passione, ma la piattaforma sarebbe diventata una delle più importanti della sua tipologia, almeno fino all'arrivo di Wordpress eBlogger

L'obiettivo che si vuole raggiungere ora, invece, è di razionalizzare e rendere fruibili contenuti di qualità non solo a chi usa la rete in maniera avanzata, ma anche quella fascia di utenti dove altrimenti questa straordinaria ricchezza rischia di non arrivare. In Italia la rete non ha i ritorni economici e di impatto che ha negli altri paesi per un problema strutturale di banda larga. Se questo fattore cambiasse, cambierebbe senz'altro anche la fisionomia della rete stessa, il time spending sulla rete e le abitudini degli utilizzatori.

Abbiamo chiesto ad Andrea come vede il quadro italiano tra cinque anni: a suo avviso il fenomeno è inarrestabile, l'utilizzo della rete nella vita quotidiana è adesso, non è più qualcosa a divenire. Sicuramente diventerà pervasivo e raggiungerà più persone, ma si tratta semplicemente di un shift temporale: l'Italia è indietro, ma alla fine arriverà lì anche sull'e-commerce, sul social commerce, sul tempo speso in rete e sull'abbandono di altri mezzi a favore della rete, sia per quanto riguarda le informazioni che l'intrattenimento. Il percorso insomma è già tracciato.

Invito tutti a visionare l'intervista integrale, molto più ricca di contenuti rispetto a questa mia breve sintesi.

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