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Internet di tutti noi: il Wireless Mesh

Nonostante intorno all'argomento banda larga ci sia un gran fermento di iniziative statali fatte di Agende Digitali, piani per l'innovazione e futili promesse, la realtà è che, nonostante la fittizia apertura del mercato, tutti gli impianti sono di proprietà e gestione di un ex monopolista che continua di fatto a svolgere questo ruolo, ovvero chiunque sia il vostro fornitore di connettività, questa vi arriverà attraverso un cavo di proprietà di questa azienda allacciato ad un impianto di centrale sempre di loro proprietà e dato in affitto al vostro gestore.

Eccezion fatta per gli stabili di nuova costruzione, tutti i cavi hanno una età media di 50 anni e molti degli impianti che li gestiscono sono obsoleti e fatiscenti, questo per quanto riguarda le città mentre nei piccoli centri la situazione è ancora peggiore in quanto l'ex monopolista non ha nessuna intenzione di ammodernare impianti e portare linee che è poi costretto a cedere a concorrenti a prezzi imposti dall'Authority delle telecomunicazioni.

Anche le fantomatiche connessioni in Fibra ottica promesse da alcuni gestori, potranno nella migliore delle ipotesi raggiungervi sempre e solo attraverso i vecchi cavi telefonici presenti negli edifici e venire pertanto sfruttate solo parzialmente.

A questo si aggiungono poi i diffusi disservizi da parte dei gestori di cui una vastissima parte dell'utenza è costantemente vittima come dimostrato dalla mole delle lamentele pubbliche espresse sui vari social networks con particolare riguardo alla assistenza clienti che per tutti i gestori è precipitata a livelli scandalosi fino ai casi di chi ha trasferito i call center all'estero costringendo i propri clienti a dialogare con operatori che parlano un italiano stentato e capiscono poco o nulla delle problematiche esposte. Inutile dire che il responsabile dei disservizi è in genere chi gestisce gli impianti ovvero l'onnipresente ex (ma mica tanto..) monopolista.

Quali speranze ci sono, in presenza di un simile scenario, di poter fruire di un servizio di connessione degno di tale nome e per il quale in Italia si pagano somme maggiori alla media europea ricevendone in cambio prestazioni decisamente più scadenti?

La triste ed inevitabile risposta è nessuna speranza. A meno di non fare da soli costruendo una rete che non passa attraverso i cavi telefonici ma li sorvola.

 Nelle aree rurali degli USA esistono da molti anni le reti Wireless Mesh (a maglia) che connettono case, scuole ed uffici pubblici spesso, ma non sempre, con accesso ad Internet. Per una comunità diffusa sul territorio è importante una connessione diretta, in special modo se le persone che ne fanno parte sono coinvolte in attività comuni. Le reti Mesh non hanno server centrali e sono di proprietà delle comunità locali, se non sono connesse ad Internet il loro uso è gratuito mentre se sono connesse la spesa della connettività è ripartita sui membri della comunità che acquistano all'ingrosso a condizioni molto più vantaggiose che per un singolo. Oggi per connettermi con il mio vicino devo passare attraverso un provider ed il mio vicino riceverà quanto gli ho inviato attraverso il suo provider e tutti e due sosteniamo un costo per svolgere questa attività. Con le reti Mesh ogni nodo è connesso agli altri ed oltre a garantire l'affidabilità della rete che non si interrompe in caso di malfunzionamento di un nodo, non vi è alcun costo per le comunicazioni e per i servizi nell'ambito della rete.

Le reti Wireless Mesh sono costituite da antenne con apparati Wi-Fi installate sui tetti degli edifici o in altri punti sopraelevati ed a portata visiva tra loro in quanto il Wi-Fi utilizza bande di alta frequenza radio che richiedono minore potenza di trasmissione ma che non sono in grado di scavalcare gli ostacoli e devono avere campo libero. Il vantaggio del Wi-Fi rispetto ad altri sistemi sta anche nelle ridotte emissioni elettromagnetiche.

In Italia siamo come al solito indietro sotto questo aspetto, anche a causa delle normative in materia, fino a poco tempo fa estremamente restrittive. Oggi possiamo annoverare nel nostro paese almeno tre Wireless Community Network che hanno scopi e modalità operative diverse tra loro anche se presentano le stesse o molto simili caratteristiche tecniche ed infrastrutturali.

Ninux.org

Pioneri del settore sono i partecipanti alla rete Ninux, nata a Roma dalla passione e dall'impegno di un gruppo di visionari che portano avanti un progetto di rete aperta, decentralizzata e di proprietà del cittadino finalizzata alla condivisione, alla sperimentazione ed anche al divertimento. Ninux è formata da un gruppo di persone senza alcun vincolo associativo che similmente ad altre omologhe realtà europee si riconosce negli ideali di libertà di espressione paritaria tra individui senza vincoli commerciali, politici e tecnologici.

La rete Ninux, partita inizialmente da un piccolo gruppo nella zona sud di Roma si è oggi diffusa in tutta Italia e conta ad oggi 237 nodi attivi, 936 nodi potenziali ed uno sviluppo di link per 900 Km, la rete Ninux è registrata presso il RIPE (organismo mondiale di coordinamenteo delle reti) come Autonomus System al pari di Google, Facebook o Yahoo ed è afferente del NaMeX (Nautilus Mediterranean Internet Exchange) insieme a grandi ISP come Telecom, Italia, Fastweb, Infostrada. Nonostante questa espressione di elevate competenze e capacità tecnologiche, Ninux rimane ed intende rimanere in una dimensione non istituzionale e non commerciale e per non perdere le sue caratteristiche di libertà di sperimentazione, non-centralità e condivisione paritaria quale era la Internet delle origini.

Ninux utilizza risorse rigorosamente Open Source adattate ed ottimizzate alla architettura della rete e fornisce servizi di archiviazione files, telefonia VoIP, Gaming, Webmail e servizi generali di rete, molti dei quali fruibili solo all'interno della rete ed altri raggiungibili anche dall'esterno.

Ninux non fornisce accesso ad Internet se non su base volontaria attraverso la condivisione della connessione privata da parte di alcuni dei nodi della rete, la gestione e la manutenzione della rete sono effettuate sempre su base cooperativa e tutta la rete Ninux non ha alcun scopo di lucro né fornisce servizi a pagamento.


Gli apparati utilizzati per la realizzazione dei nodi sono in massima parte Ubiquity NanoStation M5 a 5Ghz con Firmware (Sistema Operativo) Ubiquity AirOS basato su OpenWRT e modificato da Ninux per integrare il protocollo di rete OSLR che si occupa di controllare e gestire il traffico all'interno della rete e delle altre altre reti, tra cui Internet, a cui Ninux è collegata.

Progetto NECO

Il Progetto NECO (NEtwork COmmunity) nasce nel 2008 a Vietri di Potenza (PZ) ad opera di un gruppo di sei persone stanche di essere escluse dall'accesso ad Internet a causa del Digital Divide che affligge molte realtà periferiche nel nostro paese, piccole comunità in territori disagiati che non giustificano investimenti da parte dei grandi operatori oppure sono servite da piccoli operatori che offrono servizi modesti a prezzi elevati.

Il Progetto NECO prevede una quota associativa annua (€. 90) alla rete per fruire dei servizi di connettività Internet ed Intranet e mira a non escludere nessuno dalla partecipazione in quanto è prevista anche l'offerta di connessione gratuita di base a chi si si trovi in condizioni economiche disagiate. Attualmente la rete NECO conta 30 nodi attivi e 2 nodi pianificati oltre ad una serie di HotSpot pubblici (circa 30) che offrono connessione gratuita per 1 ora al giorno e per l'intera giornata durante il mese di Agosto e nel periodo natalizio ad uso di turisti e residenti.

Progetto NECO si configura come una Community Network locale collegata ad Internet che offre servizi ai propri associati ed al territorio senza scopo di lucro ed intenti commerciali ma a fronte di un contributo associativo necessario al mantenimento della rete ed alla retribuzione dei fornitori quali l'ISP lucano attraverso il quale NECO si connette ad Internet. Il Progetto è finanziato esclusivamente dalle quote associative e gestito da un team di volontari.

Anche in Progetto NECO si utilizzano le stesse tecnologie Open Source utilizzate dalla rete Ninux ed i medesimi apparati hardware seguendo un know-how tecnologico ormai ampiamente consolidato nel settore delle Wireless Community Network. La rete offre ai suoi associati accesso ad Internet 24 ore, Gaming online, archiviazione e condivisione files (NAS), download Torrent Manager centralizzato e telefonia VoIP da cui è possibile chiamare gratis tutti i numeri fissi italiani ( a patto di non abusare del servizio).

NOInet

NOInet Nasce nell'estate del 2011 a Cerveteri (Roma) in forma di cooperativa sociale senza scopo di lucro e contestualmente inizia le attività di realizzazione dei primi nodi nell'area Cerveteri/Ladispoli sul litorale a nord di Roma. NOInet si configura come un vero e proprio Wireless Internet Service Provider (WISP) in possesso della relativa autorizzazione Ministeriale e fornisce servizi di connettività a banda larga ai soci della cooperativa oltre a servizi Intranet quali archiviazione files (NAS Cloud), telefonia VoIP e videosorveglianza.

La formula di adesione a NOInet prevede una quota associativa alla cooperativa (€. 200) rimborsabile in caso di recesso, ed un canone mensile estremamente contenuto di accesso ai servizi, ed è proprio nelle modalità di pagamento risiede l'unicità di NOInet che aderisce al progetto ŠCEC, la moneta alternativa promossa dall'Associazione Arcipelago ŠCEC che ha come scopo il mantenere la ricchezza in circolazione nell'ambito delle comunità locali, infatti per gli associati ad Arcipelago ŠCEC è possibile pagare una percentuale del 10% del canone di servizio di NOInet in ŠCEC anziché in Euro rendendo NOInet ancora più conveniente rispettto ad un ISP tradizionale.

Lo scopo di NOInet, come per gli altri gruppi, è la creazione di una rete aperta, decentralizzata e di proprietà dei cittadini senza la mediazione di un ISP commerciale come quelli attualmente operanti sul mercato che non hanno come fine l'erogazione di un servizio ma solo la crescente capitalizzazione conseguita anche a scapito della qualità dei servizi e dell'assistenza ai clienti.

Anche NOInet utilizza per la sua rete applicazioni Open Source ed apparati omologhi a quelli utilizzati dalla altre reti ed il suo obiettivo è la creazione di nuvole territoriali federate tra di loro per offrire l'accesso in mobilità ai propri associati ovunque si trovino sul territorio nazionale. L'acquisto di banda larga viene fatto presso grandi fornitori e può essere ripartito tra più punti di accesso situati in diverse aree geografiche per garantire comunque la qualità e la continuità del servizio anche in presenza di elevati carichi di traffico.

Tre progetti di reti simili e diversi tra loro, simili per la struttura e le tecnologie impiegate ma diversamente orientati. Dalla rete totalmente libera a quella a servizio esclusivo della comunità locale fino ad un modello di fornitore di servizio condiviso e solidale che vada oltre le logiche del profitto per ribadire che l'accesso alla conoscenza è un bene comune che dovrebbe essere sottratto alle logiche di mercato per entrare a far parte del patrimonio collettivo senza escludere nessuno per motivi geografici, economici o politici, una rete in cui tutti abbiano la stessa possibilità di esprimersi assumendosene la responsabilità senza preventive censure. In questo scenario i grandi fornitori di banda larga non avrebbero più rapporti con gli utenti finali ma si limiterebbero ad assicurare a condizioni ben diverse, la connettività alle varie reti indipendenti che avrebbero dalla loro i costi contenuti, la facilità di gestione e la democraticità dell'accesso inaugurando un modello distributivo totalmente orizzontale a paritario senza alcun monopolio che ostacoli la diffusione e la crescita.

Questo modello diffuso porterebbe benefici notevoli anche in termini di creazione di imprese e lavoro, crescita delle professionalità, diversificazione dell'offerta e dei contenuti, maggiore coesione delle comunità locali, valorizzazione dei territori e delle loro peculiarità oltre ad una maggiore possibilità di accesso al mercato tramite acquisti di gruppo.

Con la liberalizzazione delle frequenze radio in uso al Wi-Fi si sono aperte grandi possibilità che devono portare vantaggi a tutti senza posizioni dominanti che avvantaggino i soliti noti tagliando fuori i cittadini, è per questo motivo che tali opportunità vanno diffuse e sostenute attraverso la partecipazione e la condivisione per arrivare ad un modello di rete che sia fatta innanzitutto di persone reali ognuna delle quali possa portare il suo contributo fattivo ad una migliore comunicazione, ricordando infine che comunicare vuol dire "mettere in comune"..
 

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